martedì 16 giugno 2009

Un abbronzato Berlusconi verso gli USA








BBC, 15.06.09


[articolo originale di Stephen Mulvey qui]

La battuta del premier Silvio Berlusconi, che definì l'appena eletto Barack Obama "giovane, bello e abbronzato", pesa sulla sua prima visita a Washington dopo le elezioni.

La battuta venne ritenuta dai più offensiva. Centinaia di italiani scrissero al New York Times per scusarsi. Prima di salire in aereo, domenica, Berlusconi ha fatto un inopportuno riferimento allo scandalo, dicendo che lui stesso si stava recando a Washington "bello e abbronzato". La sua reazione all'ondata di critiche che accolsero il suo commento a novembre era stata l'incomprensione: "Come potete prendere negativamente un complimento così?" Quindi, c'è del disagio in Italia sul fatto che il premier possa offendere il suo anfitrione a Washington?

Società polarizzata

Alcuni italiani sono "estremamente preoccupati", dice James Walston, professore di relazioni internazionali all'Università Americana a Roma - ma un numero pressoché uguale di italiani è abbastanza rilassato per gli occasionali scivoloni sulla scorrettezza politica del primo ministro.

"Fa sempre qualunque cosa gli passi per la testa - non è possibile controllarlo quando comincia a improvvisare, cosa che ama". Ma molti dei suoi sostenitori ritengono che sia fantastico. Hanno ritenuto che il commento sull'abbronzatura fosse stato divertente o comunque appropriato. "Una settimana fa ha detto che Milano sembra 'una città africana' solo perché molti volti che si vedono non sono bianchi. I suoi sostenitori di Forza Italia hanno pensato che fosse divertente.

"Questo dimostra soltanto quanto la società italiana sia polarizzata." Beppe Severgnini, giornalista del Corrierre della Sera nonché autore de "La Bella Figura - Una Guida sul Campo della Mente Italiana", ritiene che il rischio di un incidente diplomatico a Washington sia basso.

"Non è razzista"

Severgnini fa notare che Berlusconi non parla inglese, Obama non parla italiano, e che si incontreranno solo per un'ora per discutere la preparazione del summit del G8, che l'Italia ospiterà il mese prossimo. Il premier italiano non è razzista, aggiunge."Il problema è che non pensa mai a quello che gli altri potrebbero pensare di ciò che dice, specialmente all'estero... Non ha la necessaria sensibilità e se ne infischia di quella degli altri, cosa che fa impazzire così tanta gente nel mondo".

Maria Sanminiatelli della Associated Press fa notare uno "stridente contrasto" tra il gaffeur Berlusconi ed un presidente degli Stati Uniti "con la reputazione di avere fenomenale self-control - da cui il suo soprannome, 'No Drama Obama'." Obama ha anche dimostrato di sapere tenere a bada il comportamento a volte imprevedibile di Berlusconi. Mentre la regina riprendeva il premier italiano al summit del G20 a Londra, per avere urlato per richiamare l'attenzione di Obama, le fotografie mostrano un Obama apparentemente rilassato con il braccio del premier sulla sua spalla, in posa per i fotografi. I media italiani hanno anche scritto che Obama e Berlusconi abbiano avuto una "lunga e cordiale" conversazione telefonica, ore dopo la gaffe dell'abbronzatura a novembre.

Le foto della villa

Il professor Walston dice che il meeting è importante per Berlusconi, il terzo leader dell'UE ricevuto da Obama alla Casa Bianca, dopo Gordon Brown e Brian Cowen.

Una performance da vero statista potrebbe aiutarlo a ripulire la sua immagine in patria, dopo una serie di nuove e sfavorevoli vicende:

  • Un'inchiesta su un possibile abuso del jet ufficiale del premier, usato per trasportare ospiti alla villa in Sardegna di Berlusconi
  • La pubblicazione di fotografie sui media europei, che mostrano uomini e donne aggirarsi seminudi per la villa
  • Le accuse di sua moglie, che ha iniziato le pratiche di divorzio, perché Berlusconi frequenta minorenni

Il fatto che il sistema politico italiano permetta a Berlusconi di accusare simili colpi senza dovere affrontare una minaccia alla sua leadership è, per lo scrittore italiano Enrico Palandri, più preoccupante di qualunque gaffe che potrebbe fare negli USA.

"Berlusconi va in giro a rappresentare l'Italia", dice Palandri, professore all'University College di Londra. "Anche se lo farà male non si troverà mai in imbarazzo - perché non potremmo trovarci in una situazione più imbarazzante di quella in cui siamo adesso".

lunedì 15 giugno 2009

Gheddafi in visita d'affari da Berlusconi










The New York Times, 10.06.09


[articolo originale di Rachel Donadio qui]


ROMA — Questo mercoledì l'Italia è venuta a patti col suo passato coloniale durante una conferenza stampa surreale con due dei più pittoreschi politici al mondo, il Primo Ministro Silvio Berlusconi e il leader libico, Col. Muammar el-Gheddafi.

Il colonnello Gheddafi è arrivato mercoledì per un viaggio di 4 giorni a Roma, una delle poche visite in Occidente da quando nel 2003 vennero revocate le sanzioni economiche, dopo che la Libia acconsentì di denunciare il terrorismo e pagò 1.5 miliardi di dollari in risarcimento ai parenti delle vittime del volo Pan Am 103.

La sua visita segue di pochi mesi la decisione dell'Italia di pagare alla Libia 5 miliardi di dollari, teoricamente come riparazione alle ferite che il colonialismo italiano ha inflitto, ma - di fatto - per aiutare gli affari e contenere l'immigrazione illegale.

Nelle sue osservazioni sconnesse, il Colonnello Gheddafi ha elogiato l'Italia come "l'unico stato coloniale" che ha "ripulito il suo passato dalle politiche espansioniste e colonialiste". Berlusconi, a sua volta impaziente ed esuberante, ha dichiarato "una nuova epoca di pace e amicizia e collaborazione" tra i due paesi.

Con una delle meno illustri storie coloniali europee, l'Italia ha governato sulla Libia dal 1911 al 1943.

In precedenza, Berlusconi aveva dato il benvenuto al Colonnello Gheddafi presso l'aeroporto di Roma Ciampino, dove il leader nordafricano era apparso affiancato dal suo caratteristico nucleo di guardie del corpo femminili, che i media italiani hanno soprannominato "Amazzoni".

Nelle scorse settimane, Berlusconi si è trovato nei guai a causa delle sue presunte frequentazioni femminili, in particolare per la natura del suo rapporto con una diciottenne. L'intensa attenzione sul caso gli è costata diversi punti percentuali nelle elezioni per il Parlamento Europeo dello scorso weekend, che comunque ha vinto.

Mercoledì è tornato agli affari.

Il Colonnello Gheddafi è arrivato con una provocazione appuntata al bavero della sua larga uniforme militare: una foto in bianco e nero del leader della resistenza libica, Omar al-Mukhtar, impiccato dagli italiani nel 1931.

"Questa impiccagione è come la crocifissione di Cristo per i Cristiani", ha detto il Colonnello Gheddafi durante la conferenza stampa. "Per noi, questa immagine è un po' come la croce che alcuni di voi portano".

L'Italia ha degli obiettivi pratici in mente, tuttavia. La crisi finanziaria ha spinto compagnie di alto valore, come la banca Unicredit e l'azienda pubblica dell'energia ENI, a fare maggior affidamento sugli investimenti libici.

Perciò, a fronte dei 5 miliardi di dollari di risarcimento che riceverà in 20 anni, la Libia fornirà all'Italia più petrolio, agevolerà gli affari delle imprese italiane sul suolo libico e posizionerà le compagnie italiane "al primo posto" nella spartizione dei contratti d'appalto, ha detto Berlusconi.

Berlusconi ha inoltre elogiato la Libia per essere stata più severa verso l'immigrazione clandestina in partenza dalle sue coste.

Il Colonnello Gheddafi, nel frattempo, regalava profonde osservazioni sul colonialismo e l'emigrazione. Ha detto che l'Italia deve capire "l'attrattiva che l'Europa rappresenta" per molti africani. "Non hanno alcuna identità," ha detto. "Vengono fuori dalle foreste, dicono: 'Nel nord hanno i soldi, andrò in Libia e poi in Europa.'"

Attuale presidente dell'Unione Africana, il Colonnello Gheddafi governa la Libia dal 1969. Le credenziali distribuite alla conferenza stampa di mercoledì parlano di lui come "il leader della rivoluzione".

Però, non ha ricevuto esattamente un benvenuto da eroe. A fronte delle proteste dei politici di sinistra verso le violazioni dei diritti umani commesse dalla Libia, il discorso del Colonnello Gheddafi ai senatori è stato trasferito dall'aula del Senato a un edificio vicino.

Gli studenti hanno protestato contro il suo discorso programmato all'Università La Sapienza, e la comunità ebraica si è lamentata per la visita del colonnello. Molti ebrei si trasferirono in Italia dopo essere stati espulsi dalla Libia nel 1967, e molti di loro chiedono la restituzione delle loro proprietà confiscate.

A Roma, il Colonnello Gheddafi ha piantato la sua tenda beduina in un parco pubblico, Villa Doria Pamphili.

Come da lui richiesto, venerdì incontrerà 700 donne italiane provenienti dal settore degli affari e della cultura, un incontro organizzato dal Ministero delle Pari Opportunità.


(a cura di Giovanni Sansavini)

martedì 9 giugno 2009

Berlusconi e la ragazza: niente di piccante, grazie









Time, 29.05.09


[articolo originale di Jeff Israely qui]

“Nessuno ha domande sulle minorenni?” Non è il tipico modo in cui il rappresentante di una nazione del G8 inizia una conferenza stampa ufficiale. Ma questa è l’Italia nell’era di Silvio Berlusconi, la nazione di un Primo Ministro miliardario esuberante la cui ambigua relazione con una 18enne aspirante showgirl ha dominato il dibattito pubblico per quasi tutto il mese di maggio. Benvenuti nella primavera di Berlusconistan.

Il Primo Ministro governa questa repubblica del reality-show in virtù della sua persistenza politica e della sua sorprendente popolarità (questo è il suo terzo mandato); con il suo controllo delle antenne televisive (possiede i tre principali canali privati); e forse in modo ancora più intrigante, con l'abilità di trasformare i suoi capricci personali nell’inquietante intrattenimento pubblico di una democrazia di 58 milioni di persone. I suoi oppositori, che riescono ad apparire sui canali di Berlusconistan, credono che il 72enne maestro della manipolazione abbia innescato un nuovo ciclo di notizie che potrebbe portarlo al crollo politico.

Per iniziare, la moglie furiosa, Veronica Lario, lo ha accusato di frequentare le “minorenni”, nello specifico una bionda dalle gambe lunghe di Napoli che si chiama Noemi Letizia, dopo che un giornale locale ha rivelato che Berlusconi è intervenuto alla festa per il diciottesimo compleanno della ragazza e che l’ha inondata di regali costosi. Due giorni dopo la moglie risentita ha lanciato l’accusa e ha chiesto il divorzio. Il Primo Ministro ha dichiarato pubblicamente di avere conosciuto Letizia attraverso i suoi genitori, il padre ha detto che sua figlia è “casta”, dichiarando di avere conosciuto Berlusconi attraverso i politici locali. Il giornale di centro sinistra La Repubblica e il capo dell’opposizione, Dario Franceschini, hanno spazzato via le incongruenze del racconto di Berlusconi sulla sua relazione con la famiglia. Poi giovedì scorso Berlusconi ha rotto il suo lungo silenzio sul rapporto con la ragazza.

Tra le risate nervose dei suoi assistenti e dei giornalisti, Berlusconi, con un sorriso felino che gli attraversava la faccia, ha fatto lui stesso la domanda sulle minorenni, in seguito all’incontro settimanale del Consiglio dei Ministri a Roma. No, ha affermato, non c’è stato niente di piccante o di “più che piccante” durante i suoi incontri con minorenni, e l’ha giurato sulla testa dei figli. Berlusconi ha insistito che si sarebbe “dimesso immediatamente” se fosse stato colpevole di alcuna delle sopraccitate piccanterie con una minorenne. E questo, ha concluso, è tutto quello che ha da dire sulla faccenda. Il che ha solamente sollevato ancora più controversia.

Alcuni giornalisti sostengono che questa conclusione sia l’equivalente berlusconiano di quando Bill Clinton disse: “Non ho avuto nessuna relazione sessuale con quella donna”. Un incitamento alla ricerca dei fatti per gli investigatori di Berlusconistan e uno stimolo per un dibattito e delle supposizioni ancora più cruente sulla vita privata del Primo Ministro. Allo stesso tempo, lo scandalo potenziale potrebbe aiutare Berlusconi a mantenere alta la sua popolarità dandogli una posizione centrale in una arena pubblica che somiglia sempre di più al Jerry Springer Show (o ad un film di Fellini).

“Berlusconismo” è il termine usato da chi cerca di capire il fenomeno di come un uomo dotato di istinti e appetiti da imperatore possa anche essere il leader più longevo di una democrazia del mondo occidentale. Usa la diplomazia internazionale per far pratica con le sue migliori o peggiori battute dozzinali; ostenta la sua ricchezza e insulta i tanti magistrati che indagano con persistenza sui suoi affari; esalta il suo fascino da Casanova svenendo pubblicamente su una ex showgirl entrata in politica, Mara Carfagna, che ha nominato Ministro delle pari opportunità l’anno scorso. (Il suo fedele alleato, Umberto Bossi, questa settimana ha fatto riferimento al presunto uso del viagra da parte di Berlusconi).

Ogniqualvolta Berlusconi raggiunge un nuovo massimo, o un nuovo minimo, mi piace sentire l’editorialista di Repubblica, Filippo Ceccarelli. “Anche se pensi che sia un mascalzone”, dice Ceccarelli, “un mascalzone crea attrazione e popolarità. C’è una ragione per cui la gente va a vedere i film sui tipi come lui. Fino a quando l’elettorato si riduce a essere solo una platea, lui continuerà a essere il numero uno”.

(a cura di Luciannetti)

domenica 7 giugno 2009

Anatomia di Berluscolandia











El País, 7.06.09


[articolo originale di Miguel Mora (in italiano) qui]

Decine di voli di stato e privati portano ogni fine settimana in Sardegna un esercito di bellezze che intrattengono il capo del governo italiano ed i suoi amici. Dopo le accuse della first lady e del "Noemigate", l'Italia rivela al mondo il suo clima di basso impero. Costerà caro a Berlusconi?

Giardini infiniti, laghi artificiali, organi sessuali all'aria, giochi lesbici, effetti speciali, pizza e gelato gratis... Una residenza geriatrica ricolma di corpi stupendi. Le fotografie censurate in Italia per iniziativa di Silvio Berlusconi mostrano la routine disinibita della villa sarda del capo del governo, sulla Costa Smeralda della Sardegna.

Lunedí 1, giardini del palazzo presidenziale del Quirinale, festa della Repubblica: centinaia di personalità del regime salgono a salutare il premier, braccato dalle reazioni suscitate dalle notizie sulla sua amicizia con Noemi Letizia, una giovane di 18 anni. Un 70% di queste personalità si dirige a salutare Berlusconi con la figlia a braccetto, invece della moglie. Benvenuti in Berluscolandia, il paese in cui tutte le ragazzine vogliono diventare veline.

Visitiamo adesso Villa Certosa, la misteriosa residenza sarda del magnate milanese, che è anche premier e attuale presidente di turno del G-8, e leader eletto per alzata di mano del partito del Popolo per la Libertà. Da quando si è saputo che Noemi Letizia, la ragazza che chiama Berlusconi Papi, ha trascorso lo scorso capodanno nella villa con altre 30 veline, tutti gli italiani fantasticano su questo nome: Villa Certosa.

La tenuta è il sogno di ogni camorrista, specialmente se si trova in prigione: ulivi e palme, piscine ovunque, gelati e pizza gratis, laghi artificiali, un anfiteatro in cui suona e canta le sue canzoni napoletane l'indimenticabile Mariano Apicella, che ha pubblicato due cd con parole di Berlusconi.

Il mare turchino, la grande casa principale, le stanze segrete, il canale sotterraneo che fa comunicare direttamente la villa con il mare - ispirato a un film di James Bond ?-, il parco di sessanta ettari, i bungalow che il padrone di casa mette a disposizione delle sue ospiti (sempre più numerose le ragazze che gli uomini, in un rapporto di 4 a 1), tutto ciò riformato e rinnovato nel 2006 al modico prezzo di 12 milioni di euro.

Una fonte di piena affidabilità, inoltre, assicura che la villa nasconda un rifugio atomico nel sottosuolo e che le provviste vengano rinnovate spesso. E poi ci sono le veline, quelle bellezze che, può darsi, riusciranno forse a far conoscere questo strano periodo della storia con il nome di berlusconismo-velinismo.

La bellezza della parola velina è tanto suggestiva quanto la sua origine: la velina era la nota che veniva inviata ai giornali dall'ufficio censura del fascismo, e nella quale si indicava cosa si potesse scrivere e cosa no. Questo carattere di cosa fuori contesto è stato applicato, con il passare del tempo, alle assistenti della televisione che comparivano in zone estranee al loro compito di elemento decorativo, ad esempio vicino al tavolo in cui il giornalista legge le notizie. "Arriva la velina ". Fino ad oggi.

Anche se è sempre stato il segreto di Pulcinella, l'Italia ha convissuto senza alcun ritegno morale con il fatto che Silvio Berlusconi abbia conosciuto, corteggiato, invitato, raccomandato, assunto, aiutato e promosso centinaia di veline lungo la sua carriera politica. L'elenco è troppo lungo ed anonimo per poter riprodurlo qui.

Durante dieci anni di visite, feste e gite, quasi tutte, e molte altre, saranno logicamente passate da Villa Certosa. I migliori corpi dell'Italia. I visi più innocenti e più belli. Aspiranti modelle, attrici, vedettes, majorettes, presentatrici. Ragazze giovanissime, dai 17 e 18 anni fino ai 28 o 29, non oltre: farfalle appena uscite dalla crisalide familiare che sono entrate a far parte dell'harem dello sceicco. "Quando le accoglie al suo seno", rivela Concita de Gregorio, direttrice de L'Unità, "offre loro un gioiello a forma di farfalla, a modo di contratto o sigillo. È il segno del sultano"

La politica-spettacolo di Berlusconi, il suo atteggiamento personalista e plebiscitario, il fascino del magnate generoso e donnaiolo, hanno sedotto durante quindici anni le masse di telespettatori e votanti italiani con le sue battute, il suo stile maschilista, le sue gaffe, la sua ascesa sociale, i suoi trionfi elettorali, persino le vittorie e gli ingaggi delle sue squadre di calcio (questa settimana ha paralizzato fino a lunedí la comunicazione della vendita di Kakà per non farsi scappare un solo voto).

Tutto ciò forma parte naturale del suo bagaglio a-politico ed a-culturale, del suo populismo aperto e mondano che, paradossalmente, si appoggia a sua volta a un non-programma non-politico, tradizionalista e cattolico, lontanamente ispirato alla trinità "Dio, patria e famiglia". Ci sarebbe da aggiungere: "e veline".

Villa Certosa è il simbolo dello status del Cavaliere più discreto, il suo rifugio non solo nucleare. È il suo tesoro, il suo segreto meglio mantenuto, il luogo in cui quest'uomo di quasi 73 anni, multimiliardario e prepotente, simpatico e mediatico, riceve le sue amiche e i suoi amici, svolge consigli di ministri informali, chiude o prepara affari o imprese politiche, riceve i leader della destra mondiale, cura le sue crisalidi, fa sedere le sue veline sulle ginocchia mentre la mano indaga sotto la maglietta e le scorrazza nel carrello da golf lungo il parco, zona militarizzata e segreto di Stato (ma non troppo) dal 2006.

A giudicare dalle foto di Antonello Zappadu, Villa Certosa è anche il luogo in cui il magnate megalomane, il personaggio eccessivo, comico e mitomane, dimentica di essere un vecchio (e che dieci anni fa ha abbandonato la camera matrimoniale) e diventa di nuovo il macho, lo sceicco dell'harem, il Super-Silvio sempre abbronzato ed operato (anche alla prostata), mentre l'Italia sussurra preoccupata che prende troppo viagra e che i dottori temono per il suo cuore.

Villa Certosa è anche il posto in cui la sua amica Noemi Letizia, 18 anni appena compiuti, è stata invitata a trascorrere le vacanze di Capodanno con altre trenta colleghe e una decina dei grandi uomini del berlusconismo, quasi tutti settantenni come lui: gerontocrazia e ragazze stupende.

Come afferma il filosofo Paolo Flores d'Arcais, "bisogna chiedersi non che cosa succede o sia successo a Villa Certosa, ma che cosa sarebbe successo negli Stati Uniti se venisse a sapersi che Obama ha trascorso le vacanze natalizie con 30 vedettes di 18 anni e senza sua moglie; o in Germania se venisse scoperto che Angela Merkel trascorre le vacanze con 30 gigoló ben piantati".

Nel caso di queste giovani donne italiane si tratta di realizzare un sogno, di raggiungere la meta: conoscere Silvio e i suoi poderosi amici, lavorare alla televisione e forse arrivare anche in politica, il che nel paese della RAI e di Mediaset controllate dallo stesso uomo sono una sola cosa.

Molte di queste ragazze si sono limitate, tragicamente, a impersonare il modello dei loro genitori, il conformismo di questa disillusa generazione post-68 che è rimasta rimbambita davanti alla televisione negli anni ottanta e novanta, guardando come si dissolveva la Democrazia Cristiana, come si esiliava Bettino Craxi, come la, in altro tempo brillante sinistra italiana diventava, dopo la caduta del Muro di Berlino, una casta oligarchica, noiosa e lontana dai bisogni della gente.

Ad alcuni sembrerà ripugnante, ad altri pragmatica ed umana, questa idea del mondo e dell'ascesa sociale. Ma, esiste un modo migliore per trionfare nell'Italia della televisione che l'essere vicino, molto vicino, al grande padrone della televisione europea, forse mondiale?

Berlusconi, lo ha scritto Eugenio Scalfari, è il Re Sole. Come dice un politico sardo, "se ti avvicini al sole, il sole ti illumina e ti riscalda". E secondo quanto sostiene un altro maestro di giornalisti, perseguitato dalla destra, Giancarlo Santalmassi, "mezza Italia lavora per Berlusconi, l'altra metà lo desidera"

Visitare Villa Certosa assicura alle ragazze un posto vicino al sole, un telefono al quale chiamare, forse una raccomandazione dell'imperatore, un pollice in su, un casting al quale presentarsi di ritorno da Roma o da Milano, domenica notte o lunedì mattina, dopo le lunghe e divertenti notti, le chiacchiere politiche di Silvio, le passeggiate per fare acquisti al centro commerciale di Porto Rotondo (paga Papi, fino a 1.500 euro per ragazza), i balli sfrenati, qualche striptease più alcolico che pagato, il maschilismo nel suo aspetto peggiore.

Non è facile trovarsi fra le elette, arrivare alla categoria di vestale di Villa Certosa, insiste il politico sardo, che preferisce non identificarsi per motivi di sicurezza: "Chi va nella villa conta; chi dorme lì, conta molto, e chi ci passa le vacanze, è nel cuore del Cesare".

Il Cesare, che ha iniziato la sua carriera nell'edilizia, ha altre sette ville in Sardegna, un'altra ad Antigua, innumerevoli ville a Roma e a Milano; ma Villa Certosa è la misura di tutte le cose. Anche i ministri e le ministre del Gabinetto si dividono fra i molto assidui (come il silenzioso Gianni Letta) e gli occasionali, che sono andati solamente una volta o lo hanno fatto per partecipare a qualche consiglio di ministri (o di amministrazione) fuori stagione.

Fra le ministre, quella che ci è stata più volte è Mara Carfagna, ministro delle Pari Opportunità, cui certamente fa onore la fedeltà, poiché è stata l'unica ad osare difendere i suoi atti riguardo all'assurdità del Noemigate. Secondo lei, coloro che combattono e criticano Berlusconi lo fanno per invidia e senza ragione, dato che è una persona "buona".

Per le ragazze, la miglior forma di entrarci è captare l'occhio esperto del vecchio scapestrato. Come è accaduto a Noemi o alla stessa Carfagna e a decine di ragazze. Noemi, una dolce giovinetta cresciuta in ambienti prossimi alla Camorra napoletana, voleva diventare artista. E così dunque, si è fatta fare un libro di fotografie e lo ha inviato ad un'agenzia di Roma. Il giornalista di Canale 4 Emilio Fede, amico intimo di Berlusconi, lo ha preso, lo ha portato via con sé, e se lo è scordato, guarda caso, sul tavolo; il suo capo ha preso il telefono ed ha fatto il numero del cellulare della giovane. Le ha detto che aveva uno sguardo angelico e che doveva mantenersi così, pura.

Questo è successo a ottobre, ha rivelato Gino, l'operaio fidanzato a Noemi fino a quando è arrivato Papi, in una intervista concessa a La Repubblica. Poco dopo Noemi è stata vista a una festa della moda a Villa Madama, a un'altra del Milan. In entrambe le occasioni è stata fatta sedere al tavolo presidenziale. Secondo quanto raccontato sia da Berlusconi che dai suoi genitori, l'amicizia era di vecchia data; Gino ed una zia di Noemi lo hanno smentito.

Fatto sta che, a dicembre, Noemi si trovava già a Villa Certosa con la sua amica Roberta, una delle tre amiche insieme alle quali ha girato un video domestico, disponibile ormai su Youtube, nel quale si dichiarano fantastiche e irraggiungibili. Anche se, a pensarci bene, forse era prima, perchè la stessa Noemi ha dichiarato, quando ha iniziato ad essere famosa, che aveva visto spesso Papi, che lui non sempre poteva andare a Napoli, occupato com'era, e che i due cantavano assieme le canzoni di Apicella. Adesso la ragazza, in un ulteriore disperato tentativo di mettersi al riparo, ha dichiarato in un'intervista per la rivista Chi, proprietà di Berlusconi naturalmente, che è ancora vergine.

Un'altra forma di arrivare a Villa Certosa, di raggiungere il rango di farfalla e passare a far parte della collezione del grande entomologo, è conoscere gli amici del Sultano. Meglio ancora se sono imprenditori VIP della cerchia strettamente giudiziaria (il giudiziario unisce molto), Marcello dell'Utri, condannato a 9 anni in primo grado per complicitá con la mafia; il padrone della scuderia Renault e compagno di fatiche off shore Flavio Briatore (che ha raccomandato a Berlusconi l'avvocato britannico David Mills, creatore corrotto dell'impero Fininvest B), o il compiacente Fedele Confalonieri, presidente di Mediaset.

È anche utile conoscere quei brillanti giornalisti della terza età, stelle fulgenti del firmamento televisivo filogovernativo, persone come Fede (autore del telegiornale più surrealista del continente), o come il sempre genuflesso Bruno Vespa, capace di intervistare il padrone dodici volte all'anno ed eludere sempre la domanda scomoda.

Tutti costoro formano l'essenza del berlusconismo-velinismo, e in quanto tali frequentano da anni il padrone. Cercano sicurezza, amiconi, calma, relax e bei corpi per mitigare lo stress e l'estenuante esercizio della politica, la corruzione o il sempre faticoso (per le vertebre) giornalismo da camera.

Ci sono, è chiaro, vie intermedie, fornitori diversi, amanti dello sport del gineceo, mamme mezzane pronte a rinnovare gratis il corpo di magia del prestigiatore, ministri, viceministri e segretari di Stato pronti ad aggiungere novità alle serate, l'enorme cerchia fatta di figlie di amici, conoscenti, vassalli, impiegati, quella mancia di curve promettenti data al portinaio, la guardia del corpo, la cuoca, la cugina del carabiniere, l'aspirante modella che invia le sue fotografie via e-mail a Palazzo Chigi, insieme al numero del suo cellulare scritto con una grafia che imita il rossetto.

Tutta l'Italia sta al gioco, tutto il paese lo sa; il problema è che tutti lo raccontano, ma nessuno lo dice con il suo nome. Satrapi, imperatori, monarchi e commendatori hanno storicamente riempito di ragazzine i suoi salotti, ma adesso la gente ha paura, l'omertà è condizione indispensabile perché l'ipocrisia non finisca, perché l'informazione sia tenuta sotto il controllo diretto o indiretto dell'imperatore (pubblicità istituzionale, sovvenzioni pubbliche, promesse, crediti...), se qualcuno cerca di uscirne può rimetterci l'impiego, la Chiesa di Roma non deve saperlo (e per questo si accontenta solo di reclamare sobrietà), e inoltre c'è la crisi e viviamo in un paese sotterraneo per definizione, questo meraviglioso belpaese che si è sempre dichiarato fiero della sua arte domestica di arrangiarsi improvvisando, "O Francia, o Spagna basta ch'as magna".

L'entrata delle veline televisive in politica, che si trova all'origine di questa crisi morale, era la conseguenza inevitabile della storia, del sistema. Forza Italia non è mai stato un partito, ma un gruppo di tifosi, di impiegati comandati da Dell'Utri che nel 1994 ha reclutato in fretta e furia tutte le segretarie di Publitalia per compilare in tempo le liste. Nemmeno il suo successore, il Popolo della Libertà, è un partito, ma un'alluvione di consiglieri mediocri, gestori sommessi e bei visi senza tradizione, ideologia, basi. La televisione e la pubblicità come unica politica; e la politica si fa in televisione. L'Italia continua ad essere il paradiso della raccomandazione, chi non ha un amico è orfano, e il grande capo si chiama Silvio. Silvio aggiustatutto.

Ascoltate l'ex professoressa di Noemi Letizia: "È molto logico, lui la aiuterà, a tutti conviene avere amici, un medico che ti scrive le ricette".

Il benefattore è Berlusconi; le scuole e le case sono pieni zeppi di belle Uranite, e il luogo in cui si mettono sotto tiro è Villa Certosa.

Elisa Alloro, una delle veline che sono state nella casa madre, ha pubblicato questa settimana un interessante libro intitolato Noi, le ragazze di Silvio. In esso rivela che anche lei e non solo lei, chiama Berlusconi Papi da molto prima che facesse la sua apparizione nella vita del Cavaliere la cenerentola Noemi.

"È una miniera di saggezza" scrive sul leader massimo la velina giornalista, 32 anni. Nata a Reggio Calabria, Alloro ha partecipato al corso di formazione politica di 25 giovani veline organizzato in vista delle elezioni europee dal PDL, con professori illustri, fra gli altri il ministro degli Esteri, Franco Frattini, e il vicepresidente dell'Europarlamento, Mario Mauro, a richiesta del primo ministro.

Presentatrice, Alloro è stata prescelta dal Cavaliere insieme a, fra le altre, Eleonora Gaggioli, aspirante attrice; Camilla Ferranti, aspirante presentatrice, Angela Sozio, rossa di Grande Fratello fotografata da Zappadu nel 2007 sulle ginocchia del premier (insieme ad altre quattro), e Barbara Matera, partecipante del concorso Miss Italia della Puglia, amica del dottor Letta e finalmente (dopo il "j'accuse" di Veronica Lario) l'unica candidata velina fra le 25 precandidate.

La prima a chiamare Berlusconi Papi, rivela Alloro, è stata Renata, una velina brasiliana e milanista. Il soprannome si è diffuso come un virus. "E adesso, molte ragazze si rivolgono a lui con questo nome; "è un'abitudine, forse il frutto di un accordo tacito, una specie di nome in codice nato, forse, dall'atavico timore ad essere intercettati (dagli ascolti telefonici)", dice a Il Corriere della Sera.

Il libro, di 100 pagine, è scritto sotto forma di lettera a Veronica Lario, rifiuta le accuse di "ciarpame" e difende il capo: "Ogni minuto passato con lui è come un dono divino". Il suo racconto narra che ha conosciuto Berlusconi nel 2004, mentre lavorava a Mediaset. Doveva intervistarlo sul ponte dello Stretto di Messina, ma in un batter d'occhio si è vista catapultata in Sardegna, "ad un pranzo di lavoro con professionisti dello staff presidenziale, io l'unica donna", scrive Il Corriere.

Sono partiti insieme dall'aeroporto romano di Ciampino, sede dei voli di Stato, a bordo dell'aereo presidenziale; durante il viaggio ha scoperto che Berlusconi sapeva tutto su di lei ("mi ha fatto vedere un voluminoso dossier"), e le ha fatto un'offerta di lavoro che lei ha rifiutato. "Mi ha spiegato che stava organizzando una task force di 50 giovani giornaliste per stabilire un ufficio stampa ponte tra Roma e Bruxelles. Al tuo curriculum converrebbe enormemente, mi disse..."

Finito il pranzo, di nuovo in volo sull'aereo di stato verso San Siro, dove giocava il Milan. Scorta di auto ufficiali, sirene spiegate e poi di nuovo in viaggio aereo verso Ciampino. Dopo aver lasciato Mediaset, Elisa ha continuato a vedere Berlusconi: "Alcune volte mi ha invitato ad andare a Villa Certosa, assistere a cene con decine di invitati". Di Noemi ha un vago ricordo: "Ci hanno presentato fugacemente nel trascorso di una festa", racconta.

Ma impossibile dimenticare, scrive, le due gemelline montenegrine che hanno inscenato "un ballo pazzo e assurdo davanti agli occhi di un costernato primo ministro". E le altre apparizioni non annunciate, femminili e no, alla porta della sue stanze".

Questa è l'Italia, lo ha già detto la first lady Veronica Lario, molto meno indispettita che stanca, Lisistrata, patriota e rivoluzionaria, nel condannare il marciume del berlusconismo-velinismo: "Genitori pronti a offrire al Drago le loro vestali", "ciarpame politico e maschilista senza pudore", un marito e premier che "frequenta minorenni e non sta bene". Impossibile dire di più con meno parole.

Lo staff del Cavaliere è attento alle sue necessità. I giornalisti che seguono le mosse del premier raccontano che c'è una bella ragazza nella sua squadra stampa che viaggia con lui ovunque, anche se non sa fare un bel niente. La sua consulente d'immagine copre le debolezze alla meglio e cerca di fare in modo che il Cesare sembri onesto.

C'è un altro personaggio misterioso, una donna quarentenne, bruna, bella, vestita sempre con tailleur, che Zappadu ha fotografato molto spesso nell'aeroporto di Olbia. Si tratta di Sabina Began (SB), la preferita: i pettegoli romani la chiamano l'ape regina.

Il giorno della Liberazione d'Italia, il 25 aprile 2008, durante i festeggiamenti per la vittoria elettorale di Berlusconi, il presidente del Senato, Renato Schifani, Apicella ed altri gerarchi erano circondati da un gruppetto di ragazze sinuose: Don Silvio non aveva occhi che per SB, che si è fatta tatuare su una gamba "SB, l'incontro che mi ha cambiato la vita". Mentre la teneva sulle ginocchia e le canticchiava Malafemmena, Berlusconi ha detto: "Se ci fosse qui un fotografo questa foto varrebbe 100.000 euro".

Come affermato dalla Lario, la storia politica in gioco va molto più in là del caso Noemi; la povera Noemi è solo l'ultima vittima di questo Grande Fratello. Sarà la casa, Villa Certosa, come nelle Mille e una notti, un bunker di lusso un po'volgare con giochi erotici o è Berluscolandia qualcosa di peggio e di più lussurioso?

Probabilmente, nessuna e le tre cose insieme, rispondono diverse fonti sarde e le fotografie di Zappadu, che ci introducono in questo sottomondo. Berluscolandia è bella, non si può non ammetterlo, anche se la natura sarda è molto piú agreste e meno fittizia che nelle cartoline dall'erba ben tagliata, quell'orto di erbe medicinali rotondo, quelle torri di imitazione. La prima cosa che sorprende è la smisuratezza.

Sessanta ettari di terreno sono molti. Soprattutto sulla costa Smeralda. Ci sono due spiagge private, tre laghi artificiali, mezza dozzina di piscine, l'anfiteatro in cui si rappresentano gli spettacoli di Apicella (il cantautore che scrive per Berlusconi), delle ballerine, e delle bailaoras (il pubblico del flamenco si chiede ancora chi sia e cosa faceva lì quell'intrusa).

Da una parte della tenuta c'è il Country, uno dei posti prediletti del premier, una discoteca con candele, tappeti orientali ed un privé chiamato, ironia della questione, Harem. Non soffrano le anime candide. Nessuno delle migliaia di visitatori di Villa Certosa ha mai parlato di sesso. Lì non c'è sesso. Al massimo, gelato.

Beppe Severgnini, cronista de Il Corriere, lo ha spiegato in questo modo: "Villa Certosa sta adottando, nelle fantasie nazionali, una grandezza leggendaria. Gli amici del protagonista, cercando di minimizzare, contribuiscono ad arricchire la messinscena. Marcello Dell'Utri: "C'è una gelateria. Ti servono tutto il gelato che vuoi. Gratis. Se ci si pensa, è una trovata molto divertente". Flavio Briatore: "C'è il gioco del vulcano. Si parla del più e del meno e quando il gruppo si avvicina al lago, Berlusconi fa finta di preoccuparsi, dice che la Sardegna si trova in una zona vulcanica. E in quel momento si sente un'esplosione incredibile, ci sono effetti speciali tipo fiamme...". Sandro Bondi, ministro della Cultura, cercando di spiegare la nudità di Topolanek, l'ex premier ceco: "Bah... D'altronde, pensate che la villa si trova a pochi metri dal mare. Un mare, come lei sicuramente sa, di una bellezza assoluta".

Dell'Utri non ha potuto negare che oltre a gelato e pizza, nella villa ci sono sempre tante giovinette bellissime che passeggiano, fanno il bagno, la doccia, si esibiscono. Il più difficile per Berlusconi non sarà giustificare queste fotografie, che ha già definito "inutili". Il vero problema sarebbe l'esistenza di altre più compromettenti. "Berlusconi sa che c'è una talpa a Villa Certosa. Qualcuno ha tradito dall'interno, ma non sa chi è", spiega Marco Mostallino, un giornalista locale. "Berlusconi crede che si trovi probabilmente tra le guardie di sicurezza. Non a caso ha accusato sua moglie dal giornale di suo fratello di farsela con una sua guardia del corpo".

Villa Certosa è vigilata 24 ore su 24 da militari e carabinieri, come fosse una fortezza. Inoltre, ci sono guardie private ed altre che arrivano da tutte le parti. La storia della sicurezza sulla Costa Smeralda è collegata al Aga Khan, il primo promotore turistico della Sardegna, ed è iniziata con i vigilantes. "l'Aga Khan ha assunto tutti gli uomini disponibili, e molti di loro avevano precedenti criminali", assicura Mostallino.

Alcuni anni dopo, Berlusconi è arrivato sull'isola. "È arrivato con suo fratello Paolo intorno al 1981 o 1982", ricorda il politico sardo. "La sua idea era di costruire due millioni di metri cubi sul mare, in un terreno di 200 ettari a sud di Olbia, tra Le Saline e Capo Cerasso. Per fare impressione, arrivava con due libri enormi che diceva contenevano la valutazione dell'impatto economico. Viaggiava con un seguito di architetti, ingegneri, consulenti fiscali, economisti. Fino all'approvazione del progetto sono passati dieci anni, ed è stato concesso solo un quarto dell'estensione originale, e questo in montagna, lontano dal mare. Ma quando è stato approvato non aveva soldi. Era il 1993 e subito dopo è entrato in politica".

Silvio e Paolo hanno costruito la villa nei primi anni novanta. Con il tempo l'hanno trasformata pian piano in una casa degna di un film di James Bond. L'ironico Severgnini ha scritto sul Corriere della Sera che un giorno qualcuno scriverà la storia di Villa Certosa: "La cinica flessibilità italiana permetterebbe di raccontare molto, se non tutto. L'ultimo scoglio è la coerenza ufficiale. I politici, anche quelli che hanno meno pregiudizi, non sono ancora pronti ad ammettere quello che fanno, perché hanno paura che qualcuno lo metta a confronto con ciò che dicono".


(grazie a Eleonora per le correzioni)

sabato 6 giugno 2009

Berlusconi allo scoperto










Editoriale da El País, 5.06.09


[articolo originale qui]

Non si sbagli Berlusconi: è la stampa democratica a rispettare la sua intimità e lui chi non cessa di metterla in dubbio. Perchè la pubblicazione delle fotografie delle sue feste private non è dovuta al desiderio di giudicare la sua morale in quanto cittadino, ma al proposito di dimostrare che lui, come primo ministro, sta cercando di trasformare lo spazio della politica democratica in un prolungamento dei suoi rapporti di amicizia e dei suoi svaghi.

Questo è esattamente ciò che, secondo le sue dichirazioni, ha fatto quando ha elaborato le liste elettorali del suo partito e, anche, al momento di assegnare le responsabilità di governo. Ed altrettanto si può dire dell'uso dei mezzi che lo Stato mette a disposizione del premier per assolvere le sue responsabilità istituzionali. Trasportare invitati a feste private non è compito dei voli di stato, siano essi ballerine o presentatrici tv. E il fatto che il primo ministro abbia fatto approvare nel 2008 una legge che ampliava i voli di stato a qualsiasi accompagnatore non gli offre copertura giuridica ma, al contrario, dimostra un flagrante abuso di potere.

La stampa italiana ha denunciato lo scandalo e la risposta del Premier è consistita unicamente nel negare o trivializzare i fatti, presentadosi come un paternale prottettore di ragazze nelle quali afferma di scorgere speciali doti artistiche o politiche. Facendo ricorso alla confusione tra gli interessi pubblici e privati, Berlusconi ha cercato, inoltre, di screditare cittadini che, come sua moglie, erano in grado di confermare le denunce. Questo genere di pressioni dimostrano che con Berlusconi la libertà di espressione è in pericolo. D'altronde, la procura italiana ha sequestrato l'intero archivio del fotografo che ha scattato le immagini.

Con questo scandalo Berlusconi si mette allo scoperto, non come cittadino, ma come politico. Se fino adesso le sue gaffe erano state prese per scherzo, oggi esistono nuove e poderose ragioni per avvertire che ciò che il premier ha messo in gioco è il futuro dell'Italia come Stato di diritto. Ed una Italia che slitti verso il pendio in cui la trascina Berlusconi è motivo di preoccupazione non solo per gli itailiani, ma per tutti gli europei.


venerdì 5 giugno 2009

Le foto proibite da Berlusconi











El País, 5.06.09


El País pubblica in esclusiva la sequenza di foto censurata in Italia dopo una denuncia del premier


[articolo originale qui] [sequenza di foto disponibile qui]

Veronica Lario, first lady italiana, ha affermato un mese fa che sotto l'influsso di suo marito, Silvio Berlusconi, la politica italiana é diventata una "spazzatura senza pudore", dove solo contano il fisico e la televisione, e nella quale "molti padri sono disposti a chiudere gli occhi per offrire le loro vergini al drago".

Le sue parole hanno scatenato un terremoto politico che non ha cessato di crescere. In questo contesto, il fotografo sardo Antonello Zappadu, 51 anni, che tra il 2007 e il gennaio 2009 ha fotografato Villa Certosa, la splendida mansione sarda di Berlusconi, é diventato il principale testimone dell'accusa.

Zappadu non é un paparazzo, é un reporter e come tale ha scelto di proteggere l'identitá delle persone che appaiono nelle immagini. Per questo, tutti i volti che si vedono in queste pagine sono irriconoscibili dopo essere stati pixelati da lui. Tutti, tranne quello dello stesso Berlusconi. Il suo reportage riflette quale sia l'ambiente di Villa Certosa, con chi ha a che fare e come vive i suoi momenti di relax il primo ministro italiano. La mansione occupa un'estensione di 60 ettari e si trova vicino Porto Rotondo, la zona piú turistica della Costa Smeralda.

La settimana scorsa Zappadu ha provato a vendere il suo reportage grafico a Panorama, una delle riviste vincolate all'impero mediatico di Berlusconi, per 1,5 milioni di euro. La rivista rifiutó di pagare questa cifra per le foto e Berlusconi e i suoi avvocati denunciarono Zappadu davanti alla giustizia e al Garante della Privacy per "violazione della privacy e tentativo di truffa".

Dopo la denuncia, il pm ha sequestrato tutto l'archivio di Zappadu, incluse immagini scattate in luoghi di accesso pubblico come l'aeroporto di Olbia.

Queste foto hanno inoltre dato il via all'indagine sul presunto uso indebito da parte di Berlusconi dei voli di Stato.

Il fotografo sostiene che "praticamente ogni weekened" voli di stato sotto la guida del 31° Stormo dell'Aeronautica Italiana accompagnavano nell'aeroporto della Costa Smeralda amici, artisti, ballerine e veline del premier.

Nell'agosto 2008 Berlusconi ha approvato una nuova legge per consentire l'estensione dell'utilizzo dei voli di Stato a diverse categorie di accompagnanti, in funzione delle necessitá del primo ministro.

Le fotografie di Zappadu dimostrano che, quattro mesi prima che entrasse in vigore la norma, Berlusconi aveva già viaggiato a Olbia con il suo amico cantante napoletano Mario Apicella e una supposta ballerina di flamenco.

L'opposizione sostiene che Berlusconi ha triplicato le spese e i movimenti dei passeggeri che usavano questi voli rispetto al periodo di Romano Prodi (2007-2008).

Inoltre, secondo il documento ufficiale dell'Aviazione Civile al quale questo periodico ha avuto accesso, un ordine proveniente dalla presidenza del Governo stabilí il 4 giugno 2008 che cinque aerei ed elicotteri privati di Berlusconi, a nome della compagnia Alba e del consorzio di elicotteri Fininvest, passassero ad essere qualificati da quel momento in poi come voli ufficiali dello Stato italiano.

Le foto di Villa Certosa rivelano che nella mansione si vive un ambiente disinibito, vigilato da forti misure di sicurezza. Lo stesso Silvio Berlusconi ha dichiarato che un uomo che compare nelle foto di Zappadu é l'ex primo ministro ceco Mirek Topolanek. Questo giornale non ha potuto verificare l'identitá dell'uomo che appare nudo in una delle immagini.

(segnalato da Nestor Y. M.)

giovedì 4 giugno 2009

mercoledì 3 giugno 2009

La relazione tra Berlusconi ed una modella napoletana diciottenne fa sorgere domande











The Irish Times, 30.5.09

[articolo originale di Paddy Agnew qui]

Comprereste una macchina di seconda mano da questo signore? O, piu' precisamente, gli fareste educare i vostri figli? Il signore in questione e' il premier italiano e magnante dei media Silvio Berlusconi, e la persona che pone la seconda domanda e' Dario Franceschini, leader del principale partito di opposizione, il Partito Democratico (PD).

Giovedi scorso Berlusconi ha smentito un'altra volta qualsiasi coinvolgimento con una modella diciottenne, dicendo ai giornalisti che se qualcuno gli chiedesse se avesse mai avuto “un rapporto piccante” con una minorenne, la sua risposta sarebbe stata: “assolutamente no.” “Ho giurato sulla testa dei miei figli e ho detto che sono consapevole che, se questo fosse spergiuro, dovrei dimettermi un minuto dopo, “ ha detto Berlusconi.

Sembra che, nonostante ci provi in tutti i modi in questi giorni, il premier italiano non riesca a tenere lontana la sua famiglia ne' dal mondo politico ne' dalle prime pagine dei giornali. All'inizio del mese sua moglie, Veronica Lario, innesco' una bomba politica quando annuncio' di volere divorziare. La signora Berlusconi non solo si e' lamentata delle candidature di veline che il partito del marito, Il Popolo della Liberta' (PDL) voleva presentare alle elezioni europee, ma ha anche espresso la sua costernazione quando i media hanno rivelato che suo marito settantaduenne si e' presentato al diciottesimo compleanno della napoletana Noemi Letizia.

Dopo aver fatto notare che non si e' mai presentato ai compleanni di diciott'anni dei propri figli, la signora Berlusconi ha detto che non voleva essere sposata con un'uomo che “frequenta le minorenni.” E' cosi nasce il caso Noemi che ha visto il primo ministro faticare a spiegare esattamente come si fosse potuto trovare alla festa di compleanno della diciottenne. Berlsuconi e' apparso perfino in televisione per raccontare la sua versione dell'evento, occupando lo studio del programma politico serale “Porta a Porta” sulla TV di stato, per spiegare che si e' presentato alla festa per fare un favore al padre, un vecchio conoscente.

Il problema qui e' che non c'e' alcuna prova di rapporti tra questa noramle famiglia napolitana e il Signor Berlusconi. Il signor Letizia e' un impeigato statale e proprietario di un piccolo negozio nella zona di Secondigliano, a Napoli. Inizialmente, le risposte dello staff del premier hanno suggerito che il padre di Noemi conoscesse il primo ministro perche' fece da autista all'ex premier Bettino Craxi, per lungo tempo alleato politico e amico del signor Berlusconi. Tuttavia, suo figlio, Bobo Craxi, ha dichiarato che Letizia non ha mai lavorato per suo padre.

In un'intervista con il quotidiano “La Repubblica”, l'ex fidanzato di Noemi Gino Flaminio ha fornito un'altra spiegazione. Noemi, molto ambiziosa e con voglia di iniziare una carriera nello spettacolo, preparo' un book e un curriculum che invio' alle varie agenzie. Cosi' fu individuata dal giornalista di spicco Emilio Fede, fedele sostenitore di Berlusconi e direttore del telegiornale di uno dei suoi canali televisivi commerciali, Rete 4. Da tempo Fede stava cercando nuovi talenti per la rete, presentatrici feminili per qualunque cosa, dal meteo ai telegiornali. In qualche modo, ha suggerito l'ex fidanzato, il book di Noemi ha attirato l'attenzione di Berlsuconi, che la chiamo' sul cellulare (Flaminio sostiene di aver ascoltato di nascosto alcune chiamate e di aver riconosciuto la voce del premier). Descrive il modo di fare di Berlusconi come paterno: voleva sapere quali studi facesse Noemi. Flaminio sostiene che il primo ministro invito' Noemi ed altre 30 ragazze ad una festa di fine anno in una delle sue ville in Sardegna. I sostenitori di Berlusconi hanno messo in dubbio la testimonianza di Flaminio, facendo notare che ha la fedina penale sporca (ricevette una condanna a 2 anni e mezzo con sospensione della pena per il furto di un cellulare). Altri, dal premio Nobel Dario Fo a migliaia di bloggers, sono meno scettici.

E cosí é arrivata la domanda di Franceschini, che ha provocato una reazione d'ira da parte dei figli di Berlusconi, che sostengono che sia stato un buon padre e un uomo che gli ha trasmesso dei “valori”. Tuttavia, la domanda di Francheshini sara' messa alla dura prova delle urne europee. Se si dovesse dar retta ai sondaggi, pero', l'indignazione dei blogger, la condanna dei media internazionali e perfino il disapprovo (anche se timido) della Chiesa Cattolica, non potranno destabilizzare la macchina politica berlusconiana.

Per esempio, riferendosi alla recente condanna al suo ex-avvocato, il britannico David Mills, per aver giurato falsa testimonianza per conto dell'impero berlusconiano, Berlusconi ha adottato la sua solita tattica difensiva. Davanti alla platea dei Confesercenti, ha accusato alcuni magistrati di essere grumi eversivi. E un sondaggio fatto subito dopo ha dimostrato che piu' del 65% degli italiani e' daccordo con lui.

(a cura di Ronan O' Dowd)

martedì 2 giugno 2009

Silvio Berlusconi: altre 10 domande












Open Democracy, 1.6.09

Il comportamento pubblico e privato del premier italiano é sotto vaglio. Un importante quotidiano italiano gli ha chiesto spiegazioni. Geoff Andrews aggiunge altre 10 domande a questa lista.
[articolo originale di Geoff Andrews qui]

Caro Signor Berlusconi,

sono passate quasi tre settimane da quando La Repubblica ha pubblicato la sua lista di dieci domande sulla sua relazione con Noemi Letizia. Lei ha scelto di non rispondere alle loro domande, sostenendo che l'iniziativa del quotidiano fosse parte di una campagna politica organizzata dalla sinistra. Nelle settimane successive lei ha accusato La Repubblica di stare orchestrando un complotto di sinistra che é arrivato fino alla stampa internazionale, coinvolgendo the Times e the Economist, tra gli altri. In questo periodo lei ha anche descritto il parlamento italiano come "inutile" e i magistrati come "spinti da odi e gelosie".

E' solo questione di giorni ormai perché arrivino le elezioni europee in tutti i paesi membri dell'Unione Europea, dal 4 al 7 giugno 2009, in Italia il 6 e 7 giugno; a queste seguirá il summit del G8 presenziato dall'Italia che si terrá a L'Aquila nei giorni 8-10 luglio. Le sue dichiarazioni hanno ancora una volta fatto sorgere domande di un piú ampio interesse pubblico sulla sua performance come premier italiano. Vorrei porgerle queste ulteriori 10 domande adesso.

1) Lei ha espresso forti critiche sul ruolo della stampa in questo caso, nonostante Il Giornale (quotidiano posseduto dalla sua famiglia), come anche altri giornali, abbia regolarmente difeso la sua condotta. Pochi primi ministri hanno questo privilegio, ciononostante lei insiste a ripetere che la stampa sia contro di lei. Qual é la sua concezione, allora, di una stampa libera? Per esempio, metterebbe alcuna condizione alle critiche che un giornale puó fare al primo ministro?

2) Lei ha accusato La Repubblica di "sfruttare vicende personali a fini politici". Eppure, il confine tra "pubblico" e "privato" spesso é indistinto nella sua vita politica, specialmente per il suo possesso di un'importante fetta del mercato della stampa e di parecchie emittenti TV, mentre allo stesso tempo lei esercita un potere politico. Lei si é detto d'accordo sul risolvere questo "conflitto d'interessi" entro 100 giorni dalla presa del potere, ma nulla é stato fatto. Molti criticano questa situazione in tutta Europa. Perché lei non ha risolto il "conflitto d'interessi" e non crede che costituisca un problema per la democrazia italiana?

3) Il 21 maggio 2009, lei ha descritto il parlamento italiano come "inutile", suggerendo che ci sarebbe bisogno di soli 100 parlamentari per portare avanti il lavoro. Allo stesso tempo, lei sostiene che il popolo italiano sia "con lei". Secondo lei, dunque, l'elettorato italiano le darebbe volentieri piú potere per "portare avanti il lavoro" in modo piú efficiente?

4) Lei ha paragonato il ruolo del governo a quello di una compagnia privata, e contrastato le leggi a sfavore degli imprenditori. Capisce la differenza tra essere un affarista di successo ed uno statista di successo?

5) Il 19 maggio un tribunale italiano ha deliberato che lei abbia corrotto il suo avvocato britannico, David Mills, pagandolo $600,000 per pronunciare falsa testimonianza su di lei. Mills é stato dichiarato colpevole a febbraio, anche se lei é rimasto protetto dalla legge per l'immunitá parlamentare approvata dal suo governo. Lei ha detto che risponderá al parlamento sulla questione "appena ne avrá il tempo", ma non prima delle elezioni europee. Perché e quando rilascerá queste dichiarazioni?

6) Oltre a criticare il parlamento italiano, lei attacca regolarmente i giudici italiani per la loro imparzialitá e "demenza". Lei é stato recentemente criticato per avere messo a repentaglio le procedure costituzionali, arrivando ad un conflitto con il presidente della Repubblica, Giorgio Nappolitano, per l'ultima volta sul caso del diritto alla morte di Eluana Englaro. Si dice che lei stesso aspiri a diventare il successore di Napolitano. Puó confermare la sua intenzione di diventare presidente della Repubblica e cosa apporterebbe a questo ruolo?

7) Nel mese di luglio 2009 lei presenzierá un summit del G8 a L'Aquila. Durante precedenti summit e meeting internazionali dei leader mondiali, lei ha avuto alcuni problemi di comunicazione con alcuni dei suoi pari. Ne prevede degli altri quest'anno?

8) Quali sono, secondo lei, i suoi piú grandi successi come premier italiano?

9) Nelle ultime settimane lei ha negato di essere stato direttamente coinvolto nella selezione di showgirl come candidate al parlamento per il suo partito, anche se il suo proprio quotidiano il Giornale lo ha ammesso. Puó chiarificare se lei lo abbia fatto o meno?

10) Infine, perché Noemi Letizia, la sua amica diciottenne napoletana, la chiama "Papi"?

Distinti saluti,

Geoff Andrews


venerdì 29 maggio 2009

Il vero peccato di Silvio Berlusconi












The Financial Times, 28.5.09

[articolo originale di Tony Barber qui]

E’ il momento degli indovinelli: quale sexy diciottenne rovina famiglie, come viene chiamata dai giornali scandalistici europei, ha recentemente fatto questa storica affermazione: “Voglio fare la showgirl, ma mi interessa anche la politica, sono flessibile”.

Si, è Noemi Letizia, l’adolescente al centro della richiesta di divorzio lanciata contro il primo ministro italiano, Silvio Berlusconi, dalla moglie, Veronica Lario. Leggendo l’intervista concessa da Noemi al quotidiano Il Corriere del Mezzogiorno (“canto spesso con Papi Silvio al piano, oppure facciamo karaoke”) è difficile decidere per chi essere più dispiaciuti: per la Lario, l’ex fidanzato di Noemi Gino Flaminio oppure per tutti i 60 milioni di italiani.

Flaminio ha tutte le ragioni per sentirsi trattato ingiustamente. Ha raccontato di essere uscito con Noemi per 16 o 17 mesi: “era una relazione seria”. Fino a quando, 6 mesi fa, lei ha ricevuto una telefonata inattesa dal primo ministro.

Probabilmente Flaminio un giorno capirà di stare meglio senza la volatile Noemi. Dall’altra parte i sondaggi mostrano che gli italiani sembrano determinati a stare con Berlusconi, il cui gradimento rimane eccezionalmente alto a oltre un anno da quando è diventato primo ministro per la terza volta in 15 anni.

Gli avversari di Berlusconi, sia in Italia che all’estero, diventano rossi di rabbia quando vedono come riesce a cavarsela. Meno di due settimane fa un tribunale di Milano ha stabilito che David Mills, un avvocato inglese condannato nel 1997 per avere accettato una mazzetta da 600.000 dollari, ha testimoniato il falso per proteggere Berlusconi e la sua finanziaria Fininvest.

In qualunque altro paese europeo uno scandalo di queste dimensioni avrebbe fatto cadere il primo ministro in meno tempo di quello che ci vuole a dire “Papi”. Ma non in Italia, dove l’anno scorso Berlusconi é riuscito a far passare un provvedimento parlamentare che gli garantisce l’immunità da qualsiasi procedimento legale.

Naturalmente il premier nega qualsiasi addebito e dice che è tutto un complotto dei giudici di sinistra finalizzato a distruggere la sua carriera politica. Questo deprimente rituale fatto di accuse e contro accuse tra Berlusconi e la magistratura va avanti da molti anni e non mostra nessun segno di voler finire.

In ogni caso, nel tribunale dell’opinione pubblica c’è chi considera sorprendente che Berlusconi ancora non sia stato ritenuto colpevole di essere il peggiore amministratore dell’economia italiana dal 1945. La sua prima e breve esperienza di governo nel 1994 non ha prodotto nessun risultato. I suoi cinque anni al potere dal 2001 al 2006 sono ricordati principalmente per il fallimento nell’introdurre quelle riforme di cui l’Italia ha un disperato bisogno per diventare competitiva nella zona euro. Adesso Berlusconi siede sopra a quel declino che il Fondo Monetario Internazionale ritiene possa fare dell’Italia l’unico paese della zona euro a subire tre anni consecutivi di recessione, dal 2008 al 2010.

Sono ancora più preoccupanti le stime della Commissione Europea: il debito pubblico italiano è atteso in aumento fino al 116 per cento del prodotto interno lordo entro il 2010. In altre parole l’Italia tornerà indietro fino alla fine degli anni ’90. Noemi o non Noemi, questo è il vero peccato di Berlusconi.

(a cura di Luciannetti)