lunedì 16 febbraio 2009

Il Vaticano invade l'Italia











Le Monde, 11.2.09

[articolo originale di Philippe Ridet qui]

La chiesa non demorde. “Eluana Englaro è stata uccisa”, scrive Avvenire, il quotidiano della Conferenza Episcopale Italiana, martedì 10 febbraio, il giorno successivo alla morte di questa donna immersa nel coma da diciassette anni. “Eluana non è morta di morte naturale, è stata assassinata”, ha dichiarato il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, sul quotidiano “Libero”. “Uccisa„? E da chi? Si può supporre che questa accusa sia rivolta al padre della giovane donna, che ha voluto questa fine, ai giudici della Corte di Cassazione, che l’hanno permessa, ai medici laici, che l’hanno preparata, ed al Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che si è opposto, venerdì 6 febbraio, ad un decreto legge che avrebbe potuto “salvarla„.

Di rado la chiesa e lo Stato italiano hanno dato su questo punto l'impressione di andare d'accordo. Strumentalizzato, ridotto alle dimensioni di un litigio tra “i partigiani della vita„ - il campo dei cattolici - e “i partigiani della morte„ - il campo dei laici -, la discussione ha permesso alla Chiesa italiana ed al Vaticano di dare prova della loro potenza. “La legge di dio è superiore a quella degli uomini„, ha anche teorizzato l'arcivescovo di Torino, senza che nessuno al governo si preoccupasse.

Ottant’anni dopo il concordato, l'Italia resta sotto influenza costante del più piccolo Stato del mondo? “La chiesa si sente forte in Italia, spiega Marco Impagliazzo, uno dei responsabili della Comunità di Sant’ Egidio. Non cerca di intimidire, ma esercita il suo magistero in nome della parola di Dio e dei Vangeli. Anche se perde delle battaglie, deve portarle avanti comunque.„ Le battaglie perse? L'autorizzazione al divorzio, nel 1975, all’aborto nel 1981 – insieme al diritto dei medici di fare valere la loro “obiezione di coscienza„. Le battaglie vinte? La pillola del giorno dopo è introvabile; il Pacs non è nato; la legge sul testamento biologico si fa aspettare da anni; il risultato del referendum del 2005 sulla procreazione assistita non ha potuto essere convalidato in mancanza di numero sufficiente di elettori dopo che la Chiesa ed il Vaticano avevano chiamato all'astensione.

In quest'ufficio del direttore dell’ Osservatore Romano, “la Gazzetta ufficiale„ del Vaticano, Gian Maria Vian garantisce: “Sono anzitutto la storia e la geografia che spiegano la specificità dell'influenza della Chiesa in Italia. Il Vaticano è in Italia, non ci si può fare niente. Già, nel Purgatorio, Dante affermava: “Cristo è romano„.„ Questa “specificità„ - illustrata anche dal fatto che lo Stato si prende carico del salario dei sacerdoti -, altri la chiamano “intrusione permanente„ e ricordano l'epoca in cui il Vaticano spingeva Alcide de Gasperi ad allearsi coi fascisti del Movimento Sociale Italiano e scomunicava i comunisti. Oggi, questa strategia frontale non è più in uso. Ma, ogni settimana, il cardinale Tarcisio Bertone, il segretario di Stato della Curia romana, incontra i ministri e dignitari dello Stato italiano. Tentativi d'intimidazione? “Piuttosto una preoccupazione, spiega Vian, verso le tendenze attuali, le opinioni veicolate da gruppi di pressione, la rivendicazione di nuovi diritti.„

Tuttavia, dopo la caduta della Democrazia Cristiana (DC) nel 1992 - epoca in cui Giovanni Paolo II fece dire “una preghiera per l'Italia„ , si poteva pensare che la Chiesa avrebbe perso la sua influenza. Ma, anche se il papa non è più italiano dal 1978, la penisola resta “il giardino„ del Vaticano, il Paese in cui ha stabilito la sua linea difensiva. Con la DC, molti piccoli partiti laici di sinistra e di destra che avevano saputo stabilire un dialogo critico con essa, sono scomparsi nella tempesta dell'operazione “Mani pulite„. L'elettorato cattolico si è diviso tra centro destra e centro sinistra.

“I partiti sopravvalutano il peso di quest'elettorato, spiega Marco Politi, vaticanista del quotidiano La Repubblica ed autore di La Chiesa del no (Mondadori). Ma nel sistema bipolare attuale, in cui ci si può giocare la maggioranza per 20.000 voti, nessuno può rischiare di inimicarselo, anche se, secondo i sondaggi, la maggioranza degli italiani desidera l'indipendenza del processo legislativo.„

“Subappaltando„ alle parrocchie ed alle associazioni benefiche cattoliche una buona parte della politica sociale, lo Stato ha trasformato la Chiesa in una protagonista potente del dibattito pubblico. Ma è falso immaginare che si esprima soltanto a favore della politica reazionaria della destra. Su molti punti (immigrazione, razzismo, sicurezza), si allinea sulle posizioni della sinistra. Alternando freddezza e dichiarazioni generose, la Chiesa fa girare il dibattito attorno alle sue posizioni e lo Stato, che ha costruito la sua unità riducendo la superficie dei vecchi Stati del papa alle dimensioni di un fazzoletto, le concede una forza che non ha altrove. “La Chiesa è una delle poche istituzioni che sia uscita quasi indenne dal periodo fascista, spiega Jean-Dominica Durand, professore di storia all’Università di Lione-III, che è stato appena nominato “consulente„ presso il Consiglio Pontificio della cultura. Il vescovo resta il difensore della città. Ha l'autorità e, secondo lui, il diritto di intervenire nel dibattito pubblico.„

Questo “diritto„ gli viene contestato dalla piccola Unione degli Atei ed Agnostici Razionalisti (UAAR). Come ogni anno, essa si prepara “a celebrare„ a suo modo l'anniversario dei Patti Lateranensi. Per il 2009, aveva previsto, così come a Londra ed a Barcellona, di fare circolare a Genova degli “autobus atei„. Agitazione da parte del Sindaco, agitazione da parte dei vescovi, agitazione da parte dei conducenti dei mezzi, che hanno avanzato il diritto di “obiezione alla guida„, e ritiro della campagna. Tuttavia, secondo Raffaele Carcano, uno dei dirigenti dell'associazione, “sempre più italiani ne hanno abbastanza dell’influenza del cattolicesimo, diventato una specie di religione civile„. La UAAR si prepara ad aprire una sede a Roma, nel cuore stesso del cattolicesimo. Ma il sindaco, che acconsente a provvedere ad una parte delle spese delle associazioni della città, non ha trovato 1 euro per venire in aiuto a questa associazione.

(traduzione di Cristina Cassinelli)

3 commenti:

Spettatore di provincia ha detto...

Raffaelle Cascano?
LOL.

Spettatore di provincia ha detto...

Specifico: mi riferivo al testo originale.
Comunque, ehm, si chiama Carcano :).

Daniele ha detto...

Grazie per la correzione! Era sbagliato anche nell'originale...avvisiamo le Monde? :)