martedì 13 maggio 2008

La Libia disturba la formazione del governo Berlusconi












Le Figaro, 5.5.08

Il figlio di Gheddafi cerca di evitare che un populista anti-Islam diventi ministro

[articolo originale qui]

L'avvertimento libico é carico di minacce per l'Italia. Se il coordinatore della Lega Nord, Roberto Calderoli, entrerá a far parte del governo di Silvio Berlusconi, "aspettatevi delle conseguenze catastrofiche", ha detto venerdi il figlio nonché erede di Mouammar Gheddafi, Saif el-Islam.

Roberto Calderoli é conosciuto per le sue provocazioni anti-islamiche. Il 15 febbraio 2006 diede luogo ad uno scandalo internazionale sbottonandosi la camicia davanti alle telecamere della RAI per mostrare una maglietta che riproduceva uno dei fumetti ostili a Maometto pubblicati dal quotidiano danese Jyllands Posten.

Due giorni dopo a Benghazi il consolato italiano evitó per poco il linciaggio. Per disperdere la folla, la polizia libica aprí il fuoco, facendo undici morti. Il giorno dopo, su ordine di Berlusconi, Calderoli diede le dimissioni dal ministero delle riforme che dirigeva. "E' lui il vero assassino dei cittadini libici uccisi nel 2006", ha dichiarato Gheddafi figlio, in un attacco che sembrava ispirato direttamente dal padre.

Contese coloniali

La questione crea dei grattacapi a Silvio Berlusconi, che deve annunciare mercoledí o giovedí la composizione del suo esecutivo. Populista ed anti-mussulmana, la Lega Nord é uscita rinforzata dalle ultime elezioni ed insiste perché il suo dirigente ritorni al ministero delle riforme.

Massimo D'Alema, ministro degli esteri uscente, ha richiamato il regime libico: "La formazione del nuovo governo é un affare strettamente di politica interna". Senza difendere apertamente Calderoli, D'Alema riafferma che l'Italia ha sempre attribuito una grande importanza alla cooperazione nel Mediterraneo. Il suo successore, il commissario europero Mario Frattini, fa un appello allo sviluppo del dialogo con l'Islam, invitando tuttavia Tripoli a "rispettare" le scelte che fará Berlusconi.

La diplomazia italiana é in allarme. Teme che possano aggiungersi altre proteste. Giá mercoledi scorso sono stati sparati due colpi di mortaio a Sanaa contro l'ambasciata italiana, un attentato rivendicato da Al-Qaeda. Nella sua politica di disgelo con Tripoli, Roma é lontana dal raggiungere i risultati desiderati. Sul piano economico, la cooperazione funziona bene con grossi contratti per olio e gas e la prospettiva di un accordo con Gazprom per amministrare in cooperazione le riserve d'idrocarburi libiche.

Ad ogni modo, le contese coloniali legate al saccheggio della Cirenaica e di Tripoli da parte delle forze coloniali italiane tra il 1911 e il 1943 e l'espulsione di 20 000 residenti italiani nel 1970 restano intatte.

La prospettiva di una visita di riconciliazione del colonnelo Gheddafi a Roma, che era data per imminente alla fine del 2007, sembra piú lontana che mai. Di lí a pensare che le polemiche siano state generate per permettere al leader libico di avanzare nuove richieste il passo é breve.

(si ringrazia Houda C. per la collaborazione)

3 commenti:

Andrea Poulain ha detto...

mica si è palrato degli 11 morti qua..
http://andreapoulain.blogspot.com/

Lunobi ha detto...

Attenzione c'è un errore!!! "Le Figaro" è notoriamente il giornale di centro-destra francese ("Le Monde" è il giornale di centro-sinistra; "Libération" è il giornale di sinistra). Ciao.

Daniele ha detto...

Grazie lunobi, naturalmente hai ragione, ho corretto la svista!