martedì 27 maggio 2008

Berlusconi accusato per una legge sui media










Financial Times, 22.05.2008

[articolo originale di Guy Dinmore qui]

Tornato al potere da sole due settimane, il premier nonché magnate dei media Berlusconi é giá sotto il fuoco nemico per il dubbio che abbia usato il parlamento per portare avanti i suoi interessi affaristici e portato il suo paese in conflitto con Bruxelles su una serie di argomenti.

Il Governo ed i capi di partito hanno insistito venerdí sul fatto che la legge portata in parlamento giovedí rispettasse le direttive UE sull'apertura in Italia del mercato delle televisioni, che é dominato da tre canali pubblici RAI e tre Mediaset, posseduti dalla famiglia miliardaria Berlusconi.

"Ció che l'Unione Europea impone é proprio quello che stiamo facendo", ha detto un rappresentante del partito di Berlusconi Forza Italia.

I parlamentari dell'opposizione hanno insistito sul fatto che un emendamento del Governo, presentato tra le proteste generali, é stato fatto per proteggere il canale di Mediaset Rete4 dalla competizione. La legislazione proposta, dicono, é in contrasto con una decisiona della Corte di Giustizia Europea, e darebbe adito a processi di infrazione da parte di commissari dell'UE.

Antonio di Pietro, leader del partito di opposizione Italia dei Valori, ha accusato il premier di "fare una legge a suo uso e consumo". Riferendosi alla possibilitá di regolatori europei di multare l'Italia per €300,000 al giorno per le sue infrazioni sui media, ha aggiunto: "Ancora una volta saranno gli italiani a pagare per Silvio Berlusconi".

La Commissione Europea sta giá investigando se un prestito di 300 milioni di Euro esteso dal governo precedente alla compagnia aerea di bandiera Alitalia costituisca aiuto di stato illegale.

Precedentemente questa settimana, le proposte di Berlusconi puntavano ad abbattere l'immigrazione illegale e i "prolungamenti di soggiorno" di cittadini dell'Unione Europea: questo ha causato preoccupazione a Bruxelles, specialmente sul destino dei rom ai quali é stata negata la residenza in Italia.

La legislazione sui media proposta permetterebbe a Rete4 di continuare ad usare le sue frequenze analogiche terrestri fino al cambio finale alla trasmissione in digitale, che é fissato per il 2012. Si potrebbe votare in parlamento giovedí prossimo.

A gennaio, la Corte di Giustizia Europea ha stabilito che il sistema di trasmissione in Italia va contro le leggi dell'Unione Europea per le sue allocazioni non trasparenti di frequenze televisive. La corte suprema d'Europa é stata influenzata dal caso Europa7, una televisione privata italiana che ha vinto i diritti ad una licenza di trasmissione nel 1999 ma non ha potuto ottenere una frequenza che era stata giá allocata a Rete4.

Viviane Reading, commissario dell'UE per le telecomunicazioni, disse in quell'occasione che gli stati membri non devono usare l'allocazione di frequenze per proteggere le posizioni degli operatori esistenti.

(si ringrazia Pina T. per la segnalazione)

lunedì 26 maggio 2008

L'Italia verso la costruzione di un ponte di due miglia per la Sicilia














The Times, 23.05.2008

[articolo originale di Richard Owen qui]

Si è sognato fin dai tempi dei Romani, ed i piani sono stati sempre abbozzati e poi messi da parte per via dei costi elevati, di ostacoli burocratici, di paure legate ai terremoti e alla mafia.

Ma oggi il nuovo governo di centro_destra di Silvio Berlusconi ha dichiarato che uno storico ponte lungo due miglia (ndt 3,2Km circa) che passerà sullo Stretto di Messina collegando il continente alla Sicilia - il più lungo ponte sospeso nel mondo - ha una "priorità urgente" e che questo lavoro dovrà iniziare "presto".

Altero Matteoli, il Ministro delle Infrastutture, ha dichiarato di aver chiesto a Pietro Ciucci, capo delle compagnia responsabile del progetto, ormai già più volte rinviato, "di creare le condizioni per la ripresa del progetto di costruzione al più presto possibile". Durante il mese scorso nella campagna elettorale, Berlusconi ha rimarcato che "costruire il ponte interamente con mani italiane è motivo di orgoglio nazionale".

Il contratto, per la realizzazione del ponte, è stato assegnato alla impresa di costruzioni Impregilo tre anni fa dal passato governi Berlusconi. Impregilo ha formato la "Società Stretto di Messina" sotto il controllo di Ciucci per costruire il ponte, con il termine di fine lavori fissato per il 2012 e un costo stimato di circa 5 miliardi di euro.

Questo è stato uno dei tanti progetti di infrastrutture archiviati dal poco longevo governo di centro-sinistra di Romano Prodi, che lo ha classificato come "non prioritario" e di "dubbia utilità".

Tuttavia, Berlusconi - ampiamente criticato per il suo fallimento nel rivitalizzare l'economia italiana durante il suo ultimo mandato dal 2001 al 2006 - si è mosso velocemente su vari fronti, dopo il giuramento avvenuto due settimane fa. Questa settimana ha emanato un decreto draconiano (ndt particolarmente severo) per risolvere i problemi legati al crimine nelle strade, all' immigrazione illegale e alla crisi dei rifiuti a Napoli, ed ha promesso di capovolgere la moratoria vecchia di venti anni, e reintrodurre il nucleare in Italia.

Il piano per lo stretto di Messina prevede un ponte sospeso con una strada a sei corsie e due linee ferroviarie, con una estensione di 3.300 metri, lunghezza superiore ai 1.991 metri del ponte Akashi-Kaikyo in giappone (ndt attualmente il più lungo al mondo), e sospeso con cavi di acciaio. Le due torri saranno alte 382 metri.

Il ponte collegherà Reggio Calabria nel continente a Messina. Una striscia di mare di 16 Km(10 miglia) nel punto con larghezza maggiore e collegato solo attraverso i traghetti già dall'antichità, quando i sui mulinelli e gorghi traditori hanno dato vita al mito dei mostri Scilla e Cariddi descritti nell'Odissea di Omero.

I leader dell'opposizione hanno detto che il ponte era in una zona soggetta ai terremoti, e c'erano "paure ben fondate" che i fondi sarebbero stati sviati dalle organizzazioni criminali, le quali controllano buona parte della industria della costruzione nel Sud Italia. Luigi Croce, procuratore della Repubblica nel Tribunale di Messina, ha dichiarato di temere che la mafia finisca per controllare "tutto, dai lavori per le strade locali ai contratti per il catering".

Gli ambientalisti obbiettano che il ponte distruggerà il delicato ecosistema dello Stretto, minacciando le specie rare di animali e piante e disturbando le migrazioni di uccelli.

Secondo lo storico greco Strabo, le truppe Romane, al ritorno dalle guerre puniche contro Cartagine, attraversarono lo stretto con barche che trasportavano gli elefanti catturati dopo la battaglia con Annibale, ma furono spazzate via dalla corrente.

L'idea del ponte sullo stretto è stata avuta da Carlo Magno, e poi dai Normanni che governavano la Sicilia durante il medioevo. Progetti dettagliati furono realizzati durante tutto il diciannovesimo secolo da ingegneri italiani dopo l'unificazione d'Italia, ma mai usati.

(Si ringrazia Ronan per la segnalazione)

domenica 25 maggio 2008

L'Italia non va verso il fascismo












La Vanguardia, 17.5.08


L'Italia si trova in una situazione di "durezza sociale" che potrá vivere la Spagna tra qualche anno.

[articolo originale di Enric Juliana qui]


I fascisti hanno preso Roma? No. C'é la tendenza tra i progressisti europei -sbagliata, abbastanza sbagliata- di leggere i cambi in Italia in chiave apocalittica. No, Mussolini non è tornato a marciare su Roma. Non vi è nessun ritorno al passato: al contrario, il laboratorio italiano continua a parlarci del futuro. A modo suo. In maniera teatrale. In modo compulsivo.

All'inizio degli anni '90, più di mezza Europa considerava una inquietante anomalia populista lo stile con cui l'imprenditore Silvio Berlusconi rompeva la classica "scenografia" politica e si lasciava alle spalle il leggio dei convegni elettorali: linguaggio diretto e microfono senza fili, come se stesse in uno studio televisivo. Oggigiorno, quindici anni dopo, tutti gli atti politici, senza eccezione, hanno un formato televisivo.

Berlusconi rappresenta una anomalia, si: la collusione della politica con la proprietà di un impero mediatico. E', tuttavia, una anomalia tollerata dalla sinistra, che avrebbe potuto emanare leggi per regolarla. Ma sono stati conservatori. Hanno preferito l'egemonia televisiva di Berlusconi(matto conosciuto), a quella di Rupert Murdoch (matto sconosciuto), che era disposto a comprare tutti i canali del gruppo Mediaset.

Berlusconi ha di nuovo vinto le elezioni per la rottura strutturale del centro-sinistra, incapace di sopportare il peso delle sue contraddizioni. Per capirci, il Governo Prodi era un tripartito moltiplicato per tre (ndt. in questo caso l'autore fa riferimento al tripartito catalano: vuole far capire al lettore spagnolo quanto il Governo Prodi fosse frammentato, incline a discussioni senza conclusioni pratiche proprio come succede in Catalogna con il tripartito).

Il Governo italiano - nel quale la Lega Nord (Esquerra Republicana tra qualche anno, forse meno) (ndt. anche qui l'autore fa riferimento ad un partito catalano secessionista) ha un forte peso - è arrivato al potere con duri discorsi anti-immigrazione. Appena eletti, i nuovi ministri parlano di espulsioni collettive, e si concentrano su zingari e rumeni, non molto apprezzati nelle periferie in degrado delle grandi città, specialmente a Roma e Napoli. Però le leggi non sono cambiate. Il discorso duro, che confluisce con quello di Nicolas Sarkozy in Francia, prepara il terreno per la approvazione di una nuova e severa direttiva europea sulla immigrazione.

Anche il Governo socialista spagnolo indurirá il suo discorso sulla immigrazione. Questo è uno dei compiti assegnati al ministro Celestino Corbacho. Il PSOE (ndt. Partito Socialista Operaio Spagnolo) sta portando avanti studi sociali per pianificarlo. Però il ritmo è un altro: per cominciare, più morbido. Per cominciare, perché l'orizzonte economico si sta complicando più del previsto. L'Italia, sempre proiettata verso il futuro, si trova già in piena tempesta: e non è piacevole.

(si ringrazia Carolina per la segnalazione)

sabato 24 maggio 2008

Un uomo, molti "scivoloni" (parte 2 di 3)













Suddeutsche Zeitung, 17.4.08


[articolo originale qui]























4. "Si, l’ammetto: la mattina quando mi guardo allo specchio sono fiero di me stesso." (Berlusconi, 1995, sul Corriere della Sera).




















5. I dettagli della storia italiana non sono tanto importanti per Berlusconi. Nel 2003 ha affermato durante il vertice NATO in Italia che i fondatori di Roma siano stati "Romolo e Remolo". Quando gli é stato fatto notare che si chiamano giustamente Romolo e Remo, Berlusconi non si é scomposto ed ha spiegato dopo ai reporter che d’ora in poi si sarebbero chiamati così perché suona meglio.



















6. Meno divertente é stata la brutta figura che ha fatto nel 2003. Durante un dibattito nel parlamento dell’UE ha insultato un parlamentare tedesco che si era permesso di criticare la politica interna di Berlusconi, con un intervento. "Signor Schultz, conosco un produttore in Italia che sta girando un film sui campi di concentramento nazisti, la suggeriró per il ruolo di Kapó. Sarebbe perfetto!”

(Si ringrazia Pavlina per la collaborazione)

venerdì 23 maggio 2008

Berlusconi ‘ha creato una legge per interesse personale’







The Daily Telegraph, 20.5.08

Silvio Berlusconi è stato accusato di aver tentato di far approvare una nuova legge per interesse personale, a sole due settimane dal suo ritorno come Presidente del Consiglio in Italia.

[articolo originale di Malcom Moore qui]

La nuova legge potrebbe influenzare il processo di David Mills, il marito del ministro laburista Tessa Jowell, perchè gli imputati potrebbero ritardare l’azione giudiziaria di due mesi se fanno una richiesta di accordo per la riduzione della pena.

Berlusconi è accusato di aver offerto a Mills una tangente di 450 mila euro al fine di assicurarsi una testimonianza di favore dall’avvocato in un diverso processo. L’affare Mills è l’ultimo processo penale che riguarda Berlusconi.

Un nuovo ritardo potrebbe far deragliare il procedimento completamente, poichè è già poco probabile che il processo finisca prima che i 10 anni della legge sulla prescrizione assolva tutte le parti nel 2010. Antonio Di Pietro, precedentemente ministro e pubblico ministero anti-corruzione, ha condannato la nuova legge. ‘Avevo detto che non potevamo fidarci di Berlusconi’, ha affermato.

Si è detto che la legge sia stata inserita da Niccoló Ghedini, senatore e avvocato personale di Berlusconi, all’interno di un pacchetto di misure sulla sicurezza e sulll’immigrazione illegale che sarà votata dal parlamento.

Durante i suoi precedenti incarichi da premier, Berlusconi fu criticato di mettere mano alla legislazione o per proteggere il suo impero economico o per aiutare se stesso ad uscire da problemi legali. Nel 2004, la Corte Costituzionale abrogò una legge che assicurava a Berlusconi l’immunità da tutti i processi giudiziari per il tempo in cui fosse rimasto in carica.

Comunque Ghedini nega di essere stato l’autore della legge e afferma che Berlusconi non ha nessuna intenzione di ritardare l’azione giudiziaria.

‘Non chiederemo mai un accordo per la riduzione della pena. Questa legge aiuterà tutti i processi ed è nell’interesse di tutti noi. Comunque non viene da me, ma dal ministro della giustizia,’ ha affermato.

(a cura di Pina T.)

giovedì 22 maggio 2008

Libertà di stampa all'italiana










Deutschlandfunk, 19.5.08


[articolo originale di Kirstin Hausen qui]

Le cose non vanno troppo bene per la libertà di informazione italiana. Nella nuova classifica dell'Organizzazione "Cronisti senza frontiere", che comprende 139 Stati esaminati, l'Italia si è posizionata al quarantesimo posto. Il motivo ha un nome: Silvio Berlusconi. Il potere nelle mani del Presidente del Consiglio italiano e magnate delle televisioni è controverso e unico in Europa. Kirstin Hausen racconta.

Giovedì sera. Su RAI 2, il secondo canale della televisione pubblica, è in corso "Annozero", una controversa trasmissione di approfondimento in Italia. Controversa, perché critica. Troppo critica per i gusti di Silvio Berlusconi, i cui processi sono già stati argomento della trasmissione.

Il conduttore, un signore non troppo alto e con riccioli grigiastri, è Michele Santoro. Egli simboleggia come nessun altro giornalista la lotta contro la superiorità delle televisioni del nuovo e vecchio Presidente del Consiglio. Infatti, della sua critica a Silvio Berlusconi, Santoro non fa alcun mistero. Argomento della serata di giovedì sera: gli immigrati non europei, la paura degli italiani verso di loro e la politica verso gli stranieri del governo Berlusconi.

La parola viene data a esponenti di entrambe gli schieramenti: residenti furenti e immigrati arrabbiati, un ministro del governo e un'avvocatessa che difende gli immigrati. Durante la trasmissione viene anche ricordato che la situazione, che oggi viene considerata insostenibile dai partiti al governo, fu provocata in parte da loro stessi. Nel 2002 promulgarono infatti una legge contro il voto dell'opposizione che ha di fatto favorito l'immigrazione illegale.

In studio siede anche Marco Travaglio, un giornalista che da una settimana occupa le prime pagine dei giornali. In una intervista televisiva aveva dipinto Renato Schifani, il nuovo Presidente del Senato, come "amico della mafia". Uno scandalo, così l'intero mondo politico si indignava.

Lo scandalo tuttavia non consiste nel fatto che il Presidente del Senato in passato fosse stato membro della società di assicurazioni Sikula Broker insieme a Mandalà, successivamente condannato come capo mafia, e che aveva lavorato come consulente esterno per il consiglio comunale di Villabate (Palermo), poi sciolto per infiltrazioni mafiose. Lo scandalo è che qualcuno osi raccontare questo in televisione. Ora Schifani vuole querelare Travaglio per diffamazione.

"In verità qualcuno vuole avvelenare il clima di dialogo e collaborazione che si sta instaurando in Parlamento. Ora tocca a me pagarne il prezzo, ma sono estremamente tranquillo."

In merito alle accuse il Presidente del Senato Renato Schifani non entra. La televisione pubblica RAI, che aveva trasmesso in diretta l'intervista a Marco Travaglio, si è prontamente scusata apertamente nei confronti di Schifani. Con soddisfazione dei partiti al governo. Ma anche gli esponenti dell'opposizione hanno applaudito il passo fatto dalla RAI. Nessuno del partito di Walter Veltroni ha difeso Marco Travaglio. Ma a ciò il giornalista è già abituato. E non lo preoccupa.

"Io sono un giornalista e per me è indifferente cosa dicono i politici di me. I giornalisti devono informare sulla verità, ed è ciò che ho fatto."

Marco Travaglio interpreta fedelmente il suo mestiere di giornalista e possiede un'etica professionale, che per molti giornalisti italiani sembra smarrita o forse essere stata fatta sparire. Ricorrere alla censura non è nemmeno necessario quando certi temi fin dal principio vengono taciuti, a causa del fatto che i giornalisti temono ripercussioni. Allo stesso tempo si osserva un dilagare dell'indifferenza. Molti italiani danno segno di essere stanchi di sentir parlare della coscienza non così pulita dei politici. Una dittatura morbida, la chiama lo scrittore Nanni Ballestrini. E intende l'intera società.

"Noi siamo già da lungo tempo, dall'inizio dell'era Berlusconi, in questa fase di decadenza. Travaglio ha raccontato una cosa che non era affatto sconosciuta e che può essere verificata. Ma nessuno verifica perché agli italiani non interessa farlo. Al contrario: quando un politico si comporta in quel modo è intelligente e viene persino ammirato. Come Berlusconi, il cui fascino deriva anche dal fatto che abbia così tanti processi sulle spalle."

Nonostante ciò Berlusconi non gradisce quando in televisione si parla di questi processi. Nei canali da lui posseduti basta una telefonata per rimuovere una notizia critica nei suoi confronti. Nella televisione pubblica la sua influenza non è così diretta, ma è tuttavia palpabile. In Italia infatti i partiti al governo nominano nelle posizioni di dirigenza della RAI persone di fiducia. E presto questi posti verranno nuovamente riassegnati.

(a cura di Francesco Scalo)

mercoledì 21 maggio 2008

Ministre da passerella per Berlusconi














El País, 21.5.08


[articolo originale di Laura Lucchini qui]

Silvio Berlusconi ha convocato oggi a Napoli il suo primo Consiglio dei Ministri. Dei 21 ministri del nuovo Esecutivo, solo quattro sono donne. Tuttavia, si sono fatte notare dalla stampa italiana e internazionale per la loro attraente immagine e per il loro passato. Berlusconi aumenta l'interesse con le sue dichiarazioni: "Sono bambine che bisogna svezzare e proteggere".


Tutti gli sguardi sono puntati sull'ex-modella, finalista nel concorso di Miss Italia nel 1997, showgirl televisiva e nuovo ministro per le pari opportunitá, Mara Carfagna, di 33 anni. La Carfagna diventó famosa in tutto il mondo l'anno scorso, quando provocó uno screzio pubblico tra Silvio Berlusconi e sua moglie, Veronica Lario. In una cena di gala, Berlusconi le disse: "Se non fossi giá sposato ti sposerei subito". Queste parole, intercettate dai giornalisti italiani, hanno fatto perdere la pazienza alla Lario, che mandó una lunga lettera al giornale La Repubblica, esigendo scuse pubbliche da suo marito. La Carfagna é il nuovo ministro per le pari opportunitá, un compito delicato in un paese dove il tasso di violenza di genere interessa il 30% delle donne tra 16 e 70 anni e dove non c'é nessun riconoscimento legale delle coppie omosessuali. Le sue prime dichiarazioni ("i gay in Italia non sono discriminati") hanno causato preoccupazione nella comunitá omosessuale.


Il ministro dell'ambiente, Stefania Prestigiacomo, "36 anni, cattolica, sposata, imprenditrice", come si legge sul suo curriculum online, é l'unica donna con lunga esperienza politica nel nuovo governo. Tra il 2001 e il 2005 fu ministro per le pari opportunitá nel governo Berlusconi. Prima era presidente dei giovani di Confindustria. Tuttavia, di lei si suole ricordare che fu eletta Miss Parlamento, nel 1994, nel suo debutto alla Camera dei Deputati.


Giorgia Meloni, 31 anni, che si occuperá delle politiche giovanili, é il ministro piú giovane nella storia della repubblica italiana. Si é formata nelle fila del partito Alleanza Nazionale. Inizió a lavorare a 15 anni e prima di entrare in parlamento faceva la giornalista. Prima di venire chiamata da Berlusconi arrivó nei titoli dei giornali della stampa internazionale per affermare che i militanti dei gruppi di ispirazione fascista uccisi alla fine degli anni '70 devono essere riconosciuti come "martiri d'Italia".

Giovane e attraente é anche Mariastella Gelmini, ministro della pubblica istruzione. La Gelmini ha percorso dal basso tutte le tappe della carriera politica. Fu consulente nel comune del suo paese, poi passó nel consiglio provinciale, fino ad arrivare alla direzione di Forza Italia nella regione lombarda. Lontana dalla vita mondana, suole vestire in modo sobrio. Dopo la sua nomina come ministro ha dichiarato: "Se non fosse stato per Berlusconi, non avrei mai fatto politica".

(si ringrazia Carolina per la segnalazione)