mercoledì 20 maggio 2009

Caos nel Mediterraneo










The Economist, 14.5.09

L'Italia alle prese con le dimensioni e l'impatto dell'immigrazione
[articolo originale qui]

Gli immigrati che arrivano dall’Africa attraverso il mare sono diventati una dolorosa spina nel fianco del governo di Berlusconi. Il governo è stato eletto dopo aver garantito di stroncare l’ “immigrazione clandestina” - un’espressione difficilmente azzeccata in questi casi, dal momento che la speranza dei passeggeri disperati sopra questi barconi insicuri provenienti dalla Libia è al contrario quella di essere soccorsi. Una volta arrivati su suolo italiano, gli immigrati hanno la possibilità di chiedere asilo politico. I due terzi che non ottengono alcuna protezione devono essere rimpatriati. Ma siccome molti arrivano senza documenti, le autorità non hanno idea da dove provengano. Così si aggiungono alle fila degli immigranti che vivono in Italia senza permesso. E dal momento che non ottengono un lavoro regolare , non sorprende che vengano accusati di aumentare in modo sproporzionato il tasso di criminalitá - un'altra ragione alla base del successo alle elezioni del governo, che si era impegnato nella lotta per la sicurezza.

Questa settimana le guardie costiere italiane hanno dovuto unirsi alle loro controparti libiche organizzandosi in pattuglie sulla linea costiera libica, aprendo l’ultima fase guidata dal governo per chiudere questo pericoloso ingresso all’Unione Europea. Da allora, comunque, le misure che il governo aveva già preso lo avevano messo in contrasto con una moltitudine di organizzazioni internazionali, incluse le Nazioni Unite. Le stesse misure hanno anche diviso sia i sostenitori di Berlusconi che i suoi oppositori.

Una settimana fa un bastimento italiano ha intercettato tre barche piene di emigranti. Invece di condurre le persone a bordo, in Italia, queste sono state rispedite in Libia. La loro accettazione in Libia era un punto di svolta, che rappresentava il frutto di 12 mesi di tranquilla diplomazia mirata a portare il leader libico Gheddafi a cooperare. Ma l’esultanza a Roma non è durata a lungo. Il governo è stato attaccato per la mancanza di dare una possibilità ai migranti di chiedere asilo. L’Alto Commissario per i rifugiati delle Nazioni Unite Antonio Guterres ha espresso “grave preoccupazione”. E’ stato sostenuto in questo anche dal segretario generale, Ban Ki Moon. La nuova linea politica è stata censurata dal Consiglio d’Europa, da alcune ONG e, ciò che più stupisce, da un uomo che è il principale alleato di Berlusconi: Gianfranco Fini, fondatore di Alleanza Nazionale, partner minore della coalizione di Berlusconi.

Ugualmente sorprendente, il forzato rimpatrio (più di 500 persone all’incirca) ha avuto il plauso di alcuni esponenti del centrosinistra che condividono la protesta del governo il quale è legalmente autorizzato a rimpatriare immigrati se essi sono fuori dalle acque territoriali italiane. Alcuni hanno notato che il governo di centrosinistra bloccò in modo simile i porti in Albania negli Anni’90. “L’Italia sembra voglia tentare di riscrivere la legge internazionale dei rifugiati “ ha detto Bill Frelick di Human Rights Watch ( n.d.T. l’Osservatorio dei Diritti Umani) “La convenzione di Ginevra del 1951 non dice da dove puoi rimpatriare i rifugiati, ma verso dove puoi o non puoi farlo”. Questa impegna i firmatari, compresa l’Italia, a non mandare un rifugiato nei territori dove la sua vita o la sua libertà potrebbe essere minacciata”.
Human Rights Watch afferma che ci sono prove di immigrati rimpatriati in Libia messi in detenzione indefinita, dove alcuni sono stati maltrattati. Altri paesi si chiedono se un rifugiato acquisisca o meno il diritto di non essere rimpatriato quando è ancora in alto mare, soprattutto l'America, che spesso va fare dietrofront alle navi nei Caraibi.

Berlusconi perde in credibilità quando dà l’impressione di essere anti-immigrazione. Questa settimana la Camera dei Deputati ha approvato un progetto di legge che propone sanzioni molto onerose per gli immigrati senza documenti e alti costi per i permessi di soggiorno. Il 9 Maggio Berlusconi ha criticato il concetto di Italia multi-etnica. I politici dell’opposizione e alcuni personaggi del clero hanno detto che era un po’ tardi per aspirare alla purezza razziale. La Caritas, un’istituto di beneficenza cattolico, dice che gli immigrati costituiscono il 7% della popolazione. Il commento di Berlusconi era apparentemente finalizzato a conquistare i voti dell’estrema destra in vista delle elezioni europee. Il pericolo è che molti teppisti razzisti possano pensare di avere il tacito supporto del Primo Ministro.

(a cura di Alessandra D.L.)

2 commenti:

Stefano ha detto...

grazie per la traduzione. bello, anche se agghiacciante.

Andrea Poulain ha detto...

vogliamo sapere del caso mills :)