lunedì 2 febbraio 2009

Problemi con le cifre











The Economist, 29.1.09

I problemi che derivano dalla promessa di prendere severe misure contro l’immigrazione e la criminalità
[articolo originale qui]

Un soldato al giorno toglie la criminalitá di torno


All’inizio dell’anno, Silvio Berlusconi credeva che tutto stesse andando per il verso giusto. Il primo ministro italiano stava per trovare rimedio al suo mal di testa vendendo la preoccupante compagnia aerea di bandiera, l’Alitalia. Il suo tasso di popolarità era aumentato. E il principale gruppo di opposizione, il Partito Democratico (PD), era sprofondato in una crisi che avrebbe potuto portarlo allo scioglimento.


Tuttavia la scorsa settimana, una nuvola nera è apparsa sull’orizzonte di Berlusconi. Le misure repressive per ripristinare l’ordine pubblico, e che sono state al centro della sua vittoria nelle elezioni generali dello scorso aprile, adesso sono preoccupanti su due fronti.

Il primo è costituito dalla parte più a sud dell’Italia. Lampedusa, un’isola a 310 Km a nord della Libia, è diventata l’entrata principale in Europa per quegli africani che fuggono dalla povertà e dalla guerra. Dei 67.000 immigrati che sono arrivati in Europa per mare l’anno scorso, in base alle cifre delle Nazioni Unite, quasi la metà è sbarcata su questo pezzo di sabbia, che è la decima parte della Martha’s Vineyard e conta una popolazione locale di circa 6.000 persone.

Sono solo una minoranza i clandestini arrivati in Italia per mare e il governo sostiene che il loro numero è in diminuzione. In realtà sono molti di più rispetto a quelli che si trattengono oltre la scadenza del visto. L’anno scorso il loro numero è aumentato vertiginosamente del 75%, mettendo in imabarazzo un governo che si era ripromesso di fermare l’immigrazione clandestina. A dicembre, il ministro degli Interni, Roberto Maroni, ha optato per la deterrenza.

Inizialmente gli immigrati sono stati trasferiti da Lampedusa alla Sicilia dove, quelli a cui non viene riconosciuto lo status di profughi, ricevono un inutile ordine di espulsione. Successivamente, alcuni hanno scelto di rimanere in Italia clandestinamente, altri sono migrati verso altri paesi dell’Unione Europea.

Ora l’onorevole Maroni ha decretato che gli immigrati dovrebbero essere sottoposti ad una nuova identificazione e inviati al centro di espulsione di Lampedusa fino a rimpatrio avvenuto. Ma ci sono degli intoppi. Uno è che il nuovo centro non esiste. Dopo un’ondata di sbarchi clandestini in questo mese, il numero delle strutture esistenti, che hanno una capienza di 850 persone, è aumentato a 1.800. Alcuni detenuti sono stati costretti a dormire all’aperto sotto teli di plastica. Il leader del PD che ha visitato il sito il 23 gennaio ha affermato di aver trovato “persone accalcate sotto la pioggia, dormitori che contenevano il triplo o il quadruplo delle persone previste e un’infermeria in cui i feriti erano ammassati tutti insieme”.

Il giorno dopo la sua visita, centinaia di detenuti sono scappati dal campo e si sono uniti alle persone del posto che manifestavano contro il piano del governo. La paura degli isolani, ha affermato il sindaco Bernardino De Rubeis, è che Lampedusa potrebbe diventare l’Alcatraz del Mediterraneo. Un altro problema dello schema Maroni è che molti immigrati non possono essere rimpatriati in quanto la loro nazionalità è irreperibile o perché l’Italia non ha un accordo di rimpatrio con i loro paesi. Poco più di 200 sono stati portati via da Lampedusa in aereo.

Nonostante il duro atteggiamento nei confronti dell’immigrazione, è improbabile che la crisi a Lampedusa corroda il supporto del governo. Molto più minacciosi sono gli eventi di Roma, che ha assistito ad una sfilza di stupri. Il 27 gennaio la polizia ha arrestato cinque rumeni sospettati di far parte dell’orribile banda che ha agito una settimana prima. Uno stupro verificatosi a Roma nell’ottobre del 2007 ad opera di un rumeno ha fatto aumentare la richiesta di misure più severe contro la criminalità e gli stranieri, alla quale Berlusconi ha risposto con successo durante la campagna elettorale. Sia i cittadini che i partiti dell’opposizione si chiedeno se la linea politica del governo è all’opera, con particolare riferimento al dispiegamento di 3.000 militari da affiancare alla polizia. Questa settimana Berlusconi ha promesso incautamente di aumentarne il numero di 10 volte, prima di tirarsi indietro.

Lo ha fatto nel suo solito stile, con una battuta politicamente scorretta, suscitando le critiche dei suoi stessi sostenitori. “Dovremmo avere a disposizione tanti soldati quante sono le belle donne, ma non credo sia possibile”, ha dichiarato. Spesso è questa la strada della politica. Una volta iniziati i problemi, questi finiscono per aumentare.

(traduzione di Anna Cascone)

5 commenti:

Le Favà ha detto...

Ahhh...la pura verità scritta dall'estero.

Deprimente. Grazie per il lavoro che fate. A tutti.

Daniele ha detto...

@ Le Favá - Grazie a te per dare un pó di vita a questo blog con i tuoi commenti!

paola ha detto...

ma ditemi: solo all'estero se ne accorgono?

Le Favà ha detto...

@Daniele:

Io passo appena posso, e poi vi ho nel mio blogroll. E' che davvero reputo il vostro blog essenziale. ripeto, il mio grazie viene da tutto questo.

Andrea ha detto...

un ottimo articolo! grazie per il lavoro che fate