martedì 2 settembre 2008

Il piano per rilanciare l'Alitalia riaccende l'interesse di Air France









Salve a tutti e bentornati! Dopo questa pausa estiva, il blog riparte insieme all'Alitalia...!
"Io amo l'Italia, io spinoffo Alitalia, ed allo Stato lascio i suoi parafernalia (che in questo caso sono debiti...?)"


The Wall Street Journal, 29.8.08


L'Italia cambia le leggi perché la compagnia venga divisa; l'UE minaccia un'opposizione

Il premier italiano Silvio Berlusconi ha riacceso l'interesse di Air France-KLM nell'Alitalia SpA con un nuovo piano per resuscitare la moribonda compagnia aerea controllata dallo stato.

Air France-KLM hanno dichiarato di stare considerando l'acquisto di una parte minore dell'Alitalia (in azioni, NdR) come parte di un piano in cui le operazioni dell'Alitalia, inclusi i suoi piú nuovi aerei e spazi a Roma e Milano, si unirebbero alla compagnia privata AirOne. Gran parte del debito dell'Alitalia sarebbe cancellato in uno spinoff, lasciando il governo responsabile per il suo pagamento, secondo persone familiari con questa vicenda.

Ma questo piano supportato dal governo deve affrontare molti ostacoli, inclusa la potenziale opposizione da parte dei sindacati ed autoritá per la competizione dell' Unione Europea. Recentemente, l'amministrazione Berlusconi ha modificato le leggi sulla protezione dalla bancarotta in Italia con lo scopo di proteggere un gruppo di imprenditori italiani intenzionati ad investire in Alitalia liberandola dai suoi creditori. Questo gruppo di imprenditori, guidato da Roberto Colaninno, capo della marca di motociclette Piaggio, e che include anche la banca italiana Intesa Sanpaolo, ha intenzione di investire un totale di 1 miliardo di euro nella compagnia aerea.

Queste modifiche alla legge sono entrate in vigore giovedí dopo che Berlusconi ha fatto uscire un decreto che permette all'Alitalia di ridirigere ("spin off", NdR) i suoi debiti ed operazioni senza profitto in una compagnia separata che sará dichiarata fallita, permettendo una fusione della sua parte migliore con Air One.

La nuova compagnia combinata avrebbe piú del 60% del mercato aereo italiano, suscitando potenziali dubbi sulla competizione. Ma il decreto di Berlusconi include anche una sospensione dell'autoritá dell'antitrust italiano sull'Alitalia.

Sará difficile che queste manovre legali sfuggano all'attenzione dell'Unione Europea. Alcuni ufficiali dell'UE hanno criticato i tentativi precedenti dei governi italiani di supportare l'Alitalia con fondi pubblici.

Alcuni avvocati notano che riscrivere le leggi di una nazione per beneficiare una singola compagnia o industria puó essere definito aiuto di stato illegale. "E' molto sospetto modificare le leggi sulla bancarotta per risolvere questa particolare insolvenza", dice Thomas Jestaedt, un avvocato esperto in aiuti di stato nello studio Jones Day di Bruxelles.

Un portavoce dell'UE ha rifiutato di rilasciare dichiarazioni sulla vicenda, ma ha confermato che la Commissione Europea ha ricevuto una bozza dei piani per ristrutturare l'Alitalia.

Il piano di salvataggio richiede anche l'approvazione dei cocciuti sindacati italiani, che hanno giá criticato i piani sul taglio di un numero di posti di lavoro compreso tra le 5.000 e 7.000 unitá.

Venerdí i dirigenti Alitalia si incontreranno per approvare il piano di salvataggio, ribattezzato "fenice" dai suoi architetti all'Intesa. La banca ha dichiarato giovedí che investirá circa 100 milioni di euro nella compagnia aerea dopo il suo rilancio.

La volontá di Berlusconi di eliminare gli ostacoli legali per rilanciare la compagnia indica quanto disperato sia il governo per permettere all'Italia di sbarazzarsi di una compagnia che per anni ha scavato un buco nelle finanze pubbliche del paese. Mentre molti tentativi di vendere o rilanciare la compagnia fallivano, l'Alitalia ha raggiunto un debito di 1,1 miliardi di euro. Perde circa 1 milione di euro per ogni giorno in cui rimane operativa.

3 commenti:

Paolo ha detto...

Ho parlato con uno che lavora per Alitalia (fa le revisioni agli aeromezzi). Dice che la storia dell'Alitalia e della Bad Company che erediterebbe solo i debiti gira da più di un anno in azienda. Evidentemente fino ad ora nessun esecutivo aveva avuto il coraggio di presentare una cagata del genere.

Secondo me l'Alitali non sta sul mercato e dovrebbe fare la fine delle aziende che non sono competitive: chiudere. Lo stato l'ha sovvenzionata troppo e troppo a lungo e ora ci costa davvero cara...

Paolo ha detto...

Ah, bentornati!

Daniele ha detto...

Grazie :)