mercoledì 6 maggio 2009

Nuovo studio: libertá di stampa globale in declino. Per la prima volta Italia, Israele e Hong Kong perdono lo status di paese libero



















Mappa ad alta risoluzione

Freedom House, 1.5.09


[comunicato stampa originale qui]

I giornalisti si sono misurati con un ambiente lavorativo sempre piú difficile nel 2008, con un declino nella libertá di stampa globale per il settimo anno consecutivo e presente per la prima volta in ogni paese, secondo gli studi annuali di Freedom House. Questa marcia indietro non ha interessato soltanto paesi tradizionalmente autoritari: gli stati di Israele, Italia e Hong Kong, che godevano di uno status libero, sono stati etichettati come parzialmente liberi.

"La professione del giornalista al giorno d'oggi sta lottando per restare viva, e le pressioni ricevute da governi, da altri poteri forti e dalla crisi dell'economia globale hanno un enorme peso", ha dichiarato Jennifer Windsor, direttrice esecutiva di Freedom House. "La stampa é la prima difesa della democrazia, e la sua vulnerabilitá ha un enorme impatto sulla democrazia se i giornalisti non sono in grado di fare il loro tradizionale ruolo di guardia".

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Nonostante l'Europa Occidentale goda a tutt'oggi della più ampia libertà di stampa, l'Italia è stata retrocessa nella categoria dei Paesi parzialmente liberi, dal momento che la libertà di parola è stata limitata da nuove leggi, dai tribunali, dalle crescenti intimidazioni subite dai giornalisti da parte della criminalità organizzata e dei gruppi di estrema destra, e a causa dell'eccessiva concentrazione della proprietà dei media. Il ritorno al potere del magnate dei media Silvio Berlusconi ha risvegliato le paure relative alla concentrazione di mezzi d'informazione statali e privati sotto un unico leader.

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Libertá fragili: Il declino di Israele, Italia e Taiwan mostra che democrazie solide con media tradizionalmente aperti non sono immuni alla restrizione della libertá mediatica. Negli ultimi cinque anni, anche alcune democrazie emergenti hanno subito una considerevole restrizione della libertá di stampa, tra i quali Messico, Argentina, Perú, Tailandia, Filippine e Senegal.

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Tavola completa

Per saperne di piú (dal blog di Alessandro Tauro)

6 commenti:

Alessandro Tauro ha detto...

Basta vedere i paesi che ci precedono e quelli che ci seguono immediatamente anche solo nello scorcio di classifica per comprendere con quale terribile informazione siamo costretti a convivere.

Per fortuna che esistono siti web come questo che, grazie al meticoloso lavoro di raccolta e traduzione degli articoli dall'estero, riesce a rialzare sensibilmente il tenore del giornalismo italiano.

Grazie di cuore per il linkaggio!

Anonimo ha detto...

http://tv.repubblica.it/copertina/posso-palpare-la-signora/32504?video

nel caso lo aveste perso

Le Favà ha detto...

Sì, l'avevo letto. Purtroppo...

Andrea Poulain ha detto...

beh parzialmente siamo ancora liberi, c'è da festeggiarne..parzialmente..

Anonimo ha detto...

Un saluto a tutti,mi chiamo Mary. La troppa libertà potrebbe portare anche allo storpiamento delle informazioni,che non avrebbero delle fonti attendibili..trovo comunque giusto seguire dei parametri che mirino alla neutralità.L'Italia purtroppo non è un paese libero,ma un "regime democratico"..credo sia la cosa più ipocrita che ci sia.Sapete qual'è la cosa migliore?Prendersi una bella casetta in campagna,con l'orticello,e gli animali,senza tv e vivere veramente in pace,liberi,indipendenti e soprattutto felici.Un saluto

Blogger ha detto...

A me pare di ricordare che già in passato la parzialità sia venuta fuori, sempre per freedom house.
Mi sbaglio? Non credo sia la prima volta che l'Italia scenda così in basso.

Blogger
PS Ho letto Sartori direttamente sul Pais: lo adoro!