martedì 10 giugno 2008

L'Italia proibisce a magistratura e finanza le intercettazioni per casi di corruzione











El País, 10.6.08

Berlusconi limiterá le intercettazioni a mafia e terrorismo

[articolo originale di Miguel Mora qui]

Cinque anni di carcere per il magistrato che ordini un'intercettazione. Cinque anni per chi la realizzi e per chi la filtri, e cinque anni per i giornalisti che la diffondano. Questo é il nocciolo del disegno di legge che il Governo italiano vuole approvare venerdí. Il premier, Silvio Berlusconi, prova cosí di impedire a giudici e finanza la risorsa di intercettare le telefonate di sospetti salvo in casi di delitti gravi: terrorismo, mafia e violenza sessuale. Il provvedimento escluderá le intercettazioni come metodo di raccolta di prove in processi che hanno a che fare con crimini di colletto bianco: corruzione, prevaricazione, tangenti, estorsione, truffa o crimini imprenditoriali.

Le associazioni di giudici ed editori e l'opposizione avvisano che, se si porterá a compimento la riforma, Berlusconi avrá sferrato il colpo di grazia alla giustizia. Il presidente dell' Associazione Nazionale dei Magistrati, Luca Palamara, ha mostrato la sua perplessitá per il piano e ha segnalato che, "se il Governo seleziona parecchio i crimini suscettibili di essere investigati con intercettazioni, lo stato perderá in diritti e si restringeranno le possibilitá di investigare". Palamare suggerisce che crimini comuni come estorsione e corruzione rimarrebbero di fatto "depenalizzati".

Per il leader dell'opposizione, Walter Veltroni, le intercettazioni sono "uno strumento fondamentale della lotta contro tutte le forme di attivitá illegale", anche se si é mostrato d'accordo con la regolamentazione della loro pubblicazione sui media.

La Lega Nord, alleata di Berlusconi, ha anche espresso riserve sull'idea, perché considera che puó danneggiare l'immagine di fermezza dell'Esecutivo. Ma il Governo ha iniziato a preparare l'opinione pubblica per la riforma con due argomentazioni: risparmio e rispetto per la privacy.

Il ministro della Giustizia Angelino Alfano ha ricordato ieri che nel 2007 ci sono state 125.000 persone spiate in Italia, e che "praticamente tutto il paese sará stato intercettato una volta o l'altra". Inoltre, ha dichiarato che le intercettazioni rappresentano la metá del totale delle spese nei processi. "E´necessario ridurre questo eccesso difendendo la privacy dei cittadini ma senza debilitare le forze dell'ordine", ha concluso Alfano, che ha ricordato che negli USA si fanno 1.700 intercettazioni annue e in Svizzera 1.300.

Berlusconi ha sempre espresso la sua antipatia nei confronti del Grande Fratello giudiziario in un paese che ha vissuto casi cosí importanti come Mani Pulite, che Antonio Di Pietro diresse all'inizio degli anni '90. Il Cavaliere "ha incubi sulle intercettazioni, e ogni giorno chiede al ministro Alfano se la legge é pronta", ha detto La Repubblica, ricordando che, negli ultimi anni, lo stesso premier, decine di suoi amici e membri di Forza Italia, deputati, senatori, sindaci e imprenditori hanno subito intercettazioni e sono stati, successivamente, processati.

Anche se la promulgazione di diverse leggi é andata dilatando sempre piú la durata dei processi ed una parte importante di questi finisce in prescrizione, il Cavaliere ha dichiarato guerra ad un sistema "che non lascia vivere in pace i cittadini". Nella campagna elettorale aveva promesso di dare un taglio alle intercettazioni.

Alcuni media critici hanno fatto notare che il disegno di legge favorisce prima di tutto Berlusconi stesso, poiché é sotto accusa di corruzione nel cosiddetto caso Saccá, venuto fuori alla fine del 2007 grazie alla scoperta delle intercettazioni di decine di conversazioni avute tra Berlusconi e il direttore di RAI fiction, Agostino Saccá. Queste rivelarono le pressioni dell'allora leader dell'opposizione nei confronti si Saccá perché questi contrattasse alcune attrici di preferenza di Berlusconi.

Alguni giuristi hanno avvisato che la riforma impedirá ai giudici, per il principio di tempus regit actum, di utilizzare nei processi le prove ottenute con intercettazioni ordinate prima dell'entrata in vigore della legge. Uno di questi sará, precisamente, quello del caso Saccá.

Processi a rischio

- Abu Omar. Se la legge protegge gli agenti segreti, il processo per il sequestro di Abu Omar, ricondotto alla CIA e al SISMI, potrebbe essere sospeso.

- Saccá. I giudici analizzano le pressioni di Berlusconi all'ex-direttore della RAI per contrattare alcune "amiche". Ci sono anche intercettazioni dove si parla di scambi con alcuni senatori di sinistra.

- Calciopoli. Lo scandalo del calcio che ha mandato la Juve in serie B é basato su investigazioni e intercettazioni ordinate dalla finanza.

- BNL e 'Corriere'. Politici di sinistra e di destra, nonché finanzieri, sono stati intercettati nelle investigazioni per le vendite di BNL, Antonveneta e il Corriere della Sera.

- Parmalat. Nel processo per la vendita dell'azienda ci sono 56 imputati.

(si ringrazia Carolina per la segnalazione)

lunedì 9 giugno 2008

Rivalità latina: la Spagna liberale contro Berlusconi











The Sunday Business Post, 1.6.08

[articolo originale di Mary Minihan qui]

Dal recente ritorno al potere di Silvio Berlusconi, primo ministro dell’Italia, e dalla rielezione del premier Spagnolo Jose Luis Rodriguez Zapatero, la rivalità tra i due vicini mediterranei è diventata più intensa.

Dopo essere stati considerati per decadi dai cugini italiani i parenti poveri maniaci della siesta, la Spagna progressista sembra sorpassare l’Italia.

Argomenti controversi come i diritti degli omosessuali e l’immigrazione hanno causato una serie di conflitti amari tra il nuovo governo conservatore di Berlusconi e l’amministrazione liberale di Zapatero.

I leader politici dei due paesi latini non potrebbero essere più diversi di così. Il progressista Zapatero ha 47 anni ed è stato sopranominato ‘Bambi’ grazie ai suoi occhi grandi e al suo approccio morbido. Il conservatore Berlusconi, conosciuto come ‘il grande seduttore’ e dal carattere completamente insolente, ne compierà 72 questo settembre.

Gli italiani hanno appena introdotto nuove misure severe per combattere l’immigrazione clandestina, con il reato dell’entrata illegale nel territorio nazionale che è punibile con reclusione fino a quattro anni.

Recentemente quasi 400 immigrati sono stati arrestati, atto descritto come repressione della criminalità degli immigrati clandestini. Celestino Corbacho, ministro spagnolo dell’Immigrazione e del Lavoro ha accusato Berlusconi di cercare di criminalizzare gli immigrati.

Precedentemente, il vicepresidente del Consiglio della Spagna, Maria Teresa Fernandez de la Vega, ha severamente criticato tale connessione (i.e. la corrispondenza tra immigrazione e criminalità).

“Il Governo spagnolo rifiuta la violenza, il razzismo e la xenofobia, di conseguenza, non può accettare quello che succede in Italia” ha affermato il Presidente.

Il ministro degli Affari Esteri, Franco Frattini, ha risposto bruscamente che gli spagnoli dovrebbero occuparsi degli affari propri.

“Non penso che sia accettabile che ministri spagnoli facciano dichiarazioni che interferiscono con gli affari di un governo eletto dal popolo italiano” ha aggiunto.

Zapatero, famoso per il suo approccio consensuale nei dibattiti politici, ha cercato di minimizzare. Ha detto che “i rapporti spagnoli con il governo italiano sono e continuano ad essere buoni”. Ma il divario ideologico tra le due nazioni é sempre più evidente.

La politica di Zapatero sui diritti degli omosessuali ha trasformato la tradizionale immagine del ‘macho’ in una maniera irriconoscibile, attirando anche le critiche del Vaticano. Tra le controverse riforme sociali introdotte da Zapatero c’era anche la legalizzazione dei matrimoni omosessuali nel 2005.

Nel frattempo Berlusconi continuava a rilasciare commenti politicamente scorretti riguardante l’omosessualità.

Nel mese scorso uno scambio nella Commissione Europea ha seguito la partenza dell’allora Commissario di Giustizia e Sicurezza Franco Frattini, che prendeva posizione nel nuovo governo di Berlusconi. L'Italia avrá il dicastero dei trasporti, invece che della giustizia e sicurezza: questo ha inspirato l’ultimo gioiello di Berlusconi, cioè: “Alcuni si sono lamentati, ma per noi è molto meglio occuparci delle infrastrutture che degli omosessuali.”

Frattini è stato convocato per sostituire Rocco Buttiglione, la cui nomina come Commissario di Giustizia e Sicurezza è stata ritirata da Barrosso dopo che Buttiglione aveva dichiarato che l’omosessualità è un peccato.

Alla fine di un vertice dell’UE nel 2005 Berlusconi ha fatto la seguente battuta ai giornalisti: “ Se volete essere canonizzati in Italia, dovete essere gay o di sinistra”. Nel 2006 ha dichiarato che i suoi nemici l’hanno accusato di essere mafioso e criminale, “Tutto tranne essere gay”.

L’anno seguente ha detto che “tutti i gay sono all’altra parte”, suggerendo che secondo lui tutti gli omosessuali fossero di sinistra.

La ministra spagnola della Difesa, Carmen Chacon, è stata recentemente fotografata mentre ispezionava le truppe, mostrando fieramente la sua gravidanza. Ha anche visitato le truppe all’estero. (Ha dato vita ad un figlio, Miguel, la settimana scorsa e adesso è in maternità.)

L’amministrazione precedente di Zapatero aveva ministri e ministre in numero uguale, mentre, nel nuovo governo ci sono più donne che uomini.

Berlusconi, non potendo resistere, ha detto a Zapatero che il gabinetto spagnolo era “troppo rosa” per il numero di posizioni di potere date a donne e ha aggiunto che Zapatero avrà problemi nel tenerle a bada.

La ministra spagnola per l’Impiego Pubblico e le Infrastrutture, Magdalena Alvarez, ha risposto dicendo: “Molte di noi donne rifiuterebbero di lavorare per un governo il cui primo ministro sia Berlusconi”.

Nel frattempo, Bibiana Aido, il membro più giovane del gabinetto nonché ministro dell’Uguaglianza, ha suggerito a Berlusconi di cercare un aiuto professionale per aiutare a cambiare la sua attitudine verso le donne. “Non so se possa essere molto efficiente. Avrebbe bisogno di molte sedute”, ha aggiunto.

Intanto, Berlusconi ha costruito una versione molto più raffreddata del governo, rispetto alle promesse elettorali secondo le quali avrebbe dato 4 gabinetti a donne: 2 delle sue ministre sono senza portafoglio. Durante la recente campagna elettorale, il suo portavoce ha dichiarato che avrebbero riservato 4 posti del gabinetto a donne.

I posti più importanti sono stati assegnati a Stefania Prestigiacomo che è diventata ministro dell’ambiente, mentre l’avvocato Mariastella Gelmini è stata nominata ministro dell’Istruzione.

Le donne ministri senza portafoglio sono Maria Carfagna – ex-modella, conduttrice televisiva e concorrente di Miss Italia – che ha preso l’incarico delle Pari Opportunità e Giorgia Meloni delle Politiche Giovanili.

Il Save the Children Italy, che in un suo un report recente ha posizionato l’Italia come il miglior paese al mondo per i bambini, ma solo al 19° posto al livello mondiale per quanto riguarda il benessere delle madri, ha espresso disapprovazione per la sproporzione dei sessi nel nuovo governo.

“La percentuale delle partecipanti al governo è uno degli indicatori che usiamo per valutare il benessere delle donne al mondo. Save the Children si rammarica del fatto che solo una piccola percentuale delle donne italiane – il 17% - abbia ruolo nel governo del paese” – ha detto la portavoce.

Durante la sua campagna elettorale nel mese scorso, Berlusconi ha dichiarato che le donne di destra sono più sexy delle loro concorrenti di sinistra. Sul fronte economico la Spagna ha sorpassato l’Italia anche ufficialmente nelle entrate e nel livello di vita alla fine dell’anno scorso.

I valori del PIL, recentemente pubblicati dall’Eurostat, sono stati giudicati da Zapatero come “un risultato storico”.

Lo sviluppo ha ferito l’orgoglio italiano. È stata una notizia deprimente in un paese in cui vivono i cittadini più infelici d’Europa, come dimostra una ricerca dell’Università di Cambridge. Nella stessa inchiesta solo il 36 % degli Italiani ha espresso fiducia nei propri politici, nel confronto del 64% dei danesi, i cittadini più felici d'Europa.

La saga finanziaria dell’Alitalia, compagnia di stato, che dura da tanto, rappresenta il malessere che riguarda l’economia italiana, in cui glorie passate e il recente declino disegnano una discesa ripidissima.

Naturalmente in Spagna le cose sono distanti dalla perfezione. Il precedente boom economico sta prendendo una direzione opposta, a causa del calo del prezzo degli immobili e dell’inflazione crescente. Tuttavia, la velocità di cambiamento nella Spagna vibrante si trova in un contrasto deciso con l’Italia conservatrice e sempre più vecchia.

(a cura di Réka)


domenica 8 giugno 2008

Grazie!










Grazie per tutte le risposte alla nostra richiesta di collaborazione: abbiamo ricevuto commenti, segnalazioni e traduzioni da molti amici, ed iniziato ad "espanderci" con l'aggiunta dei nostri "inviati" in Francia ed Irlanda.

Naturalmente siete sempre invitati a scriverci per segnalazioni, traduzioni, idee, critiche, insulti ecc. all'indirizzo

chediconodinoi@hotmail.co.uk

Questo blog é di tutti, se vi piace curiamolo e miglioriamolo insieme!

sabato 7 giugno 2008

Le regioni del Sud pagano per le riduzioni fiscali di Berlusconi


[articolo originale di Miguel Mora in fondo a questa pagina]

Durante la campagna elettorale, Silvio Berlusconi ha promesso di abbassare le tasse, "come Ronald Reagan", per alleviare la difficile situazione delle famiglie. Ha mantenuto la promessa: é stata abolita l'ICI sulla prima casa e si riducono le tasse sulle ore di straordinario nelle imprese private. Ma lo stato ha un debito del 104% e non puó permettersi di ridurre le entrate.

Il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, inventore della cosiddetta "finanza creativa", ha trovato la soluzione: cancellare 70 fonti di spese pubbliche, tra di loro infrastrutture chiave per il Sud del paese, soprattutto Sicilia e Calabria; i fondi di aiuto alle donne maltrattate, e il programma per la integrazione degli immigrati.

Nelle due sponde dello stretto di Messina, dove Berlusconi aveva promesso di costruire il ponte che avrebbe unito l'isola al continente, l'indignazione é forte. Le autoritá calabresi hanno definito la decisione, che cancellerá 1,4 miliardi di euro previsti per costruire strade e porti nella regione, come "un furto, una tangente pagata alla Lega di Umberto Bossi".

I Siciliani, fedeli elettori del Cavaliere, perderanno i lavori per le metropolitane di Palermo, Catania e Messina, varie strade ed alcuni porti. Secondo il Movimento per l'Autonomia, alleato di Berlusconi, la decisione "viola il patto di Governo che aveva come prioritá il rilancio del Sud" del paese.

(si ringrazia Carolina per la segnalazione)

venerdì 6 giugno 2008

Un volantino xenofobo fa indignare i rumeni








Le Monde, 31.5.08


[articolo originale di Mirel Bran qui]

Le autorità rumene e le associazioni rom della Romania condannano in blocco gli attacchi razzisti apparsi in Italia. L’indignazione è stata inasprita da un messaggio affisso all’entrata di un’impresa di lavorazione del legno di Pieve di Soligo (Italia del Nord) e ripreso dalla stampa rumena, che annucia « l’apertura della stagione, durante tutto l’anno, della caccia agli animali migratori come i rumeni, gli albanesi, i kosovari, i mussulmani, i talebani, gli zingari e tutti gli extracomunitari in generale ».

Questo volantino non è stato soggetto ad alcuna denuncia ufficiale da parte dell’Italia, se non quella della Confederazione italiana del lavoro (CGIL, sinistra), grazie alla quale il caso è stato rivelato. L’ambasciata rumena a Roma a chiesto che fossero presi dei provvedimenti contro gli autori di «questo testo di forte carattere estremista e xenofobo».

L’associazione dei rom rumeni, Romani Criss, denuncia l’estremismo della nuova politica italiana sull’immigrazione. "E’ inamissibile che, nell’Europa del 2008, si combatta la delinquenza secondo dei criteri etnici, si tratta di una politica d’ispirazione estremista", ha affermato il suo dirigente, Marian Mandache, che tra l’altro è avvocato. "Non resta più che costringere i rom a portare una stella o una fascia perchè si ritorni indietro di sessant’anni, ad un’epoca che non si vuole più ricordare".

Le alllusioni al nazismo si moltiplicano in Romania e rischiano di nuocere ai buoni rapporti economici tra i due paesi. 23.000 imprese italiane hanno sede in Romania e migliaia di rumeni lavorano in Italia. La Charitas stima che sono 55.6000 i rumeni che vivono nella penisola ma, secondo altre stime, il loro numero, che sarebbe fortemente aumentato dall’entrata della Romania nell’Unione Europea nel 2007, potrebbe essere vicino al milione di persone.

Indicata come la prima causa della delinquenza durante la campagna elettorale d’aprile, che ha visto il trionfo della destra, questa comunità oggi si sente indifesa.


(a cura di Enrico Favaro)

giovedì 5 giugno 2008

Riforme in Italia (parte 1/2)










The Economist, 29.5.08

Il governo populista si batterá per portare avanti cambi di cui si ha davvero bisogno

[articolo originale qui]

Dopo la chiara vittoria il mese scorso, la coalizione di centro-destra di Silvio Berlusconi non avrà scuse per non far passare le legislazioni più urgenti per risollevare l'economia italiana in crisi e per migliorare l'efficienza delle istituzioni e della pubblica ammministrazione. Ma, date le tendenze populiste del suo leader e la probabilità che le divisioni nella sua coalizione vengano a galla, le speranze in un cambiamento radicale della politica economica che migliori drasticamente la crescita italiana ed i suoi conti pubblici sono verosimilmente da considerasi infondate.

In ascesa

La coalizione di Berlusconi fu supportata da circa il 47% dei votanti alle elezioni generali tra il 13 ed il 14 Aprile, rispetto al 38% del centro-sinistra. Questo gli concede una solida maggioranza in entrambe le camere, con 174 su 315 seggi al Senato e 344 su 630 alla Camera dei Deputati. L'alleanza di Berlusconi, che include meno partiti rispetto al suo passato governo 2001-06, consiste nel Popolo della Libertà(PDL) - il quale comprende il parto Forza Italia (FI), Alleanza Nazionale (AN), partito di destra di Gianfranco Fini, e alcuni piccoli gruppi politici - i partiti federalisti Lega Nord e Movimento per l'Autonomia.

La maggior sfida politica del governo sarà fare aumentare l'attività economica senza fare marcia indietro sul recente miglioramento dell'economia italiana. Questo sarà difficile. Un periodo di solida crescita economica e un freno alle evasioni fiscali negli ultimi anni avevano aiutato a ridurre il deficit dal 4.2% del PIL nel 2005 al 1,9% nel 2007, e l'incremento del rapporto debito pubblico/PIL nel 2005-06 era stato invertito l'anno scorso per la prima volta in dieci anni. Tuttavia, il nuovo ministro della economia, Giulio Tremonti, ha recentemente dichiarato che, con il netto rallentamento economico, i dati sulle entrate dalle tasse hanno già preso una svolta negativa.

Con un pacchetto di tagli alle tasse che verrá annunciato presto, per continuare il recente processo di consolidamento fiscale sarà richiesto un controllo rigido della crescita della spesa: questo sembrerebbe difficile, dati i piani di grosse spese del governo e gli ostacoli politici ed amministrativi per i tagli agli sprechi, specialmente per quanto riguarda le spese delle regioni nel settore sanitá. Con i pagamenti degli interessi sul debito pubblico italiano che dovrebbero salire ancora e un generale indebolimento dell'economia, c'é il rischio che il deficit possa sorpassare la soglia del tetto del 3% per i paesi della zona euro nel 2009.


Ridurre la pressione

In capo alla lista della nuova coalizione ci sono misure per supportare i redditi dei nuclei famliari, ridurre la pressione fiscale, e concedere facoltá di alzare le tasse a comuni, province e regioni. La crescita della pressione fiscale negli ultimi anni, a cui é corrisposto solo un modesto aumento nei salari, e più recentemente l'erosione delle capacitá finanziarie delle famiglie dovuta alle fluttuazioni dei prezzi dell'energia, era probabilmente la più importante ragione per cui il governo di centro-sinistra ha perso le elezioni di Aprile. Oltre alla diminuzione del consenso per l'amministrazione anteriore, la costante discesa del potere d'acquisto delle famiglie ha iniziato a scoraggiare la crescita del consumo privato, in un momento in cui stanno peggiorando anche le condizioni economiche esterne.

Il Governo è ora al lavoro per la scrittura del pacchetto legislativo che includerà il suo obiettivo di tagliare le tasse sulle ore di straordinario. Il progetto portato a sindacati e lavoratori dipendenti italiani prevede una aliquota del 10% sugli straordinari fino ad un massimo di 3 mila euro per i lavoratori dipendenti. I sindacati preferirebbero una piu' generale riduzione delle tasse su salari e pensioni, mentre i lavoratori dipendenti hanno fortemente avallato il progetto in quanto dovrebbe aumentare la flessibilità e diminuire il costo del lavoro. I critici sostengono che tutto cio' aumenterà l'evasione fiscale, in quanto i lavoratori dipendenti, specialmente quelli delle numerose piccole imprese italiane, potranno semplicemente camuffare gli aumenti di stipendio da ore di straordinari (l'introduzione della detassazione per gli straordinari in Francia ha visto risultati contrastanti: il miglioramento per le compagnie è stato alto, ma l'impatto sulla produttività e i guadagni effettivi sono meno chiari). Il costo delle misure, che saranno inizialmente applicate in via sperimentale tra giugno e dicembre, è stimato attorno al miliardo di euro.

Il Governo inoltre pensa di abolire l'impopolare tassa sulla proprietà ICI, sulla prima casa. L'abolizione di tale tassa, che è una delle principali risorse economiche dei comuni, costerebbe all'incirca sui miliardi di euro, e dovrebbe essere controbilanciata da trasferimenti di fondi dallo stato centrale. Il Governo progetta di coprire il costo diminuendo le riduzioni fiscali a banche e compagnie assicurative. I cambiamenti saranno presentati come un decreto legge, che diventerebbe legge immediatamente, di modo che la riforma possa essere applicata prima del 16 giugno, quando scadono i termini di pagamento parziali delle tasse.

Entrambe queste misure hanno l'obiettivo di una iniezione di fiducia in un momento in cui nubi tempestose gravano sull'economia. Ma nel complesso le proposte sono onestamente limitate nel raggio d'azione - aggiungere un possibile 0,2% alla crescita del PIL - con una larga parte di popolazione già esente dall'ICI e con la questione straordinari limitata a lavoratori che guadagnano meno di 35 mila euro all'anno.

(..continua..)

(si ringraziano Francesco B. per la traduzione, e Pina T. per la segnalazione)

mercoledì 4 giugno 2008

Arrivederci, Penne? L'inflazione sugli alimentari colpisce la dieta italiana

Oggi a Roma le Nazioni Unite ospitano un summit globale per discutere della crisi dei prezzi alimentari che ha scatenato rivolte nei paesi poveri e rovesciato il governo di Haiti. Ma la terra dei saltimbocca alla romana ha problemi con i suoi stessi alimenti.

E questi stanno colpendo Ernesta Santirocco, la quale protesta che la sua pensione di 678 dollari (440 euro) non basta più per coprire i prezzi crescenti della pasta. Lasciando uno dei discount tedeschi Lidl, drogherie riempite con cibi poco costosi e trattati, nota, non molto fieramente, che la sua borsa della spesa contiene "schifezze".

Sono anche poco sani. I prezzi crescenti di pasta, pane, frutta e vegetali stanno rendendo la famosa dieta mediterranea italiana più dura da potersi permettere in un paese che si vanta per la sua cucina salutare. Gli italiani cenano sempre più spesso con alimenti di basso costo e molto trattati, pieni di grassi, zuccheri e sale. Il consumo di questi cibi può accelerare il trend verso livelli più alti di diabete e cardiopatie e, allo stesso tempo, aumentare ancora i già alti costi per una buona salute.

Alcuni, notando che negli Stati Uniti e in Europa i casi di obesità sono cresciuti tra le famiglie con bassi stipendi, si preoccupano che poche persone possono permettersi frutta e verdura, che aiutano ad avere una salute migliore. Tra i prezzi dei beni, questi alimenti freschi sono più suscettibili a crescere, così come l'energia, che rappresenta una più piccola percentuale dei costi dei cibi trattati.

"Il trend globale sta facendo crescere i prezzi della frutta e della verdura fresca rispetto ai cibi trattati", afferma France Caillavet, nutrizionista all'Istituto Nazionale per la Ricerca Agricola di Parigi. Anche in Francia, ha detto, «molte famiglie povere oggi non si possono permettere una dieta sana».

In Italia i prezzi del cibo sono saliti del 5,7% in un anno, incluso il 7% dei prezzi della frutta e il salto del 20% della pasta – all'incirca tanto ripido quanto il 26% dell'aumento del costo della benzina. Secondo uno studio della confederazione italiana dell'agricoltura, dal 2006 sei famiglie su dieci in Italia hanno dovuto ridimensionare i loro pasti in risposta alla crescita dei costi dei prodotti freschi.

La gente non muore di fame in Italia, né scatena rivolte. Ma, secondo i nutrizionisti, gli alti prezzi stanno lentamente accelerando una problematica tendenza in campo sanitario. Oltre il 12% degli italiani adulti era obeso nel 2005, in base alle ultime stime disponibili dell'Organizzazione Mondiale della Sanità. È molto lontano rispetto al numero di obesi degli Stati Uniti, che supera il 30%, ma è più alto rispetto al circa 7% che si registrava in Italia dieci anni prima. E l'ultima stima dell'OMS precede la recente impennata dei prezzi alimentari.

Mentre la pasta al pomodoro perde terreno contro le patatine fritte, il basso livello dell'obesità che si registrava in Italia sta salendo tra i bambini. Circa l'1% dei preadolescenti è oggi in sovrappeso o obeso, e ciò li rende, secondo i ricercatori dell'Unità Internazionale per la Lotta all'Obesità, i più grassi d'Europa.

«Dieci anni fa l'obesità era rara; oggi sta aumentando in tutti i gruppi» dice Pietro Antonio Migliaccio, il più conosciuto tra i dietologi italiani, che appare spesso in TV invitando gli italiani a ritornare verso le ricette tradizionali. Dieci anni fa alla clinica del professor Migliaccio le bilance più pesanti per pesare i suoi pazienti arrivavano soltanto ai 100 chili. Oggi le bilance arrivano ai 250.

Negli ultimi anni lo stile di vita sedentario, le madri lavoratrici, il frantumarsi delle famiglie e il richiamo della cultura americana del fast-food hanno contribuito ad allargare il girovita nei negozi del Sud Europa. Oggi i crescenti prezzi del cibo stanno portando le persone a cambiare le proprie diete e, secondo il professor Migliaccio, si aggraverà il problema dell'aumento dell'obesità se i prezzi rimarranno alti. «La dieta mediterranea è ancora la miglior risposta contro l'aumento di peso, i disturbi cardiovascolari e l'invecchiamento»

Il messaggio rischia di rimanere inascoltato a causa dei costi alti, ma anche del cambio culturale. Al supermercato Pewex, nella periferia lavorativa di Roma, Emanuela Lo Giudice riempie il suo carrello con cose convenienti e bottiglie di Coca-Cola da un litro e mezzo. «Sto prendendo tutto ciò che è in offerta speciale», dice una donna, madre di quattro bambini. Frutta fresca e verdura non trovano più molto posto nelle cene che prepara, pesando troppo sul suo salario di meno di 1900 dollari (1200 euro) al mese. «È assurdo che costino così tanto»

Il commercio della coloratissima frutta e della verdura di Roma è in stallo e altri negozi specializzati in prodotti freschi, come pane e pesce, stanno diminuendo le vendite. «La gente non fa più la spesa pensando alla qualità» dice Carlo Pompei, che gestisce un negozio di frutta e verdura in un quartiere del centro storico.

Negozi come i Lidl hanno cibi relativamente freschi, ma danno molto spazio a bibite, patatine e altri alimenti ricchi di calorie ma con un basso livello nutrizionale.

La Chiesa Cattolica si sta muovendo per andare in soccorso dei romani e della dieta mediterranea. In Maggio, l'organizzazione di assistenza della Chiesa, la Caritas, ha aperto un supermercato "pilota" della carità. I clienti ricevono un numero di gettoni proporzionato al proprio reddito con cui possono pagare cibi e bevande. La Caritas normalmente serve i senzatetto di Roma, i malati mentali o gli alcolizzati senza soldi. Nella sua città la chiesa non aveva più dovuto sfamare le famiglie con bassi redditi dai tempi della Grande Depressione.

(a cura di Luigi the ghiaia man)

martedì 3 giugno 2008

Le parrocchie italiane smettono di accogliere funzioni mussulmane











El País, 28.5.08

[articolo originale di Miguel Mora qui]

I preti italiani che prestano i locali ecclesiastici ai fedeli mussulmani per permettergli di recitare preghiere ad Allah "alienano per sempre questi spazi dalla fede cattolica, cedendoli ai mussulmani". Lo ha detto ieri il segretario generale della Conferenza Episcopale Italiana, Giuseppe Betori.

La CEI ha dato istruzioni ai parroci italiani sottolineando che possono ospitare riti ortodossi, che in Italia è la seconda confessione per numero di praticanti. Però questa possibilitá non deve essere data alla comunità mussulmana, anche se sarebbe del tutto rispettabile l'esigenza di celebrare il proprio culto, perché è nella base dei costumi dell'islam che quando un terreno è utilizzato per pregare dai fedeli, non è piú disponibile per le altre religioni.

Fino a questo momento, molti preti italiani accettavano di cedere gli spazi cattolici agli immigrati mussulmani che vivevano nel paese visto il divieto di alcuni comuni di costruire moschee.

(si ringrazia Marta per la segnalazione)

lunedì 2 giugno 2008

Gli zietti netturbini












Charlie Hebdo, 28.05.2008

[articolo originale sul n.832, pag.4. Non disponibile sulla rete. Homepage di Charlie Hebdo]

Di Gérard Biard

Lungo tutta la sua carriera di miliardario megalomane, Berlusconi ha assunto molte forme. Lo si è visto sotto forma di affascinante cantante, di comico da fine serata al parlamento europeo, di conquistatore latino, di organizzatore di feste barocche, di battagliero populista, di figlio di papà, di presentatore televisivo e anche sotto forma di indignato giudicabile. Non lo avevamo ancora ammirato nel ruolo dell’Ercole che lucida le stalle di Augias (pulire le stalle di Augias era una delle dodici fatiche di Ercole). E’ cosa fatta. Il 21 maggio, a Napoli, circondato da tutti i suoi ministri, si è impegnato a ripulire la città e la regione dalle migliaia di tonnellate di rifiuti non trattati che si accumulano da 14 anni e che hanno trasformato la Campania in un parco di divertimento per ratti e scarafaggi.

Non vogliamo assolutamente criticare un capo del governo che ha deciso di farla finita con una situazione che sta facendo marcire, in tutti i sensi, la vita dei napoletani e che fa passare l’Italia per un paese del terzo mondo. Ma non è sicuro che Berlusconi, il quale ha sulle spalle processi per corruzione, frode fiscale e altri crimini da colletto bianco e che ha evitato la prigione solamente grazie alle leggi che si è fatto fare su misura, sia il candidato ideale per occuparsi di un problema legato alla prevaricazione e al controllo della mafia napoletana su un mercato così succoso. Salvo a considerare cinicamente che, dopo tutto, avendo lui potuto in passato intendendersi tanto bene con la mafia siciliana, è il più indicato per discutere con i malviventi della camorra… Poichè il Cavaliere conosce il linguaggio degli « uomini d’onore ».

Nel 2003, il mafioso pentito Antonino Giuffrè, ex braccio destro del padrino Bernardo Provenzano, aveva testimoniato al processo di Marcello Dell’Utri (caro amico di Berlusconi e dirigente di Publitalia, la società di pubblicità del suo gruppo) perseguito per collusione con la mafia e riciclaggio di denaro. E aveva confermato ai giudici del tribunale di Palermo che degli uomini di Casa Nostra erano entrati in contatto con dei dirigenti della Fininvest, il consorzio berlusconiano, in vista della campagna elettorale per le legislative del 1994.

Il boss palermitano Stefano Bontade avrebbe anche incontrato Sua Eminenza in persona, nella sua villa di Milano, anni prima che entrasse in politica. Per la mafia, sempre secondo Giuffrè, Berlusconi era considerata come una persona « seria e di fiducia ». Affermazione questa che dice tutto.

In cambio del sostegno al suo partito, Forza Italia, Berlusconi si sarebbe impegnato a impedire nuovi grandi processi contro la mafia, ad addolcire le condizioni di detenzione dei capi mafia già in carcere e di fare in modo che la legge sulla confisca dei beni della « piovra » avesse soprattutto valore simbolico. Alla vista delle leggi che ha fatto votare e del suo accanimento contro l’apparato giudiziario, si può considerare che abbia mantenuto la parola.

Cosa offrirà il presidente del consiglio alla Camorra in cambio di una raccolta serena dei rifiuti ?

Le prossime scene della tragi-commedia politica italiana le apprenderemo senza dubbio.

A Napoli, in ogni caso, ha anche martellato che intendeva « dichiarare guerra all’oppressione burocratica, fiscale e giudiziaria »…

In ogni modo, qualunque cosa capiti, i mafiosi avranno torto a preoccuparsi per il loro avvenire. Il nuovo ministro per le attivitá produttive, Claudio Scajola, ha annunciato l’avvio di un programma di costruzione di centrali nucleari (l’Italia aveva rinunciato al nucleare nel 1987). Attendiamo con impazienza di vedere cosa succederá con la gestione delle scorie. Con un po’ di fortuna, fra qualche anno, i bambini napoletani potranno giocare con dei graziosi scarafaggi da 30 chili, che brilleranno di notte.

(a cura di Enrico Favaro)

domenica 1 giugno 2008

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