sabato 31 maggio 2008

Funzionari di Napoli sotto inchiesta per "commercio di spazzatura"









The Times, 23.05.2008

Allarmi di epidemie per una persistente ondata di calore che attanaglia l'Italia

[articolo originale di Richard Owen qui]

Ventisei funzionari responsabili dell'emergenza spazzatura a Napoli, tra cui Alessandro Pansa, capo della polizia della cittá, sono sotto inchiesta per aver potuto "fare affari illeciti con i rifiuti" invece di risolvere la crisi.

Pansa ha detto che non si sarebbe dimesso. "Ho fiducia che l'inchiesta mostrerá che mi sono sempre comportato in modo corretto", ha detto. Pansa ha ricoperto l'incarico di commissario speciale del Governo per la crisi spazzatura per sei mesi lo scorso anno.

Tutti coloro che sono stati nominati dai magistrati e sono sotto inchiesta sono stati messi agli arresti domiciliari, eccetto Pansa. La polizia ha detto che l'inchiesta aveva a che fare con "traffico di spazzatura e frode". Sotto inchiesta anche Marta Di Gennaro, ex-assistente senior di Guido Bertolaso, ex-capo della protezione civile, che solo una settimana fa é stato nominato da Silvio Berlusconi, premier, commissario speciale per la crisi della spazzatura a Napoli con il rango di sottosegretario. Alcuni report dicono che Bertolaso avrebbe consegnato le sue dimissioni a Berlusconi perché il suo lavoro era giá diventato "impossibile".

Ci sono state sporadiche "emergenze smaltimento rifiuti" nell'area di Napoli dal 1994, ma quella in atto dal Natale scorso ha raggiunto nuovi record, con i residenti locali a costruire barricate per prevenire la riapertura di discariche traboccanti e a incendiare montagne di spazzatura maleodorante e infestate da ratti. Funzionari della salute oggi hanno lanciato l'allarme di epidemie mentre una persistente ondata di calore attanaglia l'Italia, con punte di 35 gradi a Napoli,

La colpa della crisi é data alla camorra, la mafia napoletana, che si é infiltrata nel redditizio affare dello smaltimento di rifiuti, scaricando spazzatura in discariche abusive ed impedendo la costruzione di nuovi inceneritori. Gli investigatori sospettano collusione tra la camorra e funzionari locali. A marzo Antonio Bassolino, presidente della regione Campania ed ex-sindaco di Napoli, e 27 dirigenti di compagnie che si occupano dello smaltimento rifiuti sono stati accusati di frode, abuso d'ufficio e "divulgazione di informazioni segrete su tematiche ambientali".

Oggi i PM hanno detto che "eco balle" di spazzatura compressa non sono mai state bruciate perché la spazzatura liquida e solida al loro interno non é stata separata, rendendole un rischio per la salute. Un'altra accusa é che i funzionari fossero collusi nella scarica illegale di spazzatura tossica non trattata in Germania. "Attraverso un meccanismo fraudolento, una parte della spazzature veniva illegalmente sotterrata in Germania in flagrante violazione delle leggi dell'UE", i PM hanno scritto in un comunicato. I funzionari della commissione spazzatura erano "del tutto a conoscenza del fatto che una parte dei rifiuti fosse pericolosa".

L'inchiesta si sposta questa settimana sugli scontri tra polizia e residenti della periferia di Napoli, a Chiaiano, che protestavano contro la proposta della costruzione di una discarica in una vicina cava di pietra. Berlusconi, eletto premier per la terza volta il mese scorso, ha promesso nella riunione di gabinetto a Napoli di usare l'esercito per evitare che la camorra ed i protestanti locali facciano delle discariche "zone militari", con condanne fino a 5 anni a chi "ostruisca" la discarica di rifiuti. Sono stati nominati dieci nuovi luoghi da adibire a discariche. Comunque sia Roberto Maroni, ministro dell'Interno, sia gli ufficiali militari hanno espresso i loro dubbi verso l'uso proposto dell'esercito per sedare i conflitti civili.

Una "tregua" temporanea é stata raggiunta a Chiaiano - che si trova vicino ad un ospedale - dopo che il governo ha offerto un "dialogo" con i residenti sulle implicazioni ambientalistiche e sulla salute. Comunque Berlusconi ha detto: "Lo stato non si puó arrendere, il problema della spazzatura dev'essere risolto. Azioni di blocco non saranno tollerate".

Ufficialmente ci sono 5000 tonnellate di rifiuti nelle strade di Napoli e 50,000 tonnellate in tutta le regione Campania, ma questa stima é quasi certamente per difetto. Precedentemente questo mese la Commissione Europea ha portato l'Italia alla Corte di Giustizia perché non é riuscita a prevedere, meno ancora ad implementare, un "piano coerente" per risolvere la crisi.

(si ringrazia Ronan per la segnalazione)

venerdì 30 maggio 2008

L'Italia approva l'uso di sanzioni speciali contro i rom











El País, 30.5.08


[articolo originale di Miguel Mora qui]

"Entro la fine dell'anno risolveremo il problema degli accampamenti di zingari abusivi, e questo significa che le leggi saranno rispettate". Il ministro degli interni italiano, Roberto Maroni, ha annunciato ieri che il consiglio dei ministri approverá oggi la concessione ai prefetti (delegati del Governo) di Milano, Roma e Napoli di poteri speciali per affrontare la chiamata all'emergenza zingara. Il primo provvedimento sará quello di elaborare un censimento esaustivo degli abitanti degli accampamenti. Per questo, il ministero dell'Interno mobiliterá tutti i prefetti d'Italia: "Voglio sapere quanti accampamenti ci sono provincia per provincia, e chi ci sta dentro", ha affermato Maroni.

Varie ONG e organizzazioni internazionali hanno ricordato nelle ultime settimane che nominare commissari speciali per trattare problemi relativi a minoranze serve solo a perpetuare la discriminazione di questi gruppi. Amnesty International e la Lega Antidiffamazione hanno messo in guardia sul rischio che corre l'Italia di "ignorare il principio della responsabilitá individuale" emanando leggi specifiche su "gruppi e minoranze a seconda della loro nazionalitá, etnia o luogo di permanenza".
Ma Maroni avanza secondo il programma annunciato perché ogni cittá italiana elabori il censimento degli abitanti di etnia rom. La normativa, che si conoscerá oggi, "potrá derogare alcune leggi vigenti", secondo Maroni.

Il ministro ha commentato che negli accampamenti rom "c'é molta gente che vive in condizioni miserabili, e molti minori". "Naturalmente," ha aggiunto, "non entreremo con le ruspe a distruggerli, ma bisogna trovare una soluzione". Il ministro degli interni calcola che ci sono circa 152.000 zingari che vivono in Italia, dei quali il 37% possiede la nazionalitá italiana. Almeno il 50% sono bambini e adolescenti che, per la maggioranza, sono nati su territorio italiano.

Najo Adzovic, rappresentante dell'accampamento piú grande di Roma, il Casilino 900, ha manifestato ieri la sua dura opposizione a questi provvedimenti. "Il censimento é solo una farsa, una scusa per fare paura alle persone, cercare di allontanare le famiglie e realizzare espulsioni di massa", ha detto. La comunitá rom é meno protetta che mai in questo momento, secondo Adzovicn, perché alcune associazioni che fanno da intermediarie tra questa minoranza e il comune di Roma "sono piú dedicate a fare politica per ottenere il rinnovo dei loro contratti che a difendere gli interessi dei rom".

D'altra parte, anche il ministro Maroni si é mostrato preoccupato per il possibile ritorno in Italia di un "clima di violenza politica" come quello che ha sofferto il paese negli anni '70. Dopo lo scontro tra gruppi di giovani neofascisti e di sinistra vissuto questa settimana nell'universitá la Sapienza di Roma, il governo cerca di analizzare lo svolgersi degli eventi.


(si ringrazia Carolina per la segnalazione)

giovedì 29 maggio 2008

Il vero dramma italiano: l'impoverimento della classe media









La Vanguardia, 21.5.08

[articolo originale di Eric Juliana qui]

Dove va l'Italia? Abbiamo fatto notare l'altro giorno che non sta ritornando al fascismo. No, nemmeno lontanamente, a dispetto di ció che dicono le profezie del ramo apocalittico del progressismo europeo.

"Possiamo diventare il Messico dell´Europa", questa é l'amara diagnosi di un giovane giornalista italiano - trentenne, milanese di origini siciliane - inviato a Madrid lo scorso marzo per seguire le elezioni spagnole.

Migliaia di giovani italiani che negli ultimi cinque anni si sono trasferiti a Barcellona (la lunatica Barcellona) cercando lavoro e liberalitá, sicuramente hanno avuto la stessa intuizione, anche se il concetto di Messico dell'Europa puó essere messo in parole cosí, crudamente, solo da un uomo con la disinvoltura di un italiano con sangue siciliano nelle vene.

L'Italia non va verso l'autoritarismo. Il maggior rischio che corre, a breve termine, é la rottura, irreparabile e senza pezzi di ricambio, dell'idea di progresso collettivo; l'affondamento del paradigma civilizzante (socialdemocratico e socialcristiano) sorto dopo la seconda guerra mondiale, adesso meno presente in quasi tutta l'Europa occidentale, ma comunque vigente. Si romperebbe cosí, vertiginosamente, il vecchio (e viziato) equilibrio italiano tra stato sociale e fai da te; tra protezione e sagace individualismo (l'arte di campare, che tanto impressionó Josep Pla -famoso giornalista catalano del secolo scorso, ndt -).

Il catalogo dei mali italiani é lungo e facile da riconoscere: sistema politico obsoleto; una legge elettorale che é una porcheria (cosí la definí un paio d'anni fa il suo autore, Roberto Calderoli, attuale ministro della Lega Nord: "L'ho scritta io ed é una porcata"); burocrazia eccessiva, corporativismo (in tutti i campi professionali, senza eccezioni); gerontocrazia; clientelismo; eccessivo intervenzionismo sindacale; centralismo; scarso potere delle amministrazioni regionali; una marcata frattura sociale tra Nord e Sud, e lo spaventoso fenomeno della criminalitá organizzata, della quale Napoli e le sue spazzature senza sepoltura costituiscono una drammatica vetrina.

Alla lista bisognerebbe aggiungere la tutela vaticana, ammettendo comunque che senza la chiesa cattolica l'Italia non esisterebbe (?, ndt). Ed anche l'alta densitá della popolazione, che amplifica facilmente gli stridori dovuti all'immigrazione (sotto questo punto di vista, la Spagna, con densitá di popolazione molto minore, gioca in vantaggio).

L'Italia é il laboratorio dove si mette alla prova la resistenza della civiltá europea nei confronti della lenta ma implacabile scomparsa della classe media, cosí come si intendeva negli ultimi settanta o ottanta anni. La vecchia Italia contro l'Italia low cost. Una grande prova per l'Europa. Molto piú interessante di qualunque cosa possa accadere in Francia.

(si ringrazia Carolina per la segnalazione)

mercoledì 28 maggio 2008

L'Italia verso l'energia nucleare










The New York Times, 23.5.08

[articolo originale di Elisabeth Rosenthal qui]

ROMA - L'Italia ha annunciato giovedí che entro cinque anni riprenderá a costruire centrali nucleari, due decadi dopo aver decisamente bandito l'energia nucleare attraverso un referendum ed aver disattivato tutti i reattori.

"Alla fine di questa legislatura porremo la prima pietra per la costruzione nel nostro paese di un gruppo di centali nucleari di nuova generazione", ha detto Claudio Scajola, ministro delle attivitá produttive. "Un piano di azione per tornare all'energia nucleare non si puó piú rimandare."

Questo cambio per l'Italia é un forte segno dei tempi, riflette la crescente preoccupazione in molti paesi europei sul prezzo alle stelle di olio ed energia, oltre che sul problema del riscaldamento globale dovuto alle emissioni di carbonio da carburanti fossili. Tutto ció si é combinato per rendere questa forma di energia, una volta rifiutata, assai piú appetibile.

"L'Italia ha avuto la piú netta, la piú pubblica inversione di marcia, ma i sentimenti contro il nucleare stanno cambiando rapidamente in tutta Europa - Olanda, Belgio, Svezia, Germania e altri", ha detto Ian Hore-Lacey, portavoce dell'Associazione Nucleare Mondiale, un gruppo industriale con sede a Londra.

La riabilitazione dell'energia nucleare era stata messa in evidenza precedentemente quest'anno quando John Hutton, segretario di stato per gli affari inglese, la aveva classificata nella categoria "altre fonti di energia a basse emissioni di carbonio" come i biocarburanti. Era stata a malapena menzionata nel piano di azione di governo sull'energia di tre anni prima.

In sintonia con l'annuncio di giovedí, Scajola ha detto:"Solo le centrali nucleari producono energia su vasta scala in modo sicuro a costi competitivi, e rispettando l'ambiente."

Alcuni paesi europei hanno bandito o ristretto l'energia nucleare negli ultimi 20 anni, inclusa l'Italia, che ha chiuso tutte le sue centrali. La Germania e il Belgio hanno da molto tempo proibito la costruzione di nuove centrali, anche se si é permesso a quelli operativi di funzionare per la durata del loro ciclo vitale naturale. La Francia é stato uno dei pochi paesi che ha continuato a dipendere pesantemente sull'energia nucleare.

I gruppi ambientalisti in Italia hanno immediatamente attaccato qualunque piano per ritornare al nucleare. Giuseppe Onufrio, un dirigente di Greenpeace Italia, lo ha chiamato "una dichiarazione di guerra."

Emma Bonino, un politico dell'opposizione nonché vicepresidente del Senato, ha detto che non avrebbe senso economico costruire centrali perché non sarebbero operative per 20 anni o piú.

"Dovremmo investire di piú sul solare e sull'eolico", ha detto. "Dovremmo muoverci molto piú rapidamente per migliorare l'efficienza energetica, degli edifici, per esempio. E´qualcosa per cui l'Italia non ha mai fatto nulla."

Ma la situazione era molto diversa negli anni '80, quando i paesi europei si erano allontanati dal nucleare: il costo del petrolio era al di sotto di 50 dollari al barile, il riscaldamento globale era una scienza marginale e il cambio climatico non era ancora stato collegato alle emissioni di carbonio. Forse ancora piú importante per la psiche pubblica, i bandi e le restrizioni del nucleare in Europa furono quasi tutte messi in pratica negli anni dopo il disastro di Chernobyil del 1986 nell'Unione Sovietica.

L'equazione é cambiata: oggi, con il petrolio che si avvicina a 150 dollari al barile, molti paesi europei, che in genere non hanno risorse proprie di olio e gas, sono stati forzati dall'economia a considerare nuove forme di energia - e rapidamente. Ci vogliono 20 anni a costruire nuove centrali nucleari. Inoltre, anziché Chernobyl, gli europei hanno recentemente guardato con orrore il presidente russo Vladimir Putin tagliare i rifornimenti di gas naturale all'Ucraina per una disputa sui prezzi, lasciando quel paese al buio.

Nuove tecnologie verdi, come l'energia solare, l'eolica e i biocarburanti, non sono ancora cosí produttive da poter formare la spina dorsale di una strategia energetica per un paese, e non é chiaro se lo diverranno mai.

L'Italia é la maggiore importatrice di energia in Europa, ma quasi tutti i paesi europei sono dipendenti dall'energia importata - nel caso specifico petrolio e gas.

L'Enel, principale fornitore di energia italiano, ha annunciato quest'anno la chiusura delle centrali termoelettriche perché il carburante é diventato troppo costoso. Gli italiani pagano il prezzo piú alto per l'energia in Europa. L'Enel ha costruito nuove centrali a carbone per riempire il vuoto lasciato dall'olio, una mossa che ha creato di per se controversie: le centrali di carbone sono piú economiche ma creano emissioni di carbonio relativamente alte, anche usando le tecnologie di "carbonio pulito" che l'Enel ha pianificato.

Alcuni paesi europei, come Germania e Polonia, potrebbero allo stesso modo ripiegare sulle loro abbondanti riserve di carbone se restassero a corto di olio e gas - ma gran parte del carbone minato in entrambi i paesi é di basso livello e altamente inquinante.

Dopo l'annuncio odierno del governo, che apre l'Italia all'energia nucleare, il direttore amministrativo dell'Enel, Fulvio Conti, ha detto: "Siamo pronti." Ma ha aggiunto che "nuove regolazioni e forti accordi nella pianificazione all'interno del paese" sarebbero necessari.

L'Enel, che opera con centrali energetiche in diversi paesi europei, ha giá almeno una centrale nucleare, in Bulgaria, e sta portando avanti ricerche sui cosiddetti reattori nucleari di quarta generazione. Le vecchie centrali italiane esistono ancora, ma sono troppo antiquate per essere riaperte e bisognerá costruirne di nuove.

Il Governo italiano ha messo giú qualche piano specifico per supportare il suo annuncio, ed ha detto di essere impegnato a studiare una serie di problemi, come quali centrali costruire esattamente e se ci sia bisogno legale di un nuovo referendum per riaprire l'Italia all'energia nucleare.

Marzia Marzioli, che guida una campagna dei cittadini contro le centrali di carbone in Italia, dice che il nucleare sia da evitare allo stesso modo. "Come il carbone, l'energia nucleare é l'esatto opposto di ció che vorremmo per l'Italia. E' una scelta che non considera le alternative", come l'energia solare.

Per costruire centrali nucleari, l'Italia dovrebbe quasi certamente migliorare il suo sistema di smaltimento delle scorie nucleari. 235 tonnellate di combustibili nucleari sono ancora all'interno delle vecchie centrali che furono chiuse anni fa.

La Bonino ha detto di essere preoccupata sul fatto che l'Italia possa non essere capace di smaltire in modo sicuro le scorie nucleari delle nuove centrali e anche che queste potrebbero essere fornite a stati canaglia che provano ad acquisire tecnologie nucleari. "Credo che questo piano si sia offerto per soddisfare la comunitá affaristica, ma mi preoccupa che la sicurezza e le scorie possano rappresentare dei problemi", ha detto.

(si ringrazia Alessandra per la segnalazione)

martedì 27 maggio 2008

Berlusconi accusato per una legge sui media










Financial Times, 22.05.2008

[articolo originale di Guy Dinmore qui]

Tornato al potere da sole due settimane, il premier nonché magnate dei media Berlusconi é giá sotto il fuoco nemico per il dubbio che abbia usato il parlamento per portare avanti i suoi interessi affaristici e portato il suo paese in conflitto con Bruxelles su una serie di argomenti.

Il Governo ed i capi di partito hanno insistito venerdí sul fatto che la legge portata in parlamento giovedí rispettasse le direttive UE sull'apertura in Italia del mercato delle televisioni, che é dominato da tre canali pubblici RAI e tre Mediaset, posseduti dalla famiglia miliardaria Berlusconi.

"Ció che l'Unione Europea impone é proprio quello che stiamo facendo", ha detto un rappresentante del partito di Berlusconi Forza Italia.

I parlamentari dell'opposizione hanno insistito sul fatto che un emendamento del Governo, presentato tra le proteste generali, é stato fatto per proteggere il canale di Mediaset Rete4 dalla competizione. La legislazione proposta, dicono, é in contrasto con una decisiona della Corte di Giustizia Europea, e darebbe adito a processi di infrazione da parte di commissari dell'UE.

Antonio di Pietro, leader del partito di opposizione Italia dei Valori, ha accusato il premier di "fare una legge a suo uso e consumo". Riferendosi alla possibilitá di regolatori europei di multare l'Italia per €300,000 al giorno per le sue infrazioni sui media, ha aggiunto: "Ancora una volta saranno gli italiani a pagare per Silvio Berlusconi".

La Commissione Europea sta giá investigando sul prestito di 300 milioni di Euro esteso dal governo precedente alla compagnia aerea di bandiera Alitalia, per verificare se costituisca aiuto di stato illegale.

Precedentemente questa settimana, le proposte di Berlusconi puntavano ad abbattere l'immigrazione illegale e i "prolungamenti di soggiorno" di cittadini dell'Unione Europea: questo ha causato preoccupazione a Bruxelles, specialmente sul destino dei rom ai quali é stata negata la residenza in Italia.

La legislazione sui media proposta permetterebbe a Rete4 di continuare ad usare le sue frequenze analogiche terrestri fino al cambio finale alla trasmissione in digitale, che é fissato per il 2012. Si potrebbe votare in parlamento giovedí prossimo.

A gennaio, la Corte di Giustizia Europea ha stabilito che il sistema di trasmissione in Italia va contro le leggi dell'Unione Europea per le sue allocazioni non trasparenti di frequenze televisive. La corte suprema d'Europa é stata influenzata dal caso Europa7, una televisione privata italiana che ha vinto i diritti ad una licenza di trasmissione nel 1999 ma non ha potuto ottenere una frequenza che era stata giá allocata a Rete4.

Viviane Reading, commissario dell'UE per le telecomunicazioni, disse in quell'occasione che gli stati membri non devono usare l'allocazione di frequenze per proteggere le posizioni degli operatori esistenti.

(si ringrazia Pina T. per la segnalazione)

lunedì 26 maggio 2008

L'Italia verso la costruzione di un ponte di due miglia per la Sicilia














The Times, 23.05.2008

[articolo originale di Richard Owen qui]

Si è sognato fin dai tempi dei Romani, ed i piani sono stati sempre abbozzati e poi messi da parte per via dei costi elevati, di ostacoli burocratici, di paure legate ai terremoti e alla mafia.

Ma oggi il nuovo governo di centro_destra di Silvio Berlusconi ha dichiarato che uno storico ponte lungo due miglia (ndt 3,2Km circa) che passerà sullo Stretto di Messina collegando il continente alla Sicilia - il più lungo ponte sospeso nel mondo - ha una "priorità urgente" e che questo lavoro dovrà iniziare "presto".

Altero Matteoli, il Ministro delle Infrastutture, ha dichiarato di aver chiesto a Pietro Ciucci, capo delle compagnia responsabile del progetto, ormai già più volte rinviato, "di creare le condizioni per la ripresa del progetto di costruzione al più presto possibile". Durante il mese scorso nella campagna elettorale, Berlusconi ha rimarcato che "costruire il ponte interamente con mani italiane è motivo di orgoglio nazionale".

Il contratto, per la realizzazione del ponte, è stato assegnato alla impresa di costruzioni Impregilo tre anni fa dal passato governi Berlusconi. Impregilo ha formato la "Società Stretto di Messina" sotto il controllo di Ciucci per costruire il ponte, con il termine di fine lavori fissato per il 2012 e un costo stimato di circa 5 miliardi di euro.

Questo è stato uno dei tanti progetti di infrastrutture archiviati dal poco longevo governo di centro-sinistra di Romano Prodi, che lo ha classificato come "non prioritario" e di "dubbia utilità".

Tuttavia, Berlusconi - ampiamente criticato per il suo fallimento nel rivitalizzare l'economia italiana durante il suo ultimo mandato dal 2001 al 2006 - si è mosso velocemente su vari fronti, dopo il giuramento avvenuto due settimane fa. Questa settimana ha emanato un decreto draconiano (ndt particolarmente severo) per risolvere i problemi legati al crimine nelle strade, all' immigrazione illegale e alla crisi dei rifiuti a Napoli, ed ha promesso di capovolgere la moratoria vecchia di venti anni, e reintrodurre il nucleare in Italia.

Il piano per lo stretto di Messina prevede un ponte sospeso con una strada a sei corsie e due linee ferroviarie, con una estensione di 3.300 metri, lunghezza superiore ai 1.991 metri del ponte Akashi-Kaikyo in giappone (ndt attualmente il più lungo al mondo), e sospeso con cavi di acciaio. Le due torri saranno alte 382 metri.

Il ponte collegherà Reggio Calabria nel continente a Messina. Una striscia di mare di 16 Km(10 miglia) nel punto con larghezza maggiore e collegato solo attraverso i traghetti già dall'antichità, quando i sui mulinelli e gorghi traditori hanno dato vita al mito dei mostri Scilla e Cariddi descritti nell'Odissea di Omero.

I leader dell'opposizione hanno detto che il ponte era in una zona soggetta ai terremoti, e c'erano "paure ben fondate" che i fondi sarebbero stati sviati dalle organizzazioni criminali, le quali controllano buona parte della industria della costruzione nel Sud Italia. Luigi Croce, procuratore della Repubblica nel Tribunale di Messina, ha dichiarato di temere che la mafia finisca per controllare "tutto, dai lavori per le strade locali ai contratti per il catering".

Gli ambientalisti obbiettano che il ponte distruggerà il delicato ecosistema dello Stretto, minacciando le specie rare di animali e piante e disturbando le migrazioni di uccelli.

Secondo lo storico greco Strabo, le truppe Romane, al ritorno dalle guerre puniche contro Cartagine, attraversarono lo stretto con barche che trasportavano gli elefanti catturati dopo la battaglia con Annibale, ma furono spazzate via dalla corrente.

L'idea del ponte sullo stretto è stata avuta da Carlo Magno, e poi dai Normanni che governavano la Sicilia durante il medioevo. Progetti dettagliati furono realizzati durante tutto il diciannovesimo secolo da ingegneri italiani dopo l'unificazione d'Italia, ma mai usati.

(Si ringrazia Ronan per la segnalazione)

domenica 25 maggio 2008

L'Italia non va verso il fascismo












La Vanguardia, 17.5.08


L'Italia si trova in una situazione di "durezza sociale" che potrá vivere la Spagna tra qualche anno.

[articolo originale di Enric Juliana qui]


I fascisti hanno preso Roma? No. C'é la tendenza tra i progressisti europei -sbagliata, abbastanza sbagliata- di leggere i cambi in Italia in chiave apocalittica. No, Mussolini non è tornato a marciare su Roma. Non vi è nessun ritorno al passato: al contrario, il laboratorio italiano continua a parlarci del futuro. A modo suo. In maniera teatrale. In modo compulsivo.

All'inizio degli anni '90, più di mezza Europa considerava una inquietante anomalia populista lo stile con cui l'imprenditore Silvio Berlusconi rompeva la classica "scenografia" politica e si lasciava alle spalle il leggio dei convegni elettorali: linguaggio diretto e microfono senza fili, come se stesse in uno studio televisivo. Oggigiorno, quindici anni dopo, tutti gli atti politici, senza eccezione, hanno un formato televisivo.

Berlusconi rappresenta una anomalia, si: la collusione della politica con la proprietà di un impero mediatico. E', tuttavia, una anomalia tollerata dalla sinistra, che avrebbe potuto emanare leggi per regolarla. Ma sono stati conservatori. Hanno preferito l'egemonia televisiva di Berlusconi(matto conosciuto), a quella di Rupert Murdoch (matto sconosciuto), che era disposto a comprare tutti i canali del gruppo Mediaset.

Berlusconi ha di nuovo vinto le elezioni per la rottura strutturale del centro-sinistra, incapace di sopportare il peso delle sue contraddizioni. Per capirci, il Governo Prodi era un tripartito moltiplicato per tre (ndt. in questo caso l'autore fa riferimento al tripartito catalano: vuole far capire al lettore spagnolo quanto il Governo Prodi fosse frammentato, incline a discussioni senza conclusioni pratiche proprio come succede in Catalogna con il tripartito).

Il Governo italiano - nel quale la Lega Nord (Esquerra Republicana tra qualche anno, forse meno) (ndt. anche qui l'autore fa riferimento ad un partito catalano secessionista) ha un forte peso - è arrivato al potere con duri discorsi anti-immigrazione. Appena eletti, i nuovi ministri parlano di espulsioni collettive, e si concentrano su zingari e rumeni, non molto apprezzati nelle periferie in degrado delle grandi città, specialmente a Roma e Napoli. Però le leggi non sono cambiate. Il discorso duro, che confluisce con quello di Nicolas Sarkozy in Francia, prepara il terreno per la approvazione di una nuova e severa direttiva europea sulla immigrazione.

Anche il Governo socialista spagnolo indurirá il suo discorso sulla immigrazione. Questo è uno dei compiti assegnati al ministro Celestino Corbacho. Il PSOE (ndt. Partito Socialista Operaio Spagnolo) sta portando avanti studi sociali per pianificarlo. Però il ritmo è un altro: per cominciare, più morbido. Per cominciare, perché l'orizzonte economico si sta complicando più del previsto. L'Italia, sempre proiettata verso il futuro, si trova già in piena tempesta: e non è piacevole.

(si ringrazia Carolina per la segnalazione)

sabato 24 maggio 2008

Un uomo, molti "scivoloni" (parte 2 di 3)













Suddeutsche Zeitung, 17.4.08


[articolo originale qui]























4. "Si, l’ammetto: la mattina quando mi guardo allo specchio sono fiero di me stesso." (Berlusconi, 1995, sul Corriere della Sera).




















5. I dettagli della storia italiana non sono tanto importanti per Berlusconi. Nel 2003 ha affermato durante il vertice NATO in Italia che i fondatori di Roma siano stati "Romolo e Remolo". Quando gli é stato fatto notare che si chiamano giustamente Romolo e Remo, Berlusconi non si é scomposto ed ha spiegato dopo ai reporter che d’ora in poi si sarebbero chiamati così perché suona meglio.



















6. Meno divertente é stata la brutta figura che ha fatto nel 2003. Durante un dibattito nel parlamento dell’UE ha insultato un parlamentare tedesco che si era permesso di criticare la politica interna di Berlusconi, con un intervento. "Signor Schultz, conosco un produttore in Italia che sta girando un film sui campi di concentramento nazisti, la suggeriró per il ruolo di Kapó. Sarebbe perfetto!”

(Si ringrazia Pavlina per la collaborazione)

venerdì 23 maggio 2008

Berlusconi ‘ha creato una legge per interesse personale’







The Daily Telegraph, 20.5.08

Silvio Berlusconi è stato accusato di aver tentato di far approvare una nuova legge per interesse personale, a sole due settimane dal suo ritorno come Presidente del Consiglio in Italia.

[articolo originale di Malcom Moore qui]

La nuova legge potrebbe influenzare il processo di David Mills, il marito del ministro laburista Tessa Jowell, perchè gli imputati potrebbero ritardare l’azione giudiziaria di due mesi se fanno una richiesta di accordo per la riduzione della pena.

Berlusconi è accusato di aver offerto a Mills una tangente di 450 mila euro al fine di assicurarsi una testimonianza di favore dall’avvocato in un diverso processo. L’affare Mills è l’ultimo processo penale che riguarda Berlusconi.

Un nuovo ritardo potrebbe far deragliare il procedimento completamente, poichè è già poco probabile che il processo finisca prima che i 10 anni della legge sulla prescrizione assolva tutte le parti nel 2010. Antonio Di Pietro, precedentemente ministro e pubblico ministero anti-corruzione, ha condannato la nuova legge. ‘Avevo detto che non potevamo fidarci di Berlusconi’, ha affermato.

Si è detto che la legge sia stata inserita da Niccoló Ghedini, senatore e avvocato personale di Berlusconi, all’interno di un pacchetto di misure sulla sicurezza e sulll’immigrazione illegale che sarà votata dal parlamento.

Durante i suoi precedenti incarichi da premier, Berlusconi fu criticato di mettere mano alla legislazione o per proteggere il suo impero economico o per aiutare se stesso ad uscire da problemi legali. Nel 2004, la Corte Costituzionale abrogò una legge che assicurava a Berlusconi l’immunità da tutti i processi giudiziari per il tempo in cui fosse rimasto in carica.

Comunque Ghedini nega di essere stato l’autore della legge e afferma che Berlusconi non ha nessuna intenzione di ritardare l’azione giudiziaria.

‘Non chiederemo mai un accordo per la riduzione della pena. Questa legge aiuterà tutti i processi ed è nell’interesse di tutti noi. Comunque non viene da me, ma dal ministro della giustizia,’ ha affermato.

(a cura di Pina T.)

giovedì 22 maggio 2008

Libertà di stampa all'italiana










Deutschlandfunk, 19.5.08


[articolo originale di Kirstin Hausen qui]

Le cose non vanno troppo bene per la libertà di informazione italiana. Nella nuova classifica dell'Organizzazione "Cronisti senza frontiere", che comprende 139 Stati esaminati, l'Italia si è posizionata al quarantesimo posto. Il motivo ha un nome: Silvio Berlusconi. Il potere nelle mani del Presidente del Consiglio italiano e magnate delle televisioni è controverso e unico in Europa. Kirstin Hausen racconta.

Giovedì sera. Su RAI 2, il secondo canale della televisione pubblica, è in corso "Annozero", una controversa trasmissione di approfondimento in Italia. Controversa, perché critica. Troppo critica per i gusti di Silvio Berlusconi, i cui processi sono già stati argomento della trasmissione.

Il conduttore, un signore non troppo alto e con riccioli grigiastri, è Michele Santoro. Egli simboleggia come nessun altro giornalista la lotta contro la superiorità delle televisioni del nuovo e vecchio Presidente del Consiglio. Infatti, della sua critica a Silvio Berlusconi, Santoro non fa alcun mistero. Argomento della serata di giovedì sera: gli immigrati non europei, la paura degli italiani verso di loro e la politica verso gli stranieri del governo Berlusconi.

La parola viene data a esponenti di entrambe gli schieramenti: residenti furenti e immigrati arrabbiati, un ministro del governo e un'avvocatessa che difende gli immigrati. Durante la trasmissione viene anche ricordato che la situazione, che oggi viene considerata insostenibile dai partiti al governo, fu provocata in parte da loro stessi. Nel 2002 promulgarono infatti una legge contro il voto dell'opposizione che ha di fatto favorito l'immigrazione illegale.

In studio siede anche Marco Travaglio, un giornalista che da una settimana occupa le prime pagine dei giornali. In una intervista televisiva aveva dipinto Renato Schifani, il nuovo Presidente del Senato, come "amico della mafia". Uno scandalo, così l'intero mondo politico si indignava.

Lo scandalo tuttavia non consiste nel fatto che il Presidente del Senato in passato fosse stato membro della società di assicurazioni Sikula Broker insieme a Mandalà, successivamente condannato come capo mafia, e che aveva lavorato come consulente esterno per il consiglio comunale di Villabate (Palermo), poi sciolto per infiltrazioni mafiose. Lo scandalo è che qualcuno osi raccontare questo in televisione. Ora Schifani vuole querelare Travaglio per diffamazione.

"In verità qualcuno vuole avvelenare il clima di dialogo e collaborazione che si sta instaurando in Parlamento. Ora tocca a me pagarne il prezzo, ma sono estremamente tranquillo."

In merito alle accuse il Presidente del Senato Renato Schifani non entra. La televisione pubblica RAI, che aveva trasmesso in diretta l'intervista a Marco Travaglio, si è prontamente scusata apertamente nei confronti di Schifani. Con soddisfazione dei partiti al governo. Ma anche gli esponenti dell'opposizione hanno applaudito il passo fatto dalla RAI. Nessuno del partito di Walter Veltroni ha difeso Marco Travaglio. Ma a ciò il giornalista è già abituato. E non lo preoccupa.

"Io sono un giornalista e per me è indifferente cosa dicono i politici di me. I giornalisti devono informare sulla verità, ed è ciò che ho fatto."

Marco Travaglio interpreta fedelmente il suo mestiere di giornalista e possiede un'etica professionale, che per molti giornalisti italiani sembra smarrita o forse essere stata fatta sparire. Ricorrere alla censura non è nemmeno necessario quando certi temi fin dal principio vengono taciuti, a causa del fatto che i giornalisti temono ripercussioni. Allo stesso tempo si osserva un dilagare dell'indifferenza. Molti italiani danno segno di essere stanchi di sentir parlare della coscienza non così pulita dei politici. Una dittatura morbida, la chiama lo scrittore Nanni Ballestrini. E intende l'intera società.

"Noi siamo già da lungo tempo, dall'inizio dell'era Berlusconi, in questa fase di decadenza. Travaglio ha raccontato una cosa che non era affatto sconosciuta e che può essere verificata. Ma nessuno verifica perché agli italiani non interessa farlo. Al contrario: quando un politico si comporta in quel modo è intelligente e viene persino ammirato. Come Berlusconi, il cui fascino deriva anche dal fatto che abbia così tanti processi sulle spalle."

Nonostante ciò Berlusconi non gradisce quando in televisione si parla di questi processi. Nei canali da lui posseduti basta una telefonata per rimuovere una notizia critica nei suoi confronti. Nella televisione pubblica la sua influenza non è così diretta, ma è tuttavia palpabile. In Italia infatti i partiti al governo nominano nelle posizioni di dirigenza della RAI persone di fiducia. E presto questi posti verranno nuovamente riassegnati.

(a cura di Francesco Scalo)

mercoledì 21 maggio 2008

Ministre da passerella per Berlusconi














El País, 21.5.08


[articolo originale di Laura Lucchini qui]

Silvio Berlusconi ha convocato oggi a Napoli il suo primo Consiglio dei Ministri. Dei 21 ministri del nuovo Esecutivo, solo quattro sono donne. Tuttavia, si sono fatte notare dalla stampa italiana e internazionale per la loro attraente immagine e per il loro passato. Berlusconi aumenta l'interesse con le sue dichiarazioni: "Sono bambine che bisogna svezzare e proteggere".

Tutti gli sguardi sono puntati sull'ex-modella, finalista nel concorso di Miss Italia nel 1997, showgirl televisiva e nuovo ministro per le pari opportunitá, Mara Carfagna, di 33 anni. La Carfagna diventó famosa in tutto il mondo l'anno scorso, quando provocó uno screzio pubblico tra Silvio Berlusconi e sua moglie, Veronica Lario. In una cena di gala, Berlusconi le disse: "Se non fossi giá sposato ti sposerei subito". Queste parole, intercettate dai giornalisti italiani, hanno fatto perdere la pazienza alla Lario, che mandó una lunga lettera al giornale La Repubblica, esigendo scuse pubbliche da suo marito. La Carfagna é il nuovo ministro per le pari opportunitá, un compito delicato in un paese dove il tasso di violenza di genere interessa il 30% delle donne tra 16 e 70 anni e dove non c'é nessun riconoscimento legale delle coppie omosessuali. Le sue prime dichiarazioni ("i gay in Italia non sono discriminati") hanno causato preoccupazione nella comunitá omosessuale.

Il ministro dell'ambiente, Stefania Prestigiacomo, "36 anni, cattolica, sposata, imprenditrice", come si legge sul suo curriculum online, é l'unica donna con lunga esperienza politica nel nuovo governo. Tra il 2001 e il 2005 fu ministro per le pari opportunitá nel governo Berlusconi. Prima era presidente dei giovani di Confindustria. Tuttavia, di lei si suole ricordare che fu eletta Miss Parlamento, nel 1994, nel suo debutto alla Camera dei Deputati.

Giorgia Meloni, 31 anni, che si occuperá delle politiche giovanili, é il ministro piú giovane nella storia della repubblica italiana. Si é formata nelle fila del partito Alleanza Nazionale. Inizió a lavorare a 15 anni e prima di entrare in parlamento faceva la giornalista. Prima di venire chiamata da Berlusconi arrivó nei titoli dei giornali della stampa internazionale per affermare che i militanti dei gruppi di ispirazione fascista uccisi alla fine degli anni '70 devono essere riconosciuti come "martiri d'Italia".

Giovane e attraente é anche Mariastella Gelmini, ministro della pubblica istruzione. La Gelmini ha percorso dal basso tutte le tappe della carriera politica. Fu consulente nel comune del suo paese, poi passó nel consiglio provinciale, fino ad arrivare alla direzione di Forza Italia nella regione lombarda. Lontana dalla vita mondana, suole vestire in modo sobrio. Dopo la sua nomina come ministro ha dichiarato: "Se non fosse stato per Berlusconi, non avrei mai fatto politica".

(si ringrazia Carolina per la segnalazione)


martedì 20 maggio 2008

A Napoli la crisi dei rifiuti fa precipitare la città nel caos














Liberation, 16.5.08


[articolo originale qui]

Il caos imperversa a Napoli, dove gli abitanti esasperati incendiano i bidoni della spazzatura, lanciano sassi ai pompieri e sbarrano le strade con i rifiuti a tre giorni dall’arrivo di Silvio Berlusconi, il quale ha promesso di regolare lo « scandalo » dei rifiuti in Campania.

Decine di incendi di bidoni della spazzatura vengono segnalati ogni giorno nella regione impestando l’aria, mentre la circolazione in città è diventata estremamente difficile dato che i bidoni della spazzatura sono stati posti a bloccare numerose strade in segno di protesta, come ha constatato un giornalista dell’AFP.

Il prefetto di Napoli ha convocato per domenica sera una riunione d’urgenza dei responsabili della sicurezza per far fronte ad una situazione qualificata come "vicina alla sommossa" o da "guerriglia urbana" dai giornali italiani.

L’ordine dei medici della città ha manifestato attraverso un comunicato la sua preoccupazione di fronte alla moltiplicazione dei ratti, degli scarafaggi e degli insetti e ha stimato che la situazione sanitaria "già difficile, minaccia di diventare drammatica".

I pompieri hanno segnalato di essere intervenuti 84 volte nella notte tra sabato e domenica e che a volte devono essere accompagnati dalla polizia, poichè la popolazione, stanca della spazzatura pestilenziale aggravata dal caldo (fino a 27 gradi), si oppone al loro intervento.

Secondo le stime dei media locali, 6000 tonnellate di spazzatura sono ammassate nelle strade di Napoli e quasi altre 50.000 tonnellate nelle città e lungo le strade di tutta la Campania.

I piani d’urgenza adottati alla fine di gennaio a causa della precedente crisi rifiuti dal governo Prodi non hanno avuto gli effetti sperati, sottolineava domenica la stampa italiana.

Senza raccolta differenziata, le rare discariche non sature ancora in attività in Campania non possono accogliere legalmente i rifiuti. Delle decisioni giudiziarie impediscono regolarmente alle autorità locali di riaprire le discariche, perchè troppo vicino al centro di quartieri poveri dove, a causa dell’anarchia immobiliare di Napoli, sono state costruite.

D’altra parte sono le associazioni di difesa dell’ambiente che si oppongono, a volte anche con la forza, alla riapertura di vecchi siti di stoccaggio o ai lavori preparatori per la costruzione di inceneritori.

L’invio di rifiuti tramite treni speciali verso strutture tedesche o per nave verso altre regioni dell’Italia non copre quantità sufficienti a risolvere il problema.

Infine la camorra, la mafia napoletana, è regolarmente accusata dalle autorità di trafficare dietro le quinte per impedire ogni soluzione alla crisi in modo da poter approfittare del succoso mercato dell’eliminazione dei rifiuti.

Silvio Berlusconi, il quale ha fatto della risoluzione della crisi uno dei suoi temi della campagna elettorale che gli ha permesso di battere la sinistra durante le elezioni del 13 e 14 aprile scorsi, ha convocato simbolicamente per mercoledì a Napoli il primo consiglio dei ministri del suo quarto governo.

La stampa italiana domenica ha scritto della sua intenzione a ricorrere in modo ampio all’esercito per far fronte alla situazione, e a tenere segreti i luoghi di stoccaggio dei rifiuti per evitare ogni tipo di opposizione con la quale oggi si stanno scontrando le autorità.

(a cura di Enrico Favaro)

lunedì 19 maggio 2008

Un uomo, molti "scivoloni" (parte 1 di 3)













Suddeutsche Zeitung, 17.4.08


[articolo originale qui]

Silvio Berlusconi é stato eletto per la terza volta. Non é ancora tanto chiaro che cosa ci riserverá il futuro: possiamo peró dare uno sguardo approfondito ai suoi "scivoloni" nel passato.


















1. La maggioranza dei politici vuole rappresentare con dignitá il suo paese a livello internazionale. Silvio Berlusconi invece non lo considera uno dei suoi compiti principali.

Durante un incontro dei ministri degli esteri dell' Unione Europea nel febbraio 2002 a Caceres, Berlusconi ha messo durante la foto di gruppo due dita dietro la testa dello spagnolo Josep Pique. In Italia questo é un gesto per indicare un uomo cornuto.



















2. Anche in Italia il Cavaliere fa lo spiritoso. Durante la campagna elettorale ha detto: "Quelli di sinistra non hanno neanche gusto per le donne, le nostre donne sono piú belle delle vostre".



















3. Per quanto riguarda il suo ego, Berlusconi non ha nessun dubbio. Non si stanca mai di paragonarsi a Dio, ad un santo o addirittura a Napoleone . Anche se viene spesso preso in giro per questo dai suoi avversari, niente lo puó fermare, perché alla fine: "Sono io il Gesú Cristo della politica: sono una vittima, sono paziente e mi sacrifico per gli altri." (Berlusconi il 12 febbraio 2006, citato dall'agenzia ANSA).

(...continua...)
(grazie a Pavlina per la collaborazione)

domenica 18 maggio 2008

Il governo spagnolo accusa Berlusconi di applicare una politica "xenofoba" con gli immigrati











El Mundo, 16.5.08


[articolo originale qui]

Madrid.- "Il governo spagnolo rifiuta la violenza, il razzismo e la xenofobia e, per tanto, non può condividere quello che sta succedendo in Italia".

Con queste dure parole la vicepresidente del Governo, María Teresa Fernández de la Vega, ha rifiutato la politica di immigrazione che nelle ultime settimane ha sbandierato il nuovo Governo Berlusconi e che, in solo sette giorni, ha provocato la detenzione di circa 400 immigrati illegali nel paese transalpino(ndr l'Italia).

Le critiche della vicepresidente del governo spagnolo hanno causato molto clamore in Italia. Quotidiani nazionali come il Corriere della Sera e La Repubblica hanno aperto le loro edizioni digitali con questa notizia.

Nella seduta stampa del consiglio dei ministri, la vicepresidente ha ricordato che il Governo(ndr spagnolo) lavora per frenare l'immigrazione illegale, però sempre rispettando i diritti degli immigrati clandestini. "La Spagna lavora per una politica di immigrazione legale e ordinata che ha permesso riconoscere doveri e diritti", ha insistito De la Vega.

Nonostante l'indurimento considerevole sul discorso immigrazione, l'Esecutivo di José Luis Rodríguez Zapatero non approva la politica sopra gli immigrati illegali, che sta applicando Berlusconi.

La polizia italiana realizzò ieri varie retate contro gli immigranti irregolari, che hanno portato al risultato di 400 clandestini, dei quali 53 sono stati espulsi dal paese immediatamente.


Duro decreto del Governo italiano

La polizia italiana ieri ha condotto una serie di blitz contro l'immigrazione irregolare, che si sono conclusi con la detenzione di 400 "senza documenti", dei quali 53 sono stati espulsi dal paese senza esitazioni.

Nel suo terzo mandato come presidente del Consiglio, Berlusconi vuole far approvare un severo decreto contro l'immigrazione che contempla anche la chiusura delle frontiere. Il nuovo Governo prevede la sospensione del trattato di Schengen prima di procedere alla espulsione di mille zingari europei, sopratutto rumeni e bulgari, tutti questi cittadini comunitari il cui paese è entrato nella Unione Europea.

Il clima di razzismo è tale che negli ultimi giorni cinque accampamenti di zingari al sud d'Italia sono stati incendiati dai cittadini. Il ministro delle Riforme, Umberto Bossi, ha giustificato gli attacchi contro gli zingari perché "la gente fa quello che non riesce a fare la classe dirigente".

Un'opinione che non è condivisa da tutti i membri del governo. Di fatto il ministro degli Interni, Roberto Maroni, ha definito "ingiustificabile" la violenza di Napoli, e chiede che la rabbia non prevalga sulle regole di convivenza, come riportato dall'agenzia Efe.

Le manovre di Berlusconi avvengono proprio in un momento in cui tutti i paesi della UE stanno indurendo le loro politiche di immigrazione. Il ministro degli Interni, Alfredo Pérez Rubalcaba, si è dimostrato fermo nell'affermare che non si può essere "lascivi con l'immigrazione illegale perché altrimenti sarebbe impossibile da controllare". Rubalcaba faceva questa affermazione dopo il rifiuto dei Ventisette alla prima votazione sulla discussa direttiva europea che restringe i diritti degli immigrati in situazione irregolare.

Anche il nuovo ministro del lavoro spagnolo, Celestino Corbacho, mantiene un discorso molto diverso da quello del suo predecessore, Jesus Caldera, che fu l'artefice della regolarizzazione di massa. Corbacho si é mostrato a favore del fatto che tutti gli immigrati debbano avere un contratto di lavoro e che facciano sforzi per integrarsi perché non si puó funzionare "con la regola dell'ultimo che ottiene la residenza".

Il numero due della Lega Nord e ministro degli interni, Maroni, ha lodato il modello spagnolo. "Io cito frequentemente la Spagna come paese che si sa integrare con gli immigrati, ma sa anche essere decisa con quelli irregolari. Chiamerebbero schiavisti anche noi se impedissimo l'accesso di clandestini come si fa a Ceuta e Melilla", ha dichiarato.

La nuova direttiva europea, che ancora non è stata approvata, permette di allungare il tempo di reclusione nei centri di detenzione fino ad un massimo di sei mesi, una cosa con la quale Rubalcaba si é mostrato d'accordo.

Attualmente, in Spagna c'è un massimo di quaranta giorni per trattenere gli immigrati irregolari nel tempo in cui si procede alla loro espulsione. Un lasso di tempo insignificante per il ministro, tenendo conto degli ostacoli che esistono quando si cerca di espellerli.

sabato 17 maggio 2008

In Italia un clima da caccia allo straniero












Le Monde, 16.5.08

[articolo originale
qui]

L’Italia non procederà a delle "espulsioni di massa" di immigrati in situazione irregolare. Il ministro dell’Interno Roberto Maroni si è sentito obbligato di precisarlo, giovedì 15 maggio, dopo una giornata dove la questione dell’immigrazione e dei Rom, gli zingari di origine rumena, ha monopolizzato i dibattiti.

Stamattina, sulle prime pagine di tutti i giornali, si potevano vedere le foto degli incendi del campo rom a Ponticelli, vicino Napoli, in seguito a un tentativo di sequestro di un bambino italiano da parte di una zingara.

Nel pomeriggio, il capo della polizia Francesco Gratteri annunciava i risultati di una vasta operazione anti-crimine legata all’immigrazione clandestina : in nove regioni del paese, 383 persone di cui 268 stranieri, essenzialmente originari della Romania e dei paesi del Maghreb, sono stati fermati per traffico di droga, esercizio dell’immigrazione clandestina, furti e sfruttamento della prostituzione. Una cinquantina di stranieri sono stati espulsi e altri 65 piazzati nei centri di detenzione.

In serata, la televisione diffondeva le immagini dell’incursione notturna della polizia municipale di Roma nel più grande campo nomadi della città. Sembra installarsi un clima da caccia allo straniero mentre il governo prepara un giro di vite contro l’immigrazione. Il pacchetto di misure sulla sicurezza dovrebbe essere approvato nel primo consiglio dei ministri che si terrà la settimana prossima a Napoli.

Secondo indiscrezioni, dovrebbe prevedere il nuovo delitto dell’immigrazione clandestina, il test del DNA per il ragruppamento familiare e il giustificativo di reddito e di un’alloggio decente, pena il rimpatrio nel paese d’origine. La legge, si dice, riguarderà principalmente i rom. Attualmente ce ne sono 160 000 in Italia. Un "commissario dei rom" sarà nominato a Milano, Napoli e Roma.

L’annuncio è arrivato dopo l’incontro tra il ministro Maroni e il suo omologo rumeno Cristian David, corso a Roma dopo che Bucarest si è preoccupata della deriva xenofoba in Italia. Tutto sembra a posto. I rapporti tra i due paesi sono "eccellenti", ha dichiarato il ministro David. E lo saranno ancor di più dopo la creazione annunciata di una commissione paritaria per un rafforzamento della cooperazione tra le polizie dei due paesi.

Salvatore Aloïse


(segnalazione e traduzione di Enrico Favaro)

venerdì 16 maggio 2008

Compromessi dal compromesso










The Guardian, 13.5.08

L'opposizione in Italia si é unita all'attacco di un giornalista che ha criticato il nuovo presidente del Senato. Non ha imparato nulla dall'avere giá avuto a che fare con Berlusconi?

[articolo originale qui]

di John Hooper

Non si é dovuto attendere molto per avvertire l'effetto della vittoria di Berlusconi sui media italiani. Domenica il presentatore di un talk show era in piedi davanti alle telecamere della RAI, la televisione pubblica italiana, chiedendo scusa alla nazione.

"Offendere non é nel mio stile", Fabio Fazio ha detto agli ascoltatori, "quindi quando succede, posso solo scusarmi".

É stata una scena degna della grande rivoluzione culturale (quella lanciata in Cina nel '66 da Mao, ndr).

Fazio si stava riferendo ad un episodio della sera precedente, avvenuto mentre intervistava un amico giornalista, Marco Travaglio.

Una delle prime designazioni di Berlusconi dopo essere salito al potere é stata quella del presidente del Senato. E´una posizione chiave in Italia perché é la seconda carica dello Stato, seconda solo al presidente della Repubblica. Se quest'ultimo muore - ed il presidente in carica, Giorgio Napolitano, ha 82 anni- il presidente del Senato diventa il capo dello stato.

La scelta di Berlusconi per questo posto illlustre é ricaduta su Renato Schifani, un avvocato siciliano. Travaglio si chiedeva a voce alta sul perché nessuno dei principali quotidiani avesse menzionato il fatto che Schifani aveva avuto "amicizie con i mafiosi".

C'é stata, naturalmente, la forte protesta della destra. Uno dei ministri di Berlusconi ha parlato di "imboscata indecorosa" al presidente. Un membro del parlamento ha detto (significativamente) che il premier dovrebbe cacciare Travaglio dalla RAI. Si é anche suggerito che le parole del giornalista facciano parte di una cospirazione.

Ma quello che nessuno degli amici di Schifani ha detto é che le parole di Travaglio siano state false. Ci sono, infatti, due aree controverse nel passato del nuovo presidente del Senato, e se ne é parlato recentemente in due libri, di uno dei quali Travaglio é co-autore.

I libri affermano che, negli anni '80, Schifani era in affari con una compagnia in cui figuravano due uomini piú tardi condannati per mafia. Uno era un vero e proprio "padrino", nella cittá di Villabate. Negli anni '90, il futuro presidente del Senato vinse un contratto per lavorare per le autoritá locali lí, in un momento in cui tutto era nelle grinfie di cosa nostra. Il consiglio municipale fu in seguito sciolto per infiltrazioni mafiose.

Bisogna fare notare che Schifani non é mai stato indagato per nessun reato mafioso, nemmeno lontanamente. In entrambi i casi, il collegamento a cosa nostra dei suoi compagni di affari e delle autoritá locali, rispettivamente, venne alla luce solo dopo il suo coinvolgimento con loro. Non c'é motivo di supporre che Schifani fosse stato a conoscenza delle oscure connessioni di queste persone durante le sue relazioni con loro.

Ma sarebbe comunque opportuno mettere in discussione il suo giudizio, specialmente poiché gli é stata appena assegnata una carica cosí importante. In molti paesi, immagino, il presidente sarebbe stato invitato alla prossima puntata del programma per spiegare come si fosse trovato in contatto con gente di questo tipo. Invece, la RAI si é scusata per averlo offeso.

Schifani, da parte sua, ha detto che le accuse di Travaglio erano basate su "fatti inconsitenti o manipolati, nemmeno degni di generare sospetti", ed ha aggiunto che "qualcuno vuole sabotare il dialogo tra governo e opposizione". Questi suggerimenti sono un altro aspetto di questo bizzarro racconto.

Avrete pensato che l'opposizione di Berlusconi di centro-sinistra abbia colto l'occasione per mettere in imbarazzo il presidente del Consiglio ed il suo team. Neanche lontanamente. Con la sola eccezione di un ex-magistrato anticorruzione, Antonio Di Pietro, si sono tutti schierati con Schifani contro Travaglio. Il capogruppo al Senato del centro-sinistra ha detto che le parole del giornalista erano "inaccettabili" e condannava il fatto che Schifani non fosse stato presente per avere la possibilitá di difendersi.

L'opposizione, non per la prima volta nella recente storia italiana, spera di chiudere un accordo con Berlusconi. Spera di fargli accettare una serie di riforme, inclusa quella elettorale, che ritiene vitali per il futuro della nazione. Quindi non vuole fare nulla che potrebbe indispettire o -per usare le parole di Fazio- "offendere" il nuovo premier italiano.

Ci siamo giá trovati in questa situazione prima. Alla fine degli anni '90, quando la sinistra era al governo, alcuni dei suoi dirigenti hanno pensato di poter raggiungere un accordo con Berlusconi su alcuni cambi costituzionali. Ma le negoziazioni erano diventate cosí lunghe e complicate, e la collaborazione di Berlusconi era ritenuta cosí importante, che la sinistra si dimenticó di mantenere la promessa di fare una legge per regolare il conflitto di interessi di Berlusconi tra i suoi ruoli come magnate della TV e leader politico. Alla fine, i cambi costituzionali non si fecero neppure. E Berlusconi é tornato al potere con il suo impero mediatico intatto.

Pensavate che avessero imparato qualcosa dal passato?

(si ringrazia Ronan per la segnalazione)

giovedì 15 maggio 2008

Contraddizioni...











Los Angeles Times, 13.4.08
[estratto dall'articolo originale qui]















































nota: fonti dei dati il libro "la Casta" e Corriere della Sera

mercoledì 14 maggio 2008

El País intervista monsignor Vittorio Nozza












El País, 13.5.08
La cosa più pericolosa è la mancanza di solidarietà
[articolo originale qui]

No al diritto di asilo, no all'integrazione. La Lega Nord, a cui appartiene il ministro dell'interno, lancia sul mercato il suo pacchetto legge per la sicurezza. "Usano un tono che mette paura, e non risparmiano uscite xenofobe: sembra che invece che al governo siano ancora in campagna elettorale", commenta monsignor Vittorio Nozza, direttore della Caritas Italia e membro del Consiglio Pontificio Cor Unum, l'ufficio vaticano che si occupa delle missioni. Nozza (Bergamo, 1948) critica la destra per non aver consultato, per il suo piano, le associazioni di immigrati.

Domanda: Crede che le operazioni annunciate siano giuste?
Risposta: Spero che siano meno drastiche, che abbassino il tiro. Il problema è che parlano degli aspetti negativi dell'immigrazione, dimenticando che è un fenomeno complesso che ha bisogno di un trattamento globale. Gli immigrati collaborano al progresso ed al futuro, devono avere doveri e diritti. Però per esigere i doveri bisogna dare i diritti.

D: E' preoccupato del linguaggio che usa la Lega?
R: Comporta un grande rischio. Questo tono, anche se a volte si dice che si fa per scherzo, finisce per far crescere nella gente sentimenti di xenofobia, di razzismo. Bisogna perseguire il crimine, non si può identificare l'immigrazione con la violenza. Abbiamo 4 milioni di immigrati, bisogna distinguere. Gli zingari, per esempio, sono stati abbandonati ad uno stato selvaggio che favorisce l'emarginazione.

D: Allora, hanno fallito le istituzioni?
R: E' mancata una visione globale del fenomeno migratorio, un lavoro continuo, un intento chiaro. Parlano molto di sicurezza, però sicurezza vuol dire anche aiutare chi ne ha bisogno. La cosa realmente pericolosa è la mancanza di solidarietà e la stigmatizzazione, non la solidarietà e l'aiuto.

D: Vigilerà da vicino il Governo?
R: Staremo molto attenti. Vedremo se lotteranno contro la criminalità che sfrutta gli immigrati o se li colpevolizzeranno per la criminalità.